Si è giunti alla concezione, in campo economico, di una ideologia vuota, edificata al solo scopo di difendere gli interessi degli ultramilionari

 

La Civetta di Minerva, ottobre 2018

Dagli anni 70 i monopoli finanziari hanno agito in una certa maniera provocando i danni che troviamo nella realtà economica. È il neoliberismo chiamato: “Pensiero unico”. Si tratta della trasposizione in termini ideologici, che si pretendono universali, degli interessi di un insieme di forze economiche, e specificamente di quelle del capitale internazionale. Questo termine fu coniato nel 1995 da Ignacio Ramonet, direttore responsabile di "Le Monde diplomatique" e membro onorario di Attac, l'associazione per la tassazione delle transazioni finanziarie e per l'aiuto ai cittadini. La critica al pensiero unico puntualizza la crescente riduzione del dibattito politico a temi imposti dall'alto e troppo spesso dati per scontati e non contestabili da tutti. Non possiamo che contestare questo neoliberismo che afferma la sua scientificità, la crescita illimitata in economia, che la politica e tutte le altre scelte culturali devono tendere all’assoggettamento del potere economico. È il mercato il parametro principale su ogni attività umana. I servizi quali: istruzione, sanità, ambiente e welfare devono essere affidati all'iniziativa privata e alla legge di mercato.

In fondo il Pensiero Unico è il riflesso della globalizzazione che ha reso schiavi una maggioranza del mondo. È per questo motivo che il capitalismo finanziario per realizzare il suo grande, incontentabile profitto a alte cifre deve farsi pensiero totalitario unico eliminando ogni identità umana differenziale. Si giunge così alla concezione, in campo economico, di una ideologia vuota, edificata al solo scopo di difendere gli interessi degli ultramilionari.

Vari economisti hanno tracciato e proposto azioni contro questo pervasivo modo d’agire dei potenti. Ioppolo che da avvocato e economista ha scritto e parlato molto su tale argomento dichiarava la miserevole inconsistenza scientifica di questo modello pseudo-liberista. Negli anni ’40 il presidente Roosevelt dichiarò pubblicamente: “Io sono giunto alla conclusione che tutto ciò che di economia mi hanno insegnato alla università gli esperti della materia si è rivelato totalmente falso”! Infatti questo modello liberista prende dei fatti completamente falsi, li interpreta e li collega in maniera scorretta e nessuno di questi sta in piedi. È un sistema dove ogni proposizione rimanda ad un'altra e poi a un'altra e così via, creando un sistema illusorio. Per tutti noi è difficile accettare che l’intero sistema cada quindi: inflazione, import/export, cambio, moneta… Su tutte queste enunciazioni vengono costruite ricette da oltre 30 anni che ci massacrano non approdando a niente di positivo.

Un esempio corrente: bisogna fare dei sacrifici per recuperare credibilità nei mercati e migliorare il rapporto debito pubblico, Pil. Questo comporta il seguente meccanismo: per rimborsare 100 euro di debito pubblico si tagliano 100 euro di spesa pubblica, quindi la domanda pubblica va a meno 100, di conseguenza l’offerta delle aziende legate a questa domanda va a meno 100; ciò significa meno occupazione e investimenti e dato che il Pil è formato dal 50% delle nostre tasse avremmo un minore Pil di 50 €. La conclusione è che il rapporto debito pubblico e Pil va a peggiorare. Queste sono le ricette del pensiero unico che ha un solo unico pensiero: togliere ai poveri per dare ai ricchi che diventano sempre più ricchi.

Ioppolo affermava che abbiamo il dovere intellettuale, politico, morale e spirituale di rendere dolce la transizione verso il mondo migliore che emergerà dalla ormai improcrastinabile riforma post-keynesiana perché un tipo di economia come quella del pensiero unico non potrà continuare all’infinito. È importante informare, con tutti i mezzi, la popolazione ed è straordinario come nessun giornalista, opinionista, politico, eccetera, ne parli, denunci tutto questo. Esiste una singolarità in questo metodo neoliberista, è che non esiste un vero "nemico" in quanto non esiste un vero potere organizzato intorno ad una coesa associazione. Vi sono Banche anche grandi e multinazionali che da tempo si limitano a nominare dirigenti che non controllano ma si fidano solo di “esperti” perché “si dice” che sono competenti, e poi si lasciano depredare bellamente da manager che si comportano da mascalzoni. Ioppolo dichiarava: non siamo complottisti perché la realtà è banale, in quanto ormai buona parte di queste mega-strutture sono da tempo autoreferenti, non rispondono a nessuno se non a manager che non sono per nulla fidelizzati e che non hanno nessuna cura dei patrimoni che organizzano.

Ci hanno fatto credere che la situazione è talmente grave che bisogna stare zitti per quanto riguarda la spesa pubblica riuscendo a drenare enormi risorse pubbliche andate alle banche. In Italia in otto giorni hanno fatto una riforma delle pensioni che i dati Inps non giustificavano. Hanno dato il via libera a un patto fiscale con Bruxelles giudicato indispensabile ma senza un minimo di analisi sui rischi. Hanno riformato il mercato del lavoro con provvedimenti pasticciati. La visione che il pensiero unico mostra e propaganda è che non ci sono alternative a tagli e riduzione. L’approvazione di queste scelte da parte della quasi totalità del Parlamento porta al pensare della popolazione che non ci sono altre strade. Viceversa questa egemonia neo liberale sta uccidendo il Paese.