Intervista al portavoce della società PXA, Alfio Fazio: “Impegnata un’area di 80mila mq. di cui 37mila a terra”. Già utilizzabili i 254 posti barca, compresi quelli per megayacht

La Civetta di Minerva, ottobre 2018

A fine estate incontriamo Alfio Fazio, portavoce della società PXA (acronimo di Porto Xifonio Augusta), per informare i nostri lettori sulla realizzazione del porto turistico alle pendici dell’isola, di cui ci siamo occupati agli albori della sua nascita in seguito allo stallo che l’insipienza delle pubbliche autorità avevano determinato nella concessione delle varie autorizzazioni. Sbloccata l’autorizzazione, i lavori si sono svolti con difficoltà varie, non ultima la mareggiata di anni fa che creò grossi problemi in assenza della barriera frangiflutti, poi finalmente autorizzata, che ha messo al riparo l’opera dal mare grosso e che ha consentito la veloce opera di completamento, oggi giunta al traguardo. Per una completa informazione ripartiremo la chiacchierata avuta con il portavoce della società in due parti che saranno pubblicate la prima in questo numero del giornale l’altra nel numero successivo fra due settimane.

Come si ricorderà, il progetto prevedeva di intervenire su una superficie di circa 80 mila metri quadrati di cui 43 mila nello specchio acqueo e 37 mila a terra con la costruzione di banchine per 860 metri lineari e pontili per ulteriori 360 metri lineari a servizio di 291 posti barca per imbarcazioni da 8 a 20 metri e la realizzazione di una diga di 406 metri per chiudere lo specchio acqueo. A terra erano previste strutture per il rifornimento carburante, impianti tecnici, area alaggio con travel lift, officine, club nautico, palestra, belvedere, negozi, una piscina semiolimpionica (33x25 mt), bar e ristorante e un adattamento delle aree ricadenti sulla banchina della diga di sopraflutto per il passeggio dei visitatori. Ovviamente la prima domanda riguarda lo stato dell’arte.

Il nostro interlocutore esordisce affermando che da settembre sono utilizzabili tutti i 254 posti barca ridotti dal numero iniziale poiché si è deciso di crearne anche per barche oltre i 40 metri, infatti “avremo tre posti per megayacht superiori ai 50 mt, più di 20 per barche che vanno da oltre 24 mt a 35 e i restanti per barche da 24 metri in giù. La modifica si è resa necessaria per rispondere meglio alle richieste del mercato, così come si è ricavato da uno studio condotta da UCINA e ASSOMARINA, associazioni di categoria a cui aderiamo e che ci hanno assistito in tutte le fasi della realizzazione della struttura. Inoltre, sulla base delle richieste del mercato, che sembra andare in questa direzione, siamo in grado di aumentare gli spazi per le imbarcazioni superiori ai 20 mt viste le caratteristiche tecniche dell’opera realizzata. Questo ci consentirà di essere flessibili e rispondere alle richieste; allo stato, anche sulla base di operatori esteri con cui siamo in contatto, questo segmento sembra poco coperto dalle strutture presenti in Sicilia; in questa flessibilità siamo avvantaggiati dalla profondità dello specchio acqueo che varia dai 3 ai 6 mt.

Intanto posso dichiarare che già da settembre abbiamo la presenza di alcune barche di grosse dimensioni perché in inverno queste barche lasciano i porti come Portorosa o Catania e preferiscono svernare più a sud dove il tempo è migliore, inoltre le manutenzioni da noi potranno essere fatte agevolmente visto che abbiamo attrezzature che possono sollevare e manutenere barche anche di 200 tonnellate assicurando un servizio di tutto rispetto che abbiamo affidato a Jesus Marina di Fiumicino, cantiere con 30 anni di esperienza, che sposterà da noi questo tipo di barche visto che da loro non possono lavorare barche di queste dimensioni. Ci aspettiamo un certo movimento visto che già adesso abbiamo in lavorazione una barca del Montenegro.

“In conclusione, posso dire che a fine lavori il porto turistico si svilupperà su una superfice totale di 79.950 mq divisa tra 36.800mq in terra e 43.150mq in mare con una piattaforma elicotteri e posti auto esclusivi al servizio dei megayacht e super yacht oltre alla stazione di bunkeraggio e una stazione di conferimento di acque di sentina e nere, nonché una SPA e sei diversi solarium realizzati sul molo sopraflutto, senza trascurare le vasche idromassaggio poste ai lati della grande piscina”.

Che tipo di gestione sarà assicurato dalla vostra società?

“Abbiamo scelto di occuparci direttamente solo del coordinamento e della gestione dei problemi di ‘sistema’ tipo sicurezza, sanità (allestiremo un punto di pronto soccorso e convenzioni con medici specialistici per i problemi che possano sorgere in un’attività come la nostra). i servizi sono stati affidati a società esperte di settore con esperienza pluriennale che possano garantire efficienza, efficacia ed economicità. Così sarà per il ristorante, il bistrot, l’officina, il bar, le boutique, i negozi per la nautica, e così via; per quello che non sarà gestito all’interno i nostri clienti potranno usufruire di convenzioni esterne che stiamo definendo (servizio taxi, e simili)”.

Ma questa struttura sarà chiusa alla città?

“Se si esclude una piccola zona esclusiva per i grandi yacht, pari a meno del 10% della struttura, tutto sarà aperto alla città senza oneri di sorta, vi saranno dei varchi attraverso i quali chiunque potrà godere degli spazi per passeggiare, per correre, per vivere questa parte di città che avrà pure una pista ciclabile. di circa un chilometro e inoltre una piscina semi olimpionica con mille posti a sedere dove pensiamo che la società affidataria promuoverà gare di pallanuoto e nuoto nonché attività sportive nel golfo, quali ad esempio gare di motonautica etc, La piscina sarà anche fruibile in abbonamento per singoli o gruppi di persone”.

Visitando la struttura ho notato un’attenzione particolare nella scelta dei materiali e nell’uso delle tecnologie per impattare meno possibile sull’ambiente…

“Gli edifici sono realizzati con un sistema di pareti ventilate che consentirà un certo recupero energetico e in alcuni locali, in particolare quelli dei negozi e del ristorante, strutture realizzate in acciaio e legno, la trasmittenza è assicurata con uno spread di 14 gradi tra l’interno e l’esterno con una garanzia di durata per 30 anni, senza considerare che le strutture sono calibrate per resistere a terremoti secondo le indicazioni tecniche per una zona sismica S 12 quale noi siamo. Le strutture a mare replicano alcune soluzioni tecniche adottate a Venezia e i pontili sono a galleggiamento unico e pertanto senza spazi intermedi bloccati su pali come per l’ormeggio assicurato su pali che impattano  poco sui fondale e con parabordi a scorrimento che tutelano la barca da raschiamenti e perdite di metalli o gomme a causa dello strofinio. La posidonia è stata trapiantata e siamo tranquilli sulla efficacia del trapianto e della  loro riproduzione, fatto certificato dall’ARPA che, comunque, la controllerà anche nel tempo. Inoltre, ci siamo dotati di un sistema ( SEABEAL, n.d.r.) di raccolta di eventuali perdite di olii o altro, grazie ad un brevetto americano di origine australiana, che garantirà la pulizia nello specchio acqueo permanentemente”.

Fin qui le notizie di natura tecnica; nel prossimo articolo ci occuperemo delle prospettive e dei programmi.