Basta un pallone in campo per vivere la famiglia. Il figlio di genitori detenuti è innanzitutto un bambino con i suoi bisogni e i suoi diritti

La Civetta di Minerva, 24 novembre 2018

È consuetudine della casa di reclusione aderire alle manifestazioni indette in occasione di particolari eventi promossi per le carceri italiane. Così l'anno scorso vi è stato un recital per la giornata del 25 novembre contro la violenza sulle donne, quest'anno l'adesione alla giornata mondiale del teatro e all'iniziativa Viaggio nel mondo delle carceri con il collegamento in streaming col carcere di Rebibbia, in occasione della visita della Corte Costituzionale. Adesso è la volta dell'adesione alla partita con papà' sollecitata con una cordiale missiva da parte dell'associazione “BambiniSenzaSbarre"

“Gentile direttore, abbiamo letto che ha citato il nostro lavoro sul tema della genitorialità in occasione di un vostro progetto su lettura e genitorialità e le siamo molto grati, le scrivo per rinnovare l'invito al suo istituto a partecipare alla partita con papà, evento oramai arrivato alla quarta edizione... (il primo invito era stato rivolto a tutti gli istituti ed era ancora all’esame della direzione, ndr ). …la partita con papà, che si terrà il 1° dicembre, l'anno scorso ha coinvolto cinquanta carceri e 1200 bambini in tutta Italia, è stata una grande festa per le famiglie e un’occasione per parlare della tematica all'esterno... è un giorno speciale in cui i bambini fanno la cosa più normale del mondo: giocare al pallone col papà, ma in carcere…”

Così sollecitati, abbiamo dato il via all’iniziativa diramando un avviso rivolto a tutti i detenuti, stabilendo una età compresa fra gli otto ed i dodici anni, sia bambini che bambine, e prevedendo l’ingresso di accompagnatori, mamme o altri familiari. L’evento, confidando in una giornata di sole, si svolgerà nel campo sportivo centrale. Come sanno i lettori de La Civetta, non si tratta di una iniziativa isolata, la casa di reclusione compie ogni possibile sforzo per organizzare momenti di incontro con i familiari, diversi (ed ulteriori) rispetto ai normali colloqui: in occasione dei concerti del coro dei detenuti dei laboratori teatrali, dei corsi di ceramica, della festa finale del corso alberghiero, del recentissimo Viaggio – narrativo -  con papà. La riflessione, che la direzione, insieme agli operatori, in queste occasioni fa e che spinge a continuare è che basta veramente poco, basta consentire, per dare un senso ed una qualità diversa alla carcerazione. Non spese, non grandi spazi o grandi strutture, solo, in questo caso, un pallone – le magliette verranno mandate dall’associazione e sono già in viaggio - il resto lo fa il fattore umano. 

Secondo l’Associazione l’evento è un’occasione per superare i pregiudizi di cui spesso sono vittime questi bambini, che si trovano a pagare per un crimine che non hanno commesso, perché troppo spesso stigmatizzati ed emarginati, e per ricordare che il figlio di genitori detenuti è innanzitutto un bambino con i suoi bisogni e i suoi diritti.

Altre iniziative programmate in vista del periodo natalizio sono: la conclusione del progetto I Mercanti del Tempo, promosso dal Rotary club e dalla cooperativa L’Arcolaio, un dibattito sui temi della giustizia, a partire dalla lettura di brani dell’Antigone, promossa dall’associazione NAXOSLEGGE, che vedrà la presenza di studenti del liceo Megara che consegneranno alla biblioteca dell’istituto i  volumi raccolti nel lambito del progetto “Porta un libro in cella”, ed i tradizionali concerti del coro diretto da Maria Grazia Morello, aperti al pubblico, previsti per il 14 e 15 dicembre.  Anche in questo caso, per tornare al tema iniziale, vi sarà una replica a cui potranno assistere i familiari dei coristi.

L’Associazione Bambinisenzasbarre Onlus è impegnata da 15 anni su questo tema. Nel 2014 ha firmato col Ministro di Giustizia e il Garante nazionale dell’Infanzia e dell’adolescenza il Protocollo-Carta dei diritti dei Figli di genitori detenuti, la prima in Europa nel suo genere. La Carta riconosce formalmente i diritti di questi bambini, in particolare il diritto alla continuità del legame affettivo con il proprio genitore in attuazione dell’art. 9 della Convenzione ONU.

In linea con la Carta dei Diritti, Bambinisenzasbarre, per un processo di trasformazione degli istituti penitenziari, ha realizzato lo Spazio Giallo all’interno delle carceri, ambienti protetti di attenzione e ascolto per i bambini che entrano ad incontrare il papà o la mamma. Grazie agli Spazi Gialli Bambinisenzasbarre intende attenuare l’impatto del bambino con il carcere e, contemporaneamente, garantire la continuità del rapporto affettivo con il genitore.

Attualmente gli Spazi Gialli sono presenti negli istituti di Lombardia, Puglia, Toscana, Emilia Romagna, Piemonte, Campania, Sicilia, ma l’obiettivo dell’Associazione è di dotare ogni carcere italiano del proprio Spazio Giallo, al fine di garantire a tutti i 100 mila bambini che fanno visita al genitore un luogo fatto su misura per loro.