Fra Alberto Maggi: “Sacerdoti e pii, scribi e farisei vollero l’uccisione del Messia perché il suo messaggio andava contro i loro poteri e le loro ricchezze”

 

Padre Alberto, da biblista fustighi molte volte l’organizzazione Chiesa, perché?

Dai vangeli emerge un paradosso: più si è lontani dalla religione più è facile recepire il messaggio di Gesù, più si è immersi nel mondo sacrale più si è ostili e refrattari all’annuncio di Gesù.

Com’è possibile?

Non è vero che ai bambini si dice che Gesù è stato ammazzato dagli uomini cattivi? Invece, dicono i vangeli, sono i cattivi che l’hanno accolto mentre i religiosi e pii, scribi e farisei, l’hanno ucciso. In quei momenti l’amore venne portato anche a loro che lo perseguitavano. Eppure loro non accettarono quell’offerta piena di vita.

Cosa li spingeva a fare questo?

Era perché il dio che Gesù presentava non era quello dominatore dei capi religiosi. Loro, usandolo a modo proprio, esercitano prestigio e potere dominando economicamente. Gesù andò contro i forti interessi economici di questo gruppo di persone, ricche di potere e ricchezze ma vuote dentro, interessate solo a questo. Gesù presenta un dio che si mette a disposizione di tutti e ciò se accolto dai capi religiosi significa la caduta di quel potere da cui essi non vorranno mai staccarsi. Ciò nei vangeli viene chiamato il peccato dello spirito santo.

Cos’è?

È quello di dire, affermare, credere: ciò che è bene per gli uomini è male e di conseguenza anche il contrario. La casta sacerdotale fece di tutto per non perdere il proprio potere. Gesù non era un semplice rivoluzionario. C’erano di questi, ma non mettevano paura alla casta. Invece Gesù ha parole di fuoco, dice che ogni peccato sarà perdonato ma quello dell’autorità religiosa che sfrutta e fa soffrire il popolo e lo rapina in nome di un loro dio, quello dominatore e da temere, ciò non può essere perdonato.

Perché Gesù trasgredisce il giorno del sabato? Cosa vuole dire?

Chiariamo, se leggiamo la Genesi sappiamo che Dio creò per sei giorni e al settimo giorno si riposò. Gesù non è d’accordo. Egli afferma: il padre mio opera sempre, non si riposa. Significa che la creazione non è ancora terminata. Per cui per Gesù il racconto della Genesi non è il rimpianto per un paradiso perduto, ma la profezia di un paradiso da costruire.

Per cui non aveva senso il precetto del sabato

Esattamente, il padre continua nella creazione, ecco la spiegazione dell’agire di Gesù. Gli ebrei avevano la concezione che la creazione era stata ormai perfezionata proprio come descrive la Genesi e poi consegnata agli uomini con il comandamento di riposare in quel giorno.

Invece la creazione è in fase di crescita?

Infatti, dobbiamo leggere in questa maniera i vari aspetti di storia negativa che avvengono nell’umanità. Essi fanno parte di questo processo di crescita che vede noi in quanto credenti in Gesù chiamati a collaborare a questa creazione, perché ne siamo responsabili. Gesù ha bisogno di ognuno di noi per collaborare alla sua azione creatrice e l’umanità intera geme in attesa che si realizzi questo progetto. Fin tanto che ogni uomo, su questa terra, non sarà raggiunto dalla sua pienezza di vita, non gli verrà riconosciuta la sua piena dignità, l’azione creatrice del padre non sarà conclusa.

Allora Gesù non ha trasgredito il sabato, ma l’ha abolito, eliminato?

Ha fatto di più, perché si è fatto chiamare figlio di Dio e per le autorità religiose ciò era una bestemmia, un crimine che meritava la morte. Dichiarava apertamente che l’amore di Dio giunge al popolo senza bisogno di mediazioni e strutture create da quella casta sacerdotale che fondava proprio su questa mediazione il suo prestigio e potere. Dobbiamo sapere che il progetto di Dio sull’umanità è il diventare ognuno di noi suoi figli.

Allora Gesù è stato ammazzato per aver fatto piena luce sul dio di quella casta sacerdotale?

Infatti, tutto questo era abominevole, non poteva essere sopportato in vita perché minava alla base il potere dei sacerdoti sul popolo. Ecco perché Gesù non può essere classificato all’interno delle categorie religiose: il Dio di Gesù e la religione sono incompatibili, c’è bisogno di una nuova categoria che è quella della fede.

Spiegaci meglio

Mentre per religione s’intende ciò che gli uomini devono fare per Dio, per fede s’intende l’accoglienza di ciò che Dio ha fatto per gli uomini.

Tutt’altra cosa

Già, perché Dio è innamorato e ottimista degli uomini al punto di regalarci la sua condizione divina. È un dio che scende per innalzarsi al nostro livello e che elimina ciò che ostacola il ricevimento del suo amore verso tutta l’umanità.