Salvo Carnevale, edili Cgil: “Nella crisi di occupati responsabilità hanno anche le istituzioni. Un esempio: una scuola ha avuto 600 mila € di finanziamenti ma la Provincia non ne trova diecimila per la progettazione”

 

La Civetta di Minerva, 24 novembre 2018

Che il comparto degli edili in provincia di Siracusa non goda buona salute è noto da tempo: negli anni sono in sensibile decremento sia le imprese che gli occupati. Ne parliamo con il segretario della categoria in Cgil, Salvo Carnevale.

In che modo la crisi economica ha depauperato quello che un tempo era uno dei settori trainanti dell’economia siracusana?

Sono abituato a leggere i numeri in maniera critica chiedendomi il perché avvengano certe cose. Al momento il lavoro edile nella provincia è nettamente in crisi. Dieci anni fa gli edili erano 11.000, oggi sono 4.700 e quando c’è tale emorragia bisogna interrogarsi sul destino di quelli che non lavorano più. Sappiamo che parte di questi è andata fuori, anche all’estero, mentre una parte consistente ha scelto il lavoro nero venendo ricattati e con poca sicurezza. Le famiglie degli edili spesso sono monoreddito, questo significa che la perdita del lavoro porta sofferenze in famiglia, ecco perché avvengono certe scelte. Questo comunque non giustifica mai l'evasione. Ciò diventa un problema sociale oltre che economico, poiché scattano meccanismi che portano alla perdita della dignità che, di fatto, ti consegna a una logica perversa di costrizione professando l’illegalità.

Servono risposte premiali e sanzionatorie forti per marcare la netta separazione tra evasori e giusti contribuenti. Il sindacato deve tentare in tutti i modi di accendere i riflettori sulle istituzioni pubbliche, le cui poche risorse non riescono a innescare lavoro per lungaggini burocratiche. Parecchio ci tocca l’importante questione legata alla scuola in cui l’incapacità da parte della Provincia, detentrice della gran parte degli istituti, è assurda: non riesce a muoversi sul progetto “scuole sicure”. Ho parlato con un funzionario provinciale, mi diceva di una specifica scuola in cui erano stati disposti 600.000€ di finanziamenti, che non riescono a spendere perché non trovano nel bilancio 10.000€ per la progettazione; così tutto rimane bloccato. Quest’episodio rappresenta il perché non funziona il sistema finanziamento edile nelle scuole.

Registriamo, oggi, dopo anni di apatie una rinascita, seppure marginale, solo perché gli studenti si sono fatti sentire facendo emergere drammaticamente il completo abbandono della manutenzione degli edifici scolastici abbandonata da 30 anni, con la conseguenza del pericolo di crolli. Come Fillea, abbiamo collaborato con gli studenti alla mappatura, ma è importante riunire il collegio docenti, i presidenti degli istituti ed i genitori. Loro, insieme al sindacato possono portare queste istanze ai centri decisionali (comuni e provincia). Altre situazioni con l’amministrazione pubblica sono legate al “Patto per il sud”. Abbiamo 200 milioni per la provincia da spendere per manutenzione strade, infrastrutture, pubblici uffici, ecc., ma dopo la partenza nel 2016, è stato speso meno del 3%.

Qual è fra gli edili la specializzazione più chiamata?

Su ciò si apre la grande questione della qualità imprenditoriale. È da decenni che le aziende edili non puntano sul rinnovamento anche per lo scarso andamento del settore. Ma dovrebbero fare molto di più; certo, mancano completamente politiche in grado di contribuire a questa 'riconversione'. Ciò comporta una grande limitazione anche per aggiornare e ammodernare il mansionario edile. Oggi si dovrebbe andare verso “Ambiente costruito”, la nuova frontiera che guarda a un’ottica di rigenerazione urbana con meno consumi energetici. “Siamo d’accordo con Legambiente che si deve costruire con tecniche avanzate che salvaguardino l’habitat, ma le imprese sono letteralmente indietro”. Ma le imprese sono letteralmente indietro. C’è grande bisogno d’imprese moderne in Italia. L'andamento dice esattamente l'opposto. Solo adesso alcune tra le più grandi si stanno rinnovando. Esistono poi tante sottodimensionate che non possono, certamente, investire in nuove tecnologie.

Sulla Cassa edile?

Ha un ruolo fondamentale, perché è dispensatrice per imprese e lavoratori. La cassa edile paga scatti d’anzianità, 13°/14°, presidi sanitari, prestazioni extracontrattuali, anzi il nuovo contratto ne richiede il raddoppio. Essa devolve circa 3 milioni l’anno.

L’ente formazione e sicurezza?

È fondamentale per la sicurezza. Ha dato consulenza a quasi 300 aziende quest’anno. Loro vanno nei cantieri spiegando come predisporli, ecc. Inoltre, abbiamo 16 ore obbligatorie di formazione a chi mette piede per la prima volta in un cantiere. Un nostro cavallo di battaglia costante è quello della stretta collaborazione con gli organi di vigilanza, non si può stanare il lavoro sommerso senza di loro. Siamo riusciti, nonostante questi momenti tristi, a portare a casa importanti conquiste come quella al porticciolo d’Augusta dove esisteva un grande cantiere in cui nessun lavoratore registrato alla cassa edile, l’impresa utilizzava altri contratti, ebbene dopo mesi di denunce carabinieri, guardia di finanza, ispettorato del lavoro sono andati a sancire il principio che quel lavoro era edile e bisognava utilizzare il relativo contratto. Loro hanno dovuto regolarizzarsi con sanzioni.

Ci sono stati altri casi in piccoli cantieri, dove l’impresa faceva firmare contratti di rinuncia alla cassa edile promettendo che quella trattenuta si divideva fra lavoratore e impresa. L’ispettorato è intervenuto imponendo il coinvolgimento sindacale infliggendo alle imprese sanzioni. Un caso, esemplare, è stato quello riguardante la posa della fibra ottica in città. Non c’è riuscito il sindacato in altre regioni, noi invece abbiamo creato un dossier dato a carabinieri e ispettorato che hanno sanzionato pesantemente l’impresa dichiarando che quel lavoro era un’opera primaria di urbanizzazione rientrando quindi nell’applicazione del contratto. Stiamo preparando un dettagliato dossier su ciò che accade in città. Difatti, “Sul lavoro sommerso chiederemo un Consiglio Comunale aperto a Siracusa dove diremo quanto accade nei piccoli cantieri in città, dove non c’è controllo, perché abbastanza nascosti. Presenteremo un dossier con nomi e cognomi”, diremo dove andare e se vi sono appalti privati, chiederemo la revoca della concessione edile se non ripristinano il contratto.

Prossime battaglie?

“In via Arsenale e a Ortigia trovate tabelle poste lì a regola d’arte, ma se facciamo un incrocio di dati troveremo molte irregolarità”. Ciò vale anche per tutti i comuni della provincia. Per far capire a che punto le imprese se ne fregano riporto un caso significativo. “Si parla tanto del bar/bazar antistante castello Maniace. C’è stato clamore su quella costruzione, ebbene quando c’è andato l’Ispettorato ha trovato tutti i lavoratori in nero”. Ora, se accade che nel posto più chiacchierato c’è questo, figurarsi nei comuni della provincia.

Ultimamente, abbiamo avviato con il gruppo parlamentare regionale del M5S, che ha aderito alla nostra richiesta, di reintrodurre il Durc per congruità. La congruità è importante nel Durc, così non si utilizza la manodopera in maniera arbitraria. Su quest’avvenuto cambiamento dobbiamo ringraziare il ministro Poletti, che con la scusa della semplificazione ha tolto questo strumento di controllo sulle imprese. L’iter sta per partire e quello strumento depotenzierà le attività illegali delle imprese che non utilizzano il contratto. Un’altra battaglia è la continuazione delle denunce all’ispettorato, per questo chiediamo da tempo la costituzione dell’osservatorio ufficiale delle costruzioni provinciale coordinato dal prefetto che porti all’osservazione sulla qualità degli appalti d’imprese pubbliche e private in tutti i Comuni.

Abbiamo l’ultima situazione creatasi quella di Getulio e Faranda cosa ne pensi?

Mi ferisce profondamente perché la gente semplifica e fa di tutta l'erba un fascio. E questo è inaccettabile. Ma ferisce soprattutto i lavoratori che ancora credono nel sindacato e ferisce tutti i sindacalisti, fortunatamente la maggioranza, che ogni giorno tendono a portare avanti con onestà il loro lavoro.

Sull’unità sindacale.

Regge, anche perché amministriamo gli enti bilaterali quali cassa edile e l’ente di formazione/sicurezza. Poi c’è la richiesta esplicita dei lavoratori di rimanere uniti. Queste forti cause affermano il mantenimento dell’unità.

Allora siete costretti?

Nessuno costringe nessuno. È una adesione convinta. Se la Fenea-Uil e la Filca-Cisl continuano a condividere con noi la battaglia contro l’illegalità, per me ciò è sufficiente per tenere salda l’unità.

Quanto vale il lavoro nero?

Possiamo stimare che su 30 milioni di stipendi l’anno nove sfuggono al fisco, interessando fra 700 e 1.200 lavoratori. L’emigrazione in Italia e all’estero non è sola fuga di cervelli, ma anche di manodopera edile valida. Possiamo affermare che è una fuga di cittadini, manodopera edile valida.