Costanza Castello: “Col presidente Alì siamo animati dalla follia di inseguire un sogno, che è di tutti i siracusani. Tifiamo allo stadio per avverarlo”

 

La Civetta di Minerva, 24 novembre 2018

Abbiamo oggi il piacere di avere con noi Costanza Castello, siracusana, 40 anni, l’altra faccia del calcio aretuseo. È di questi giorni infatti la notizia che la nuova proprietà del Siracusa Calcio, nella persona del Presidente Giovanni Alì, abbia chiesto ed ottenuto di assegnare il delicato ruolo di vice presidente proprio a Costanza Castello, figura già conosciuta nell’ambito cittadino per aver ricoperto sempre ruoli attivi nella città. Decisione, questa, che ha suscitato molta curiosità nel ventre della tifoseria cittadina. Andiamo dunque a conoscerla meglio.

Innanzitutto buongiorno e grazie per queste due chiacchiere in sua compagnia.

Buongiorno a lei e grazie per questa intervista.

Cosa l’ha spinta o convinta ad accettare questo delicato ruolo in seno alla società del Siracusa, visto che non ci risulta che in passato abbia prima d’ora ricoperto dei ruoli in veste dirigenziale inerenti al mondo del calcio? Conosceva già i neo dirigenti del Siracusa?

Sono andata con amici allo stadio dopo anni che non ci mettevo piede e una delle persone che era con me mi ha presentato il Presidente Alì, che assolutamente non avevo mai visto prima. Lui è stato subito molto cordiale e quando gli ho fatto i complimenti e l'ho ringraziato - da siracusana - per aver comprato il Siracusa Calcio, mi ha fatto un gran sorriso e poi mi ha detto che non tutti a Siracusa la pensavano allo stesso modo, ci siamo così salutati e siamo andati via. Poche ore dopo ho ricevuto la telefonata di uno degli amici che mi aveva portata allo stadio che mi annunciava che il Presidente aveva bisogno di parlarmi e li ho invitati nel salotto di casa a prendere un caffè. Sinceramente, ho accettato di incontrarlo per dovere di ospitalità cittadina, ma certamente non avevo idea di cosa, lui ed il mio amico, volessero dirmi. Pensavo che forse volevano organizzare una partita di beneficenza...

Il presidente con il suo fare cordiale è arrivato, ha bevuto il caffè e ha cominciato a parlare come se mi conoscesse da sempre. Mi ha detto quello che per una vita ho detto io alle persone quando credevo in un progetto e cercavo di spiegarlo a chi avevo davanti. Mi ha raccontato del suo sogno, di come era cominciato tutto, delle cose giuste che aveva fatto ed ha avuto persino l'umiltà di parlarmi dei suoi errori. Mi ha parlato anche di futuro e, credimi, gli brillavano gli occhi, era felice quando parlava dei suoi ragazzi. Non capita spesso, di questi tempi, di incontrare persone così appassionate di ciò che fanno.

A un certo momento di punto in bianco mi ha detto: «Voglio che tu sia il vicepresidente» e io, stupita di quella richiesta, gli ho subito risposto che in città c'erano uomini sicuramente più adatti a ricoprire questo ruolo, ma lui con tono sicuro continuava: «No, devi essere tu!». Sorridendo allora gli ho risposto: «Presidente, mi sembrate folli sia lei che la proposta, ma io sono folle e la vita mi ha insegnato che solo i folli si avventurano per strade mai percorse, ed è proprio per questo che raggiungono mete mai raggiunte prima. Ok, sono il tuo vice!»

Interessante e curioso come approccio. Ma cosa si aspetta da questa sua nuova avventura?

Che tradotto in siracusano sarebbe la frase che più di tutte mi viene rivolta in questi giorni, e cioè «Ma cu ti ci potta?» La risposta è semplice, ho dedicato la mia vita ai miei ideali, ho lottato sempre per la mia terra, certamente ho fatto molti sbagli ma non ho mai fatto nulla in malafede. Magari a volte mi sono fidata ed affidata a persone che non lo meritavano, ma ho sempre lavorato per un unico datore di lavoro - la gente - quindi se essere vicepresidente vuol dire rappresentare la mia città all'interno del Siracusa Calcio, allora per me è un onore!

E anche questa sua posizione le fa onore. È a conoscenza che si tratta di una piazza quantomeno difficile e che l’umore della tifoseria si è notevolmente raffreddato dopo le ultime delusioni derivanti dalle recenti cattive gestioni del giocattolo Siracusa? Ha mai seguito prima d’ora le vicissitudini della squadra azzurra?

Sì, ne sono a conoscenza e mi dispiace, ma stiamo già lavorando a questo da diversi punti di vista. Non sono l'unica novità del Siracusa Calcio, la società sta rigenerandosi di giorno in giorno. Contestualmente a me è arrivato il mister Michele Pazienza, ex calciatore di serie A e molti sicuramente lo ricorderanno con la maglia della Juve e del Napoli. È una persona che mi ha stupita per il livello tecnico e la competenza nel suo lavoro e per il numero di ore che vi dedica al giorno insieme al suo staff, sono instancabili. Studiano, preparano le partite, preparano gli allenamenti, seguono ogni particolare al campo, poi lo rivedono con le immagini del drone e si riuniscono con i ragazzi. In poche parole, è davvero impressionante vederli lavorare con questa dedizione h24. E sono certa che molto presto i frutti di così tanto lavoro si vedranno sul campo. I tifosi devono solo avere pazienza.

Ci fa piacere sentire finalmente un messaggio d’ottimismo dopo il non certo brillante avvio di campionato della squadra aretusea. Ci può fare invece un suo personale bilancio dopo le prime settimane in questa veste?

In questo sarò stata contagiata dal Presidente Ali e a livello motivazionale dal mister e il suo staff, per le ore che dedicano al loro lavoro, e quindi dovete credermi se vi dico che non ho assolutamente tempo per fare bilanci. Preferisco fare ciò per cui sono stata chiamata a svolgere questo ruolo.

Cosa si propone in particolare di riuscire ad ottenere?

Sinceramente? Un risultato sportivo in particolare che la mia città sogna da quando io avevo un anno, esattamente dal 1979, ma che per scaramanzia non dirò neanche sotto tortura. Insomma come quando vedi cadere una stella e non riveli a nessuno il tuo sogno altrimenti poi non si avvera.

Ammettiamo di conoscere bene anche noi quel risultato sportivo di cui lei parla, visto che già da quell’anno eravamo a tribolare per le sorti della compagine azzurra. Pensa di poter ugualmente promettere qualcosa ai tifosi?

Chi mi conosce sa che la mia strada non è stata mai facile ma che nonostante tutto non mi sono mai arresa, e quindi ai tifosi vorrei dire di non arrendersi mai e di stare vicini alla squadra. Supportiamoli questi ragazzi, andando a vederne le partite, facendo loro sentire che Siracusa c'è. E con c’è intendo proprio tutti quanti. Anche se io sono la prima a non volerlo dire, abbiamo tutti un sogno comune. E se, per dimostrare che ci teniamo davvero a far si che questo sogno si avveri,  andassimo tutti quanti in massa allo stadio, già a partire dalla prossima partita in casa? Che ve ne pare come proposta?

Ringraziamo e salutiamo la neo dirigente del Siracusa Calcio Costanza Castello, augurandole un sentito in bocca al lupo, certi che una figura fresca, bella e soprattutto siracusana doc come lei, non possa che portare un vento nuovo d’entusiasmo nella tanto bistrattata e discussa società aretusea.