…una bocca che non può parlare né mangiare, ma ha una mamma speciale, Antonina: “Quando compirà 18 anni le donerò rose e la porterò fuori come fanno le ragazze della sua età…”

 

La Civetta di Minerva, novembre 2018

Antonina è una madre. Una madre speciale.

La sua Naomi, diciassette anni, ha un corpo fragile, tenerissimo, che l'azione di medici non attenti, o forse incapaci di comprendere come intervenire nei momenti lunghi, difficili e dolorosi del parto, ha reso "diverso" da quello degli altri neonati. Una compressione esterna sulla piccola testa delicata, vulnerabile, ha compromesso irrimediabilmente le funzioni primarie. Gli occhi di Naomi, grandi occhi scuri, si aprono su un mondo che non vedrà mai. Le sue orecchie non percepiscono alcun suono. L'ovale del viso racconta di una bocca che non può parlare e non può mangiare: quand'era più piccola veniva nutrita attraverso un sondino naso gastrico, ora tramite peg (una sonda collegata direttamente allo stomaco): a Naomi è precluso per sempre il piacere dei cibi. Così come non le è dato di camminare, né di stringere le mani di chi le è vicino, o di afferrare un oggetto. Solo il tatto sembra le sia concesso, ed è certo per questo che la giovane infermiera che la tiene in braccio, seduta sul divano del soggiorno affollato di medicine e apparecchiature di pronto intervento, ogni tanto le accarezza il viso, le dà un bacio, le tocca la mano.

"A diciott'anni le regalerò un mazzo di rose bianche e festeggerò il suo compleanno portandola fuori. Proprio come fanno tutte le ragazze della sua età". 

Sarebbe stata graziosa ed energica come la madre Naomi, se i medici avessero compreso per tempo che il parto naturale era impossibile.

E c'è bisogno di energia, di volontà, di coraggio, per affrontare ogni giorno lo scorrere del tempo cadenzato solo dalle necessità di un corpo che ha bisogno di tutto. Che ogni tanto smette di respirare e che a volte solo la corsa in ospedale riesce a sottrarre alla morte. Che una polmonite ab ingestis, la broncopolmonite che si sviluppa a causa dell'ingresso di materiali estranei nell'albero bronchiale (in questo caso provenienti per via orale), ha tenuto per un mese e mezzo in rianimazione, e poi in pediatria, per essere quindi riconsegnato alla madre con la complicazione di una gravissima scoliosi.

C'è bisogno dell'amore speciale di una madre che, ad ogni costo, anche a sacrificio della propria vita, non ti vuole lasciare andare, non accetta che tu possa tornare nel niente da cui sei venuta perché rimani, sempre e comunque, "la mia bambina". Sentimenti, emozioni, legami che forse si comprendono a pieno solo se si vivono direttamente perché così, dall'esterno, nessuno riconoscerebbe a se stesso eguale forza, eguale determinazione.

Lo stesso amore che lega a chi, compagna di una vita, rimane inchiodata a quel letto, così ordinato, profumato di lenzuola appena cambiate, che dicono di una cura costante. A chi ti parla solo con quegli occhi vivi, ma che ti incrociano solo se sei tu a cercarli, a metterti in quella certa direzione, perché neanche la testa ormai ce la fa a girarsi. Quegli occhi che, scorrendo sullo schermo del lettore oculare, trasmettono le parole di un pensiero che ancora non ha ceduto, e che non vuole arrendersi. Che pretende attenzione e rispetto da chi è vicino e che assolve all'unico possibile compito di aiutare in una lotta, che può sembrare insensata, per la mera sopravvivenza.

L'amore di Carmelo per la sua donna che le foto della stanza immortalano negli anni della pienezza del vivere, della gioia, della bellezza.

Un sentimento che può però trasformarsi in rabbia, in protesta, se alla persona che si ama vengono negati diritti, quelli fondamentali del rispetto e della dignità.

E allora non si può non domandarsi perché chi è stato privato della felicità debba anche subire l'indifferenza o l'arroganza di altri, o debba essere costretto a fronteggiare ulteriori problemi, ulteriori difficoltà. Non è un loro inviolabile diritto avere il meglio che gli si possa offrire, poter contare almeno su un'assistenza di qualità che per lo meno alleggerisca un fardello così pesante?