Partecipazione entusiasta, al punto che un detenuto in procinto di fine pena ha esclamato: “L’anno prossimo sarò io il vincitore!”. Concluso il progetto “Viaggio con papà” tra carcerati e figli, da replicare ed estendere

La Civetta di Minerva, novembre 2018

Due gli appuntamenti che si terranno la prossima settimana presso la casa reclusione Augusta. Il primo, il più importante, rappresenta la conclusione del progetto Viaggio con papà, di cui abbiamo parlato in uno degli scorsi numeri de La Civetta. Vale la pena di ritornare sull’argomento intanto perché l’obiettivo è quello di evitare che persone che non hanno commesso reati (i familiari, i bambini) siano oltremodo penalizzati, ed inoltre perché va fatto uno sforzo per attenuare la pena aggiuntiva costituita per i detenuti dalla difficoltà di esercitare il ruolo paterno.

Il tema è balzato sotto i riflettori a seguito dei tragici fatti di Roma Rebibbia ed è al centro dell’attenzione del Ministero della Giustizia, oltre che dell’associazione nazionale BambiniSenzaSbarre sulla genitorialità. L’evento, che si terrà presso l’area verde della casa di reclusione, arriva a conclusione degli otto incontri che hanno visto come protagonisti quattro detenuti con i loro figli e le loro compagne e mamme.

Nell'ambito del sostegno alla genitorialità perduta, si è voluto consentire al detenuto-padre di ritagliare uno spazio esclusivo, di dialogo e confronto con i propri figli, che garantisse agli stessi la possibilità di tutelare la propria individualità di genitore, e al bambino desse la gioia di poter trovare uno spazio col padre riservato al gioco, alla confidenzialità e alla progettualità tramite la fantasia che puo sprigionarsi dalla lettura condivisa di un libro, ...favola o romanzo, intesi come potente strumento pedagogico.

In questo senso protagonista è "il Viaggio", un viaggio immaginato, scritto e raccontato, tra padre e figlio.

La scommessa, ci auguriamo vinta, è quella di avere creato uno spazio inedito nel quale i padri detenuti, che di solito dividono l'ora di colloquio con l'intera famiglia, si trovino a tu per tu con i bambini giocando leggendo facendo un viaggio immaginario di fantasia.

Nello stesso tempo le madri e le compagne colloquiavano (proficuamente, mi è stato riferito), con due psicologhe, delle difficoltà di questo arco di vita senza il compagno, il padre, il figlio, del carico che da ciò deriva e del peso di una vita “senza”. Tutto ciò è stato raccontato nell’incontro di giorno 30, al quale sono stati invitati giornalisti e rappresentanti delle associazioni di volontariato. Saranno presenti i detenuti e sono stati invitati ad essere presenti i maggiori protagonisti, i bambini e, naturalmente, i familiari.,                                                                                                                                                                                                                                                                               

L’altra iniziativa è decisamente più frivola, si tratta della sesta edizione del festival semiserio Brucoli CantaNapoli dedicata ad esibizione di brani neo melodici (sono ammessi anche brani della tradizione classica napoletana, ma obtorto collo). Il festival è volutamente trash, e vi risuonano brani quali Sienza e te nun pozzu stà, Cella numero 33, Lettera a papà. L’idea nacque inaspettatamente a seguito di una mattinata dedicata alla lettura di canti della Divina Commedia, a cui fecero eco, da parte di detenuti napoletani, poesie di Eduardo de Filippo e Totò, e a seguire brani di musica napoletana. Nacque così l‘idea di uno spazio espressivo libero, che dal 2013 si ripete ogni anno e si conclude con la premiazione di tre concorrenti scelti secondo l’insindacabile giudizio di una giuria esterna. L’evento è attesissimo da parte dei detenuti, memorabili le parole di uno di loro, F.C., che nonostante avesse buone chances di essere scarcerato dopo poco tempo, si proiettava nel futuro dicendo: “…quest’anno sono arrivato secondo, l’anno prossimo spero di vincere il CantaNapoli…”  

Un fine mese quindi ricco di eventi. Ma torniamo per un attimo al Viaggio con Papà, che vuole essere un esperimento da replicare ed allargare. Riporto il pensiero, che mi sembra dire tutto, di una volontaria, all’atto di riaccompagnare dalle mamme tenendoli per mano due dei bambini che avevano fatto il colloquio con i papà ed erano ancora emozionati: “…mi sembrava di trasportare del cristallo…”