I fatti di Avola mossero un’intera nazione, servirono ad aprire a grandi conquiste per tutto il Paese! C’è, ancora oggi, quel sindacato indipendente e forte?

 

La Civetta di Minerva, 3 settembre 2018

Il 1° maggio, è la festa internazionale del lavoro. La celebra il sindacato da tempo, organizzazione con una sua storia, radicata sul territorio. Ma possiamo chiamarlo preparato? Propositore di nuovo? Che sia un’organizzazione che difende i diritti di lavoratori, già protetti; quelli che possono avere il coraggio di scioperare liberamente, che possono andare a votare scegliendo nella piena autonomia, senza condizionamenti (ahimè se fossero solo loro a votare), questo è assolutamente vero! Esistono, però, altre categorie di lavoratori, lavoratrici che vivono in tutto altro mondo. Chi li difende? Chi rappresenta le migliaia di giovani apprendisti che lavorano in officine di meccanici, carrozzieri e quanto altro? Loro, che non hanno nessun diritto di parlare, in alcuni casi, neppure, quando si infortunano.

Chi conosce le ragazze che lavorano da parrucchiere, in negozi vari, con i loro problemi nel lavoro di donne, ragazze? Riconoscere i loro diritti, rappresentarli, lottare fuori dalle stanze del sindacato, esula dai compiti che si propone un moderno sindacato?

È questa una strada che, di certo, è faticosa, non di facile sindacalizzazione. Ma è possibile cambiare tutto questo! Crederci e avere la volontà di andare avanti, senza fermarsi davanti ai tanti ostacoli, sforzarsi nel fare una piccola breccia in questa giungla dovrebbe essere un problema fondamentale per un sindacato che conta sempre più precari sul territorio. Diranno che si rema contro i loro interessi, che c’è la probabilità d’essere licenziati e chi sa altro, ma allora, dov’è la forza del sindacato? È quella di gestire solo ciò che è, già, gestibile? Forse si aspetta che quei lavoratori, lavoratrici si muovano, che vengano nelle sedi del sindacato, dove potranno gridare, e poi? Per noi, la forza ha il significato di forzare l’avversario.

Anni fa, strumenti sindacali, importanti leggi, non esistevano, eppure, c’era la volontà, la forza di lottare per giungere a degli obiettivi. Qua anche noi, abbiamo un nostro 1° maggio da celebrare, da ricordare, quello dei fatti di Avola, che mossero un’intera nazione, che servirono ad aprire a grandi conquiste per tutto il Paese! Il loro coraggio di costringere una realtà retriva e reazionaria operò, allora, a vantaggio di tanti. C’è, ancora oggi, quel sindacato indipendente e forte? Pieno di valori? Frasi come: allargare la partecipazione, sviluppare la solidarietà per costruire un forte sindacato le ho sentite da tempo. Possiamo trovare bravi e formati sindacalisti disposti a fare di più, oltre a delle enunciazioni? Ci sono sindacalisti che si conquistano un titolo sul campo e non in una bella sala congressi? Se ci sono, allora, il 1° maggio quegli altri lavoratori, proprio quelli che lavorano in nero, sottopagati, precari…. debbono partecipare a questa festa, è un diritto necessario e essenziale che venga festeggiata insieme a loro, specie in questi momenti.

C’è la forza di andare in quel sommerso fatto, anche, da lavoro minorile e caporalato? Quel mondo dove si sa di dover lavorare in silenzio, zitti, zitti. Possiamo farli parlare? Sarebbe, allora, un nuovo, bello, gioioso 1° maggio, differente dalle partecipazioni ai soliti, vecchi, rituali ricorrenze o ad una gita. Potremmo, veramente, far festa fra noi, perché lo sarebbe davvero, sentita da tutti, non uno dei soliti giorni.

Qui, c’è una ragione in più. È quella di continuare a combattere una realtà, che, certamente esiste, molto più radicata e organizzata sul territorio: è la mafia. C’è una provincia piena di grandi contraddizioni. Molti guardano, poco, alla disoccupazione che avanza velocemente; viene più facile visitare l’ultimo ipermercato sorto in breve tempo. Ci potranno andare, anche, quei sindacalisti che alla fine di una loro riunione, pensando alle decisioni prese, si troveranno, in quella occasione dei lavoratori, lavoratrici chiamati commessi. È sicuro che lavorano con gli stessi diritti, la stessa giustizia che dovrebbe avere un lavoratore? Ci si penserà? Oppure si dirà: stiamo andando solo per fare la spesa!

“Il sindacato è l’unico strumento vitale nella società democratica, la sua azione è indispensabile per dare all’uomo il suo posto nella società, per rafforzare e tutelare la dignità della persona umana, per la difesa umana, per la difesa dei suoi diritti economici e morali, per la trasformazione della società…” (Luigi Morelli, 13 luglio 1950)