Fra Alberto Maggi: “Col battesimo si aderisce al Suo progetto d’amore, Non si vive più per sé, ma si vive per gli altri. Sarà salvato chi crederà, ma chi rifiuta questo progetto di Dio sarà condannato, nel senso che rifiutando il progetto di pienezza di vita si punisce da solo”

 

La Civetta di Minerva, 13 luglio 2019

“Scrive Marco: In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno». Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano”.

Spiegaci questo passo, Alberto.

Questo finale suscitò scandalo nella chiesa primitiva per cui, nella prima metà del II secolo, vennero aggiunte due diverse finali. Questa che leggiamo è quella che è considerata canonica. Il contesto è di Gesù risorto che si manifesta agli Undici, e li rimprovera per essere stati increduli, li chiama: duri di cuore, per non aver creduto alla sua resurrezione. Sono i discepoli che al momento della cattura sono fuggiti, tutti lo hanno abbandonato e addirittura Pietro lo ha rinnegato. Ebbene Gesù a questi discepoli indubbiamente immaturi, che ancora non avevano compreso il suo messaggio, incapaci di seguirlo, dà un mandato universale.

Quindi la ricchezza della buona notizia è stata data a uomini imperfetti.

Già, questo è importante perché la buona notizia di Gesù non viene portata da superuomini con un senso di superiorità nei confronti di chi è inferiore, ma da gente che dal basso, con la loro umiltà, con le loro debolezze, con le loro fragilità, portano un messaggio di straordinaria bellezza. Si legge al capitolo 16, versetto 15, che Gesù disse loro: andate in tutto il mondo. Il messaggio di Gesù non è limitato a una nazione, ma è universale, non devono aspettare, ma devono loro andare incontro. Gesù li aveva chiamati per essere pescatori gli uomini e quindi devono andare a pescare, a tirare fuori le persone da ciò che gli dà la morte, e proclamate il vangelo, la buona notizia, quella dell’amore di Dio che raggiunge ogni creatura, non c’è nessuno al mondo che possa sentirsi escluso da questo amore. Proclamate la buona notizia, il vangelo ad ogni creatura. E poi gli effetti sono: chi crederà, cioè chi avrà dato adesione a questo progetto d’amore, e sarà battezzato, il battesimo era segno della conversione, di un cambiamento di vita. Quindi quando si accoglie questa buona notizia si cambia vita.

Cosa significa cambiare vita?

Non si vive più per sé, ma si vive per gli altri. Sarà salvato chi crederà, ma chi rifiuta questo progetto di Dio sarà condannato.

Dio condanna?

No, non è condannato da Dio, ma si autoinfligge la propria condanna perché rifiuta il progetto di pienezza di vita. E questi saranno i segni, e Gesù elenca cinque segni, che accompagneranno quelli che credono. Non sono i segni per i discepoli che vanno ad annunziare questo messaggio, ma tutti quelli che credono. Sono segni nei quali chi riceve il male comunica il bene, chi riceve morte trasmette vita. In particolare scacciare i demoni significa liberare le persone da ideologie funeste, che impediscono l’accoglienza del messaggio di Gesù. E l’ultimo, imporranno le mani ai malati e questi, l’autore di questo brano non usa il verbo guarire, ma avranno bene. Non è che garantisce la guarigione dei malati, ma che stanno bene. Quindi andare ai malati che nella loro malattia vengono accolti con un senso di dare significato a quello che stanno vivendo, di sollevare le ansie, le sofferenze. Quindi l’imposizione delle mani è per far star bene le persone, possibilmente guarirle, ma anche nella loro malattia. Esattamente. poi il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo.

Ecco, vorrei comprendere ciò.

Per questa espressione dell’autore di questo brano bisogna richiamarsi alla concezione del mondo, alla cosmologia del tempo. Dio stava in alto nei cieli, gli uomini in basso, per cui tutto quello che proveniva da Dio si diceva che scendeva e tutto quello che andava verso Dio saliva. Ecco il significato di quello che l’evangelista ci vuol dire. Il Signore Gesù dopo aver parlato con loro fu elevato in cielo, il cielo significa la dimora divina, la condizione divina, e sedette alla destra di Dio.

Cosa significa Gesù seduto alla destra?

Gesù già l’aveva detto che avrebbero visto il figlio dell’uomo seduto alla destra della potenza, il richiamo è al Salmo 110. Sedere alla destra di Dio significa avere la sua stessa condizione divina. È un rimprovero che l’autore fa agli autori dell’assassinio di Gesù. Quell’uomo che voi avete condannato come bestemmiatore e l’avete crocifisso in realtà aveva la condizione divina. Ma questa ascensione di Gesù non è una separazione dagli uomini, non si allontana Cristo dagli uomini, ma significa che Gesù, nella pienezza della condizione divina, collabora all’attività dei suoi. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro, ecco asceso al cielo, ma agisce insieme con loro.

Quindi l’Ascensione non separa Gesù dagli uomini?

No, tutt’altro, li rende ancora più vicini con una forza ancora più grande. Infatti, si legge dopo: E confermava la parola.

La parola qual è?

La buona notizia. La notizia che Gesù ha chiesto di andare in tutto il mondo ma non a proclamare il vangelo, non la proclamazione di un testo, ma far fare esperienza di vita. Quindi confermare questa trasmissione di esperienza di vita con i segni che l’accompagnavano. Gesù rafforza con la sua presenza, con la sua potenza d’amore tutti coloro che annunciano un messaggio di vita.