La donna è stata sottoposta a tante cure psichiatriche, infine è guarita. Ma prima della riforma dei dipartimenti di Salute Mentale sarebbe finita nella “fossa dei serpenti”

 

La Civetta di Minerva, ottobre 2018

Nel florilegio di cattive notizie, le buone sono veramente rare. È proprio vero che l’albero che cade fa molto più rumore della foresta che cresce.

Vi racconto la storia di una donna che chiamerò Maria. Dieci anni di lavoro da manovale, aiutando il marito a costruire la propria casa. Lui, tornato dalla Montedison, si fermava direttamente al loro cantiere: mentre sovrapponeva blocchi di tufo, lei impastava calce e cemento. Giorno dopo giorno per anni.

Poi la sua colonna vertebrale cedette. Le misero delle piastre di titanio tra le vertebre. Lui intanto iniziò a tossire. Ogni giorno sempre di più. Dopo le prime inutili cure giunse la diagnosi infausta: tumore al polmone.

Ebbero il tempo di traslocare nella nuova casa. Lei rimase accanto al suo uomo. Alla fine cedette. Dopo la morte del marito iniziò a prendere dei tranquillanti, poi passò al sonnifero. Quando poi conobbe un uomo al centro per gli anziani, cominciò a bere. Il vino, la birra e i superalcolici. Il mix ebbe un’azione devastante. Trascorse mesi interi in trance. Poi giunse il primo trattamento sanitario obbligatorio. Ricoverata in psichiatria. Un mese dopo fu dimessa. In meno di 15 giorni ebbe il secondo crollo. Nuovamente in psichiatria. Sei settimane di ricovero per essere poi affidata ad una Casa Protetta. Dopo tre mesi dall’ultima valutazione, è tornata dallo psichiatra che l’ha curata. Il medico davanti a chi scrive è rimasto di sasso. Si era agghindata come per un ballo. Truccata, coi capelli vaporosi. Scarpe e borsa pendant. Lo psichiatra ha valutato seriamente la possibilità di dimetterla. Un percorso di accompagnamento la guiderà alla riconquista della sua esistenza umana.

Ai sostenitori dei manicomi, mi piace ricordare che erano luoghi di non ritorno. La tanto disprezzata riforma dei Dipartimenti di Salute Mentale ha donato la speranza di poter tornare a vivere a migliaia di persone altrimenti destinati alla fossa dei serpenti.