Lettera ai professori, ai compagni e agli amici dello Scientifico “Corbino”. “Dal 13 aprile la mia vita è cambiata radicalmente. Vi racconto la mia esperienza in Canada” 

 

La Civetta di Minerva, 24 novembre 2018

Cari professori, compagni e amici, sento veramente tanto il bisogno di scrivere questa lettera per raccontarvi e rendervi partecipe della mia esperienza in Canada. In questo momento mi trovo sull’aereo diretto per Roma, sono in viaggio da quasi 17 ore. Nonostante la stanchezza sia tanta, la mia mente e il mio cuore pensano sempre a voi che mi accompagnate e mi sostenete da quasi cinque anni.

Tutto è iniziato nell’aprile del 2018 quando partecipando a Futura Catania ho e abbiamo avuto l’opportunità di metterci in gioco e di sfidare più di cento ragazzi provenienti da tutta Italia. Proprio durante quei giorni mi si è aperto un mondo e non smetterò mai di ringraziare la prof.ssa Campochiaro per avermi dato la possibilità di partecipare.

Mai mi sarei immaginata di poter essere premiata come best delegate: dal 13 aprile la mia vita è cambiata radicalmente. Premio del concorso un viaggio in Canada supportato e promosso dal Ministero dell’istruzione dell’Università e della Ricerca. Non sapevo cosa avrei dovuto fare, non sapevo quando sarei dovuta partire, non sapevo con chi e perchè. Mi è stato chiesto solamente di fidarmi, così ho deciso di non farmi troppe domande e di seguire solamente le tappe propedeutiche al Canada.

A fine giugno io e la professoressa Campochiaro veniamo convocate ad Udine presso il Convitto Nazionale Paolo Diacono. Non eravamo assolutamente al corrente di cosa avremmo dovuto fare, ma anche qui ci era stato chiesto di fidarci.

Arrivate a Udine il 27 giugno incontriamo altri 18 ragazzi italiani vincitori di vari concorsi promossi dal MIUR. Ci siamo ritrovati all’interno di un DEP ovvero “Digital Exchange Program”. A Udine scopriamo la nostra missione: portare la prima edizione dello YounG7 nelle nostre scuole in Italia per poi costruire un ponte di connessione con le scuole canadesi direttamente in Canada, sede della presidenza del G7 nel 2018.

Quando ci hanno comunicato tutto ciò ci siamo pietrificate, il lavoro e le responsabilità che ci aspettavano erano veramente tante, ma dentro di me avevo già capito che era un’occasione troppo grande, per me in primis, e per la nostra comunità scolastica intera, per tirarsi indietro. Il liceo Corbino tra le 18 scuole italiane che organizzano la prima edizione italiana dello YounG7, tremavo già, ma non è tutto. Al termine dei quattro giorni di preparazione per il G7 mi viene assegnato un grande incarico inaspettato: general director di tutte le 18 scuole che avrebbero organizzato la simulazione in Italia. Io mi sono fidata del Ministero e loro si sono fidati di me per dirigere e coordinare tutte le scuole coinvolte nel progetto. Con una responsabilità così grande sulle spalle sapevo che non potevo sbagliare, ma che dovevo spingere il più possibile per la buona riuscita del progetto.

I mesi successivi sono stati molto intensi e difficili; spesso ho pensato di non esserne all’altezza però accanto a me ho sempre trovato persone che mi hanno sostenuta e supportata. Ho messo da parte ferragosto, vacanze, sabato sera con gli amici e molto altro ancora per concentrarmi solamente sulla mia grande occasione. Questo non è stato solo un progetto, ma anche e soprattutto un percorso di crescita per la mia vita.

Sono veramente entrata nel mondo della scuola italiana a 360 gradi e mi ritengo onorata per tutto ciò.Organizzare la simulazione del G7 nella nostra scuola non è stato facile anche perché ho dovuto gestire contemporaneamente altre 17 scuole italiane, sono stata veramente messa a dura prova sotto tantissimi punti di vista. Gestire inoltre il carico di lavoro scolastico non è stato per nulla semplice e molte volte mi sono ritrovata in situazioni difficili per il mio percorso di quinto anno.

Nonostante ciò non potevo mettere da parte ciò che la vita mi ha presentato. Penso che non stia a me dire come sia andata la simulazione nella nostra scuola, basta chiedere a uno dei ragazzi che vi hanno partecipato per ascoltare quanto abbia lasciato il segno.

L’obiettivo principale di questo progetto è fare degli studenti il motore del cambiamentodando loro l’opportunità di relazionarsi con ciò che fanno i “big” della nostra terra.

La cosa più bella dopo i tre giorni di simulazione è stata vedere i ragazzi fieri del lavoro svolto e soprattutto cambiati, nei loro occhi ho visto l’emozione di aver preso parte al G7.

Colgo l’occasione per ringraziare tutti voi per avermi permesso di realizzare tutto ciò, in particolare modo i miei compagni di classe che sono stati fondamentali per me. Grazie Marta per le belle parole, ho capito molto da quello che mi hai detto, ho capito soprattutto che il progetto ha raggiunto il suo obiettivo.Grazie alla comunità scolastica intera per avermi permesso di portare avanti quello che mi era stato assegnato.

Il 22 ottobre sono partita per il Canada, la missione da svolgere era veramente grande e sapevo che avrei dovuto faticare tanto per portarla al termine, a questo si aggiungeva la consapevolezza dell’enorme investimento fatto dal Ministero per realizzare il tutto.

Non pensavo di riscontrare così tanti imprevisti e così tante difficoltà in Canada. Ci sono stati dei giorni in cui ho seriamente pensato che non sarei mai riuscita a finire il progetto, ma non sto qui ad annoiarvi con tutti gli ostacoli che ho incontrato.

Voglio solamente ringraziare tutti voi che mi avete supportato dall’Italia con messaggi, chiamate e molto altro, senza tutto l’affetto che avete dimostrato nei miei confronti non sarei mai riuscita a dare una svolta alla situazione. L’ho apprezzato veramente tanto.

Nonostante tutto siamo riusciti nella nostra grande impresa: costruire un ponte di connessione con le scuole canadesi e portarli con noi nel marzo 2019 in Francia per il G7 che si svolgerà a Strasburgo.

Questa è ormai diventata la mia vita. Collaborare con il Ministero mi offre molte strade e opportunità e non posso certamente tirarmi indietro. Sono fiera di essere riuscita a portare anche nella nostra scuola quello che faccio giornalmente e lo sono ancora di più perché il Global YounG7 sarà uno dei progetti che presenteremo all’Expo di DUBAI 2020 nel padiglione italiano.

Per concludere, voglio ancora una volta ringraziare tutti i miei professori, i miei compagni e tutte le persone che mi sono state vicine e continuano a farlo durante questo mio percorso all’interno del mondo della scuola italiana.

Mi sento ormai una parte del motore del cambiamento.