L’Amministrazione pur con tutto l’impegno sembra impotente, per molti incapace. Perché un cassonetto all’angolo del crocevia non poteva stare e invece una ventina di carrellati sì?

 

La Civetta di Minerva, novembre 2018

Già a giugno scorso scrivevamo dei carrellati sparsi per la città come elementi di nuovo arredo urbano, frutto della fantasia e creatività, di un mix ingegnoso tra amministrazione, cittadini e Igm che stanno cambiando il volto e il paesaggio della città.

Speravamo, come tutti, si trattasse di una fase obbligatoria da attraversare: l’avvio sperimentale, nuovi abitudini dei cittadini, assestamenti organizzativi. Insomma che, come ogni cosa nuova, necessitasse di un periodo di rodaggio. Siamo a 4 mesi dopo (dal nostro articolo) e a quasi un anno dal suo progressivo avvio e i risultati purtroppo non sono esaltanti. Vero è che si è notevolmente incrementata la raccolta differenziata, vero è che sono stati eliminati i cassonetti, vero è che in alcune zone si sono fatti progressi notevoli, vero è che per il conferimento dei rifiuti il Comune sta risparmiando, vero è che in molti cittadini si è sviluppato un nuovo senso civico ma la percezione generale che si riceve (dai residenti e dai visitatori) è di uno stato pietoso di degrado, incuria, sporcizia e abbandono a livello veramente inquietante e allarmante. Cumuli di spazzatura ad ogni angolo (il record appartiene alla Borgata); carrellati in bella vista sporchi e maleodoranti strapieni e mal utilizzati in tutte le vie (anzi, in tutti i marciapiedi); cassonetti (laddove ancora non sono arrivati i carrellati) in uno stato di degrado e indecenza indescrivibile.

Lo sconcerto e la rabbia dei cittadini (quelli onesti e civili che sicuramente sono la stragrande maggioranza) sono allo stremo. L’Amministrazione (pur con tutto l’impegno e la buona volontà) sembra impotente (per molti incapace). Sui social imperversano foto sempre più raccapriccianti. I cittadini, imbarazzati e rossi di vergogna non sanno come giustificarsi di fronte alle domande e agli sguardi dei visitatori (per fortuna ancora numerosi in questa stagione). Gli incontri e le assemblee con movimenti e associazioni si susseguono vanamente. Tra poco, se la situazione non migliora, ci sarà bisogno dell’intervento dell’esercito.

La colpa è dell’Amministrazione? Della Ditta appaltatrice? Dei cittadini incivili? Di chi ha perso tempo ad esaminare e ad eseguire la gara d’appalto? Probabilmente di tutti i soggetti messi insieme. E il problema è che quando la colpa è di tutti è come se non fosse di nessuno. Di sicuro qualcosa non ha funzionato, sin dalla emanazione della gara d’appalto, poi dell’aggiudicazione, poi dell’annullamento, poi della proroga. Di sicuro il Capitolato/Regolamento non era del tutto adeguato. Di sicuro il cittadino, l’utente, la “ggente” non è ancora pronta e matura per un servizio più civile, e ancora troppi sono gli evasori che continuano a sfuggire ai controlli (ma ci sono? Sono possibili?). Però a distanza di mesi (quasi un anno) se ci si accorge che qualcosa non funziona vuol dire che bisogna intervenire ed intervenire drasticamente a cominciare dai controlli e dalle multe che dovrebbero fioccare a pioggia almeno per tutti quei carrellati perennemente sui marciapiedi, nuovo modello di arredo urbano a cui ci stiamo pian piano adeguando e rassegnando (da noi ci si abitua a tutto e tutto col tempo diventa normale). Poi con iniziative mirate a scovare e punire gli evasori, poi con una migliore comunicazione e sensibilizzazione rivolta ai cittadini, poi con mille altre cose possibili che ciascuno di noi ha sicuramente elaborato.

Nel frattempo e nelle more, mentre non c’è alcun dubbio che la strada della differenziata sia l’unica percorribile, non sembra così certa per quanto riguarda il porta a porta. Almeno da noi e con le attuali modalità e condizioni. Qualcuno ci deve meglio spiegare perché un cassonetto all’angolo di un crocevia non poteva stare mentre una ventina (o trentina) di carrellati disposti lungo i quattro marciapiedi che convergono sul crocevia invece sono tollerati. Cioè, togliamo i vecchi cassonetti brutti, sporchi e cattivi per sostituirli con i carrellati colorati e ingombranti (4 per ogni condominio) sparsi lungo tutto un marciapiede che di condomini ne può contenere 5 o 6?

In attesa di una migliore, moderna e funzionale soluzione che sostituisca il porta a porta dei carrellati con altre modalità più efficaci (tipo il conferimento presso apposite oasi ecologiche, funzionali e decenti – meglio se interrate) non ci resta che sperare nella nuova prossima gara, in drastiche e migliorative soluzioni del Comune e tenerci ancora i nuovi modelli di arredo urbano.

Dal nostro articolo di giugno: “Va da sé che l’utilizzo e la gestione di tali bidoni colorati con le rotelle sia sottoposta a regole, metodi e direttive precise. Ma chi è che dalle nostre parti ha adeguata cultura, voglia e valja di rispettare simili adempimenti? Quali sono, dalle nostre parti, gli edifici, gli stabili in grado di contenere all’interno sti carrellati dei rifiuti? Chi potrebbe mai prendersi la briga di metterli fuori, riportarli dentro manutenerli e pulirli? Ecco che quindi stanno tutti fuori, davanti ai portoni, fissi giorno e notte sui marciapiedi (laddove ci sono, anche se stretti e precari) o addirittura sulla carreggiata.

Pazienza se i pedoni hanno difficoltà a percorrere i marciapiedi, se carrozzine e passeggini non potranno più transitarvi, se non puoi posteggiarci a fianco perché non si riesce ad aprire lo sportello, se ogni giorno sono sempre più sporchi e la puzza sotto le finestre si fa sempre più forte. se gli insetti e scarafaggi che vi ronzano attorno sono i padroni della zona. Che sarà mai, a Siracusa ci adeguiamo subito. Sempre meglio di niente”