“Vantiamo un centinaio di pubblicazioni e tante collane editoriali”, “Molti nostri testi saranno al salone di Francoforte”. “C’è un collante tra me e gli autori”

 

La Civetta di Minerva, ottobre 2018

Giuseppe Pennisi, amministratore unico della Carthago edizioni, chi è?

La mia esperienza personale è strettamente legata al mondo del lavoro che nasce da un percorso molto strano. A 20 anni ero uno studente di giurisprudenza e decisi di fondare un giornale, “L’inchiostro mensile”, andò molto bene e ciò mi permise, qualche anno dopo, di pubblicare i primi libri con il marchio registrato di Carthago.

Ciò l’ha scritto nella presentazione del sito della società?

Esattamente, la Carthago Edizioni nasce nel 2006, per mia volontà, sorretta solo dall’amore per la carta stampata. Era per proseguire un ambizioso progetto nell’ambito della comunicazione e della cultura e per dare corpo alle memorie e ai valori dei suoi diversi autori. Per dare ulteriore sviluppo a tale attività, nel 2015, la Carthago assume la veste di S.r.l.s.; è così che ultimamente abbiamo festeggiato il decennale d’attività grazie all’impulso donato dall’intervento del Presidente Dr. Gaspare Edgardo Liggeri e della Responsabile Editoriale Margherita Guglielmino. Sono persone preparatissime, con cui Carthago ha assunto le caratteristiche di una vera casa editrice aperta a tante nuove elaborazioni. Oggi possiamo vantare oltre un centinaio di pubblicazioni, l’apertura di diverse collane editoriali e la partecipazione ai massimi saloni espositivi in ambito editoriale.

C’è stato un salto di qualità, mi spieghi meglio quest’enfasi su…

Non finirò mai di ripetere che le due figure che ho nominato sono di grande spessore, loro hanno donato tanto a quella mia iniziativa partita 15 anni fa. Oggi Carthago ha un atteggiamento commerciale nel mondo editoriale che non è facile, ma dall’altra parte punta a strettissimi rapporti con gli autori per portare avanti i loro libri che sono “pezzi di vita”. Per Carthago gli autori danno all’editore una parte di sé stessi. Per questo motivo i libri li prendiamo e li trattiamo come cose senzienti e in movimento. Siamo giunti anche ad avere contatti con atenei e scuole in progetti ben precisi. Per noi i libri hanno un ruolo nella vita di chi li scrive che vuole condividerli. Noi vogliamo amplificare ciò con un nuovo rigoroso atteggiamento attraverso questa spinta editoriale siciliana in cui crediamo fortemente. Carthago partendo dalla Sicilia è voluta entrare nella realtà nazionale ed europea inserendosi con un suo spazio al salone di Torino, Milano e Roma e il nostro distributore nazionale porterà a breve molti nostri testi al salone di Francoforte. È questo uno dei grandi progetti voluti dal nostro responsabile editoriale che punta a far uscire nostri autori che non hanno nulla da invidiare a chi oggi calca il territorio nazionale. Carthago gode oggi ogni anno di un plateatico a Torino di 30 autori presenti e tutto questo è segnato dalla partecipazione con il distributore nazionale che ci permette con i nostri libri di essere presenti in tutte le librerie nazionali e internazionali e sul web.

L’amministratore come vive questa esperienza?

Benissimo, sono molto innamorato del mio lavoro e lo reputo in sintonia con le mie vicende personali. Il mio lavoro mi permette di costruire rapporti e anche un mio processo di crescita che non finisce mai. Scopro me attraverso gli autori. Quindi loro sono il mio specchio ed io mi sento personalmente legato a loro. Le loro scelte di voler pubblicare con Carthago sono un atto di fiducia verso me. Spendo molte ore della mia giornata per il mio lavoro che è un’avventura per me. Anche se esiste, necessariamente, la gestione commerciale lo stretto rapporto che vivo con gli autori è divertente e fondamentale. C’è una specie di sincronia fra le vicende della Carthago e la mia vita. È questo che mi fa vivere a pieno.

Prospettive personali?

Conto d’aderire sempre più e in modo più preparato al grande divenire di Carthago, società ambiziosa e lungimirante. Vogliamo conoscere sempre più il mercato.

Alcuni pregi e difetti di Pennisi? Ad esempio vedo vanità nel suo esprimersi.

Si, c’è ma è innocua, perché miro a far bene il mio lavoro. C’è poi la fortuna. Devo affermarlo: sono stato sempre molto fortunato e in tante occasioni sono riuscito per questo. Per me il fatto che una qualsiasi persona comprenda le principali coordinate sul campo dove si trova è importantissimo. Ho sempre avuto l’ambizione di fare l’editore e mi è stato insegnato un atteggiamento che uso molto, è quello della socialità. Mi auguro di saper vivere sempre meglio questa bellissima realtà che è socialità d’intenti, di modi. Sono fortunato anche perché ho ricevuto gli strumenti necessari per il mio lavoro e il mio vivere.

Pennisi alle decine di presentazioni deve avere una vasta cultura per le varie pubblicazioni. Deve trovare ogni volta le parole adatte che meglio esprimono, che...

Io conosco il libro che presento insieme all’autore. Certamente anche l’editore ha da imparare, egli è un curioso, ha una propria preparazione di base e sta ad ascoltare ciò che gli autori hanno da dire e molti lavori sono oggetto d’indagine da parte nostra, cioè ci interessa capire ciò che viene fuori da quegli incontri con l’autore che stabiliscono delle verità.

L’editore accetta una pubblicazione, ma chiede una partecipazione economica.

È un contributo, perché Carthago oltre alla pubblicazione si occupa della distribuzione, presentazione dei vari eventi insieme agli autori. Il libro deve uscire dalla tipografia ben fatto materialmente, ben corretto e cesellato con l’aspettativa delle presentazioni e altre vicende insieme all’autore, iniziative che devono dar merito alla pubblicazione. Sono questi i fattori che portano editore e autore a conoscersi bene lavorando insieme. Io come amministratore unico credo fortemente nell’atto di fiducia che ci ripone l’autore, non possiamo calpestarlo pena la nostra sopravvivenza non solo economica. Carthago insieme agli autori vuole scalare il mondo dei premi, i saloni, ecc. non intende tirarsi indietro.

Altre considerazioni?

C’è il rapporto con il nostro distributore che va fortificandosi e daremo vita nei prossimi mesi a una campagna pubblicitaria. Poi ci sono tante altre cose che sono in pentola e in modo proficuo verranno a galla. Sarà poi la società a decidere.