“Non fatevi mai mancare un abbraccio, non rimandate”. Il fotografo Lorenzo Carbè fu trovato morto il 10 novembre per infarto al miocardio. Senza portafoglio e chiavi

La Civetta di Minerva, 24 novembre 2018

Aperto e disponibile con tutti, una gran sensibilità verso umani e animali, tant'è che accoglieva tutti i mici trovatelli che capitavano nei dintorni di casa sua, una piccola dependance umile e povera, ma sempre aperta a tutti. Attento ai problemi degli altri e sempre pronto ad intervenire in aiuto.... eppure pochi ci sono stati per lui.

A Siracusa era conosciuto come Click, così si chiamava il suo studio fotografico molto in voga negli anni '80. Ma il suo nome era Lorenzo Carbè, sicuramente uno tra i personaggi simbolo della "siracusanità". Ha inventato uno stile: quello della spontaneità, della non posa, oltre a lanciare a Siracusa l'effetto "flou", detto anche "soft focus". Il fotografo dell'espressività, quello che metteva in risalto il cuore delle persone, un'esplosione di energia e vitalità travolgente, un modo di fare cordiale e simpatico, l'amico dei bambini, a cui, ogni anno, scattava foto-ricordo scolastiche. Quello che nel tempo libero si dilettava a immortalare monumenti, scorci caratteristici della città, paesaggi, il mare con le sfumature del tramonto... 

Dopo aver ceduto lo studio fotografico, si improvvisò "fotografo turistico", iniziò cioè a scattare ai turisti foto-ricordo usando lo sfondo spettacolare di siti storici e aree archeologiche di Siracusa. Scelse di abbandonare la professione di fotografo subito dopo la morte del padre, un veterano fra le guide turistiche locali, che volle sostituire, attraversando parecchie difficoltà poichè guida non autorizzata, pur rivelandosi all'altezza, eccellente nella preparazione persino di ogni padiglione del Museo Archeologico Regionale "Paolo Orsi".

Positivo ed ottimista, con la battuta sempre pronta, coinvolgeva i turisti non solo nelle sue dettagliate spiegazioni all'interno del Parco Archeologico, sulla magnifica colonia della Magna Grecia, ma anche nei canti siciliani che spesso intonava dentro la grotta artificiale dell'Orecchio di Dionisio (chiamata così dal Caravaggio), per fare avvertire loro la famosa eco di cui si parla nella leggenda.

Quasi chiusa la stagione turistica di quest'anno, si accingeva a sistemare meglio casa con il nuovo arredamento, coltivare le sue passioni, dedicarsi di più agli amici: la sua famiglia. "Per restare un po’ insieme ogni giorno è buono", fu una delle frasi che mi scrisse l'ultima sera, il 7 novembre. Non ci furono più notizie di lui; da quella sera, infatti, il suo telefono risultò spento. Pensavamo che stesse risolvendo alcune sue questioni che aveva rimandato a quando sarebbe stato più libero. Invece Lorenzo se n'era andato la mattina di giovedì 8 novembre, in silenzio... Ma un silenzio che è stato un urlo straziante. Ancora ne sento l'eco: "Amici, non fatevi mai mancare un abbraccio, una chiacchierata, una passeggiata.... non rimandate, state più spesso insieme, trovate il tempo: ogni giorno è buono!".

Il 10 mattina, giorno del ritrovamento, ci è stato detto che è stato stroncato da infarto fulminante, confermato in seguito dall'autopsia, l'infarto del miocardio non lascia scampo. Se n'è andato lasciando i suoi progetti e sogni ancora chiusi nel cassetto ma in circostanze poco chiare. Tanti dubbi e molte domande senza risposta. Cos'è accaduto tra il 7 sera e l'8 mattina? Dov'è finita la sua giacca con chiavi, portafogli, documenti, e telefono, che da quel mattino è rimasto sempre spento? Un enigma che rimarrà, visto che non è stata aperta nessuna inchiesta sul caso.

Il 13, per il funerale, parenti, amici, e l'associazione guide turistiche di Siracusa, erano presenti per dargli l'ultimo saluto. Quest'anno il suo alberello natalizio addobbato con le luci colorate per la prima volta non ci sarà. Ma a noi piace pensare che, magari, nelle sere stellate, alzando lo sguardo, lo vedremo volare come Peter Pan, con quell'aria da simpatica canaglia e il sorriso sornione, che ci saluta da lassù.

P.S. A proposito, Lory, la tua chitarra la conservo io per quando vorrai tornare a suonarla e a darmi lezioni nei miei giorni pieni di solitudine. Giuro che stavolta non ti farò arrabbiare. Ricordati, io ti aspetto. Sii felice Click!