Una delle vicende più drammatiche della storia d’Italia. Un bivio culturale in cui l’Italia fu indotta a smarrir la strada e da cui ad oggi non riesce a ritrovarsi. Una Europa dei Popoli contro una Europa della finanza, dello spread, della sudditanza nei confronti dei “mercati”. Una Europa dove gli Stati utilizzano tutte le possibilità macroeconomiche e monetarie per redistribuire il prodotto sociale potenziale contro una Europa dove la “legge” del mercato è predominante, la cultura economica neoliberista piena di dogmi è l’unica visione consentita, dove anche nelle università la ricerca scientifica non allineata viene bandita e boicottata in tutte le maniere possibili.

Il rapimento e la morte di Aldo Moro è una vicenda che nasconde ancora lati oscuri, aspetti poco chiari, tanto che ancora oggi non è assurdo chiedersi: chi e perché ha ucciso il presidente della Democrazia Cristiana. Due domande cui da anni tenta di dare risposta Gero Grassi, ex onorevole del Pd e membro della seconda commissione parlamentare d’inchiesta sul Caso Moro.

Grassi sarà ospite qui a Siracusa sabato 13 ottobre: a partire dalle 10, nell’aula magna del liceo O.M. Corbino, il maggiore esperto sull’omicidio di Aldo Moro presenterà le conclusioni della commissione e il risultato ultimo delle sue ricerche, contenute nel libro “Aldo Moro: la verità negata”.

Grassi afferma: “Su Aldo Moro e la sua vicenda umana e politica sono stati scritti oltre mille libri. Sono stati prodotti diversi film e girati una infinità di documentari e servizi giornalistici. Si sono svolti cinque lunghissimi processi. Il Parlamento nel 1979 ha realizzato la Commissione parlamentare d’inchiesta sulla strage di via Fani, sul sequestro e l’assassinio di Aldo Moro e sul terrorismo in Italia e la Commissione parlamentare d’inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione sui responsabili delle stragi nel 1992, 1994, 1996, 2001. I lavori di queste Commissioni hanno prodotto una trentina di Relazioni ed oltre 150 volumi. Una quantità immensa di documenti dai quali, purtroppo, nonostante gli anni intercorsi, non emerge ancora la completa verità sull’intera vicenda”.

Aldo Moro aveva un obiettivo e questo era a breve raggiungibile ma non voluto da molte potenze internazionali: giungere in Italia ad una “Democrazia compiuta”, una cosa diversa dal “compromesso storico” di Berlinguer che voleva portare i comunisti al Governo. La democrazia compiuta di Moro è il tentativo di evitare che in Italia ci fosse sempre un partito che governa, la Democrazia Cristiana, e sempre un partito all’opposizione, il Partito Comunista peraltro legato a Mosca. Moro vuole portare i comunisti in Europa, realizzare in Italia una sorta di bipartitismo atlantico, europeo, moderno e costruire un’Europa dei popoli. L’Europa dei popoli all’epoca non la vogliono né gli Stati Uniti, né la Russia, né l’Inghilterra che sono fermi al 1945 a Yalta. Inoltre un’Italia stabile, indipendente e con una propria politica estera faceva paura a tutti gli “alleati”.

Per tutte queste ragioni Moro è un personaggio fortemente scomodo che viene eliminato con la complicità delle Brigate Rosse, all’interno delle quali ci sono gli infiltrati dei servizi segreti deviati italiani, e con la complicità della criminalità organizzata come Camorra, Ndrangheta e Mafia che rendono un servizio al potere.

Nella prima parte della mattinata, prima dell’intervento di Gero Grassi, verranno ricordati altri Uomini di Stato che pagarono amaramente per il coraggio delle loro azioni (Enrico Mattei presidente dell’E.N.I.), dei loro moniti (Paolo Baffi, governatore Banca d’Italia) o delle loro idee (Ezio Tarantelli, economista/sindacalista). Il professore Luigi Amato introdurrà gli argomenti tracciando un breve resoconto sull’attuale situazione geopolitica internazionale. A conclusione dei lavori il dott. Giovanni Zero, storico economico controcorrente illustrerà la cultura economica italiana definita “terza via” che in quegli anni fu letteralmente soppiantata dalla nuova ondata di liberismo economico estero indotto.

Capire ciò che è accaduto in quegli anni e chi volle che ciò accadesse è il punto di partenza per una rinascita culturale della nostra martoriata nazione. Gero Grassi ci aiuterà in questo arduo compito oramai improcrastinabile visto il vuoto politico/culturale cui l’Italia sempre più si trova a sprofondare.

Aldo Moro è un uomo che non morirà mai perché il suo ricordo vive nel cuore degli italiani onesti.