Sul tavolo la questione dei 35 amministrativi e dei 50 lavoratori delle aziende subappaltatrici. Almeno il 30% della città ancora senza il porta a porta

La Civetta di Minerva, 8 dicembre 2018

La preannunciata uscita di scena di IGM dopo 78 anni di servizio nel Comune di Siracusa e l’arrivo della Tekra di Angri (SA), in attesa del nuovo appalto pluriennale, porta con sé problematiche molto complesse e ancora non del tutto risolte.

Siracusa non è un piccolo Comune e la scelta, non obbligata ma forse opportuna da un punto di vista amministrativo, di indire una gara ponte per soli 180 giorni e con un capitolato ridotto rispetto al precedente aveva sin da subito destato qualche perplessità tra gli addetti ai lavori. Le dichiarazioni rilasciate dalla Tech Servizi (aggiudicataria in prima istanza dell’appalto pluriennale poi assegnato ad IGM ed infine annullato) con cui l’azienda argomentava la propria decisione di defilarsi e di non partecipare affatto alla gara, rappresentava da questo punto di vista un serio campanello d’allarme. Infatti, in tali condizioni, le attività di start up e in particolare la messa in servizio di tutti i mezzi necessari per un efficiente svolgimento del servizio sono difficilmente ammortizzabili.

Vi sono però diversi altri nodi da sciogliere. Il processo di messa a regime del sistema di raccolta porta a porta non è ancora completo e sarà necessario innanzitutto fare il punto della situazione prima di poter programmare i prossimi passi da compiere ed eventualmente apportare i necessari aggiustamenti. Gli investimenti devono infatti essere ultimati e vi è almeno il 30% della città ancora non coperta dal servizio.

La clausola sociale impone alla subentrante Tekra il riassorbimento del personale già impiegato da IGM, tuttavia l’organico allocato da IGM al cantiere di Siracusa include circa 35 dipendenti con funzioni meramente amministrative. Un numero che la Tekra considera difficilmente sostenibile da un punto di vista aziendale e rispetto al quale si riserva di intervenire (solo dopo l’avvio del servizio) nell’ambito di quanto consentito dal contratto nazionale di lavoro di categoria.

Rimane sul tavolo la questione legata ai circa 50 lavoratori delle aziende subappaltatrici di IGM che al contrario non godono di alcuna tutela e che immaginiamo stiano vivendo questa transizione con grande apprensione.

Anche le dichiarazioni del dott. Quercioli (IGM) non lasciano troppo sereni. Dai rapporti (inesistenti) con l’Amministrazione alla notizia, temiamo non fine a se stessa, di ingenti lavori extracontrattuali svolti nel periodo estivo si desume che la richiesta dei dovuti corrispettivi sarà di non poco conto.

Insomma: se la transizione verso un elevato livello di raccolta differenziata attraverso il sistema porta a porta poneva già parecchie problematiche (tuttora non risolte), adesso bisogna anche far fronte al passaggio tutt’altro che agevole ad un nuovo gestore.

In ogni caso questo è in qualche modo l’inizio di una nuova era e noi, nell’augurare alla nuova arrivata Tekra un buon lavoro, speriamo che anche la cittadinanza faccia al meglio la sua parte. Le due cose, è dimostrato, vanno di pari passo.