Nel progetto Slowmotion workshop tenuti da alcuni tra i più grandi maestri italiani della fotografia

L’Amministrazione Comunale la scorsa estate ha stanziato 180.000 € per finanziare l’avvio di n. 18 progetti d’impresa, di cui 12 (su un totale di 38 presentati) per soggetti under 35 anni, e 6 progetti (su un totale di 12 presentati) per soggetti over 35 anni. L’iniziativa, denominata appunto “Start Up”, è arrivata ad una fase avanzata dall’avvio. Abbiamo intervistato uno dei giovani imprenditori selezionati, Roberto Zampino, fotografo, che ottenendo 26 punti, si è collocato al 3° posto nella graduatoria tra i selezionati.

Come sei arrivato alla selezione di Sturt Up?

Ho saputo della Start up grazie ad un amica. Frequento spesso il suo studio di grafica e mi informò del bando del Comune che stava per scadere: “Ce l’hai un Progetto da presentare? Se viene scelto te lo finanziano” Io ho sempre avuto una mia idea in mente (Slowmotion) è quella notizia fu per me una scintilla che mi ha acceso entusiasmo e speranza. Ho redatto il programma secondo le indicazioni previste dal bando e … sono stato selezionato.

Cosa ti prefiggi con il tuo progetto?

Slowmotion si occupa di turismo fotografico e cultura fotografica e ha per oggetto la promozione della Sicilia e della nostra provincia in particolare. Ho sviluppato una serie di iniziative legate alla valorizzazione del territorio attraverso la fotografia in modo da promuovere e diffondere l’immagine della nostra Regione e di Siracusa quale meta ideale da visitare e da fotografare. Il progetto prevede una serie di lezioni e di workshop tenuti da alcuni tra i più grandi maestri italiani della fotografia e saranno anche realizzati dei viaggi che avranno la finalità di raccontare il territorio attraverso immagini inedite e suggestive da divulgare, quindi, in rete e nei circuiti turistici. 

Quanto ha finanziato il Comune e come spenderai i soldi?

Il comune ha stanziato 10.000 euro per ogni progetto selezionato, da erogare in due tranches. La prima metà all’avvio dell’attività e il saldo a rimborso.  Praticamente io ho quasi finito la somma a disposizione e adesso la mia attività deve reggersi da sola. Essendo una iniziativa di Start up, il contributo serve appunto ad avviare l’impresa, che poi deve avere la capacità di auto mantenersi. Per me, la possibilità di poter ottenere un contributo, è servita soprattutto da stimolo, per definire meglio il progetto che avevo in testa, e per incoraggiarmi a lanciarmi in questa avventura che mi obbliga ad avere delle responsabilità e quindi ad impegnarmi molto. 

Come valuti l’iniziativa dell’Amministrazione, hai riscontrato punti di criticità?

Ho trovato un apertura inaspettata da parte del comune verso i giovani e a favore dell’occupazione, in generale. So che c’erano diverse iniziative molto interessanti che non sono state selezionate perché non davano garanzie di risultati, e obiettivamente la somma in sé non è tantissima. Ma indubbiamente è una scelta politica che va lodata. Se devo accennare a qualche ombra, ho riscontrato una macchina burocratica non sempre all’altezza: poca chiarezza, disorganizzazione, tempistica limitativa. Ma è stata la prima volta e come ogni prima volta è servita anche a loro per aggiustare il tiro.

A che punto è il tuo Progetto, può già reggersi da solo?

Slowmotion è a buon punto. Ancora non si può reggere da solo ma è circondata da soggetti validi che credono in questa attività. Siamo riusciti, infatti, a creare un gruppo molto motivato che vuole crederci fino in fondo, andando avanti raccogliendo da ogni piccolo errore. E’ difficile avviare un’impresa Siracusa: troppo provincialismo, molta titubanza e incredulità. Eppure i corsi, gli workshop e i viaggi fotografici, pur se lentamente, incominciano a svilupparsi e a dare risultati soddisfacenti.

Come deve affrontare, secondo te, un giovane questa crisi occupazionale?

Il lavoro al giorno d’oggi lo si deve creare, non aspettare che ti cada dall’alto o che ti venga a cercare a casa. Ci vuole inventiva. Viviamo in un’era in cui abbiamo i mezzi per lavorare in giro per il mondo pur rimanendo a Siracusa. Credo che sia necessario per ampliare la propria conoscenza e umanità ci si debba allontanare, viaggiare molto, visitare altre culture per poi decidere semmai di tornare. Se si è costretti a rimanere tra le proprie mura o non si ha il coraggio di andare a scoprire mondi nuovi e a confrontarsi con altre realtà, ci si trasforma in persone accontentate. Io ho vissuto a Londra, a Cipro e un pugno di altri posti ed è vero, a volte le cose funzionano meglio. Ma apriamo gli occhi, dove sono le guerre, la fame, l’ebola, la dittatura, le favelas? non certo in Italia. Noi abbiamo tutti i mezzi necessari: computer, internet, libri, competenze e storie da cui attingere idee e informazioni. Che le istituzioni non facciano abbastanza è vero, che mancano supporti sufficienti, specie per i giovani, è innegabile. Ma è anche vero che la nostra è una generazione privilegiata. Attualmente stiamo attraversando il disagio di una profonda crisi economica ma dobbiamo essere capaci di sfruttare le opportunità che la situazione offre sviluppando al massimo l’azione creativa.