Salvatore Zanghì, referente provinciale del Sunia: “Con gli Accordi Territoriali, si può avviare l’intesa tra inquilini e proprietari di minimo tre anni, rinnovabili per altri due”

 

La Civetta di Minerva, 22 giugno 2018

Riprendiamo l’intervista a Salvatore Zanghì, Sunia provinciale (che si occupa di politiche abitative sia sul pubblico che privato) per concludere su alcuni aspetti che nel precedente numero non avevamo affrontato. “A Siracusa sono moltissime le abitazioni di privati che rimangono chiuse da anni - ci spiega il referente provinciale del Sunia - Le difficoltà economiche, l’insicurezza sui contratti e inquilini, spingono i proprietari a tenere chiusi gli immobili. Su proposta del Sunia, Uniat con la Confedilizia, nel 2017 sono stati rinnovati gli Accordi Territoriali che consentono ai privati di aprire le loro case e di affittarle ad un canone sostenibile. Il Comune dovrebbe essere man forte affinché si concretizzino e incrementino queste proposte ma fino ad ora non si è fatto nulla in proposito”.

I patti territoriali partono da un accordo tra inquilino e proprietario di minimo tre anni, rinnovabili per altri due, ma gli accordi variano in base alle esigenze delle famiglie ed alle condizioni dell’immobile. Il territorio comunale siracusano (ma così in tutta Italia) risulta suddiviso in zone urbane omogenee, cioè delle aree aventi caratteristiche simili per valori di mercato, infrastrutture (trasporti pubblici, verde pubblico, servizi scolastici e sanitari), tipologie edilizie (categorie e classi). Per ogni area gli Accordi territoriali prevedono un valore minimo e un valore massimo del canone in base alle caratteristiche e condizioni dell’immobile.

Siracusa – spiega Zanghì - risulta divisa in tre fasce: A, B e C con canoni massimi e minimi stabiliti e tutte le classi abitative A4 ed A5 (popolari ed ultrapopolari) non possono mai andare al massimo del canone. Il contratto di locazione agevolato, regolato dalla legge 431/1998, risulta utile ai fini economici sia per il proprietario, che otterrà un elevato sconto sull’Irpef, che per l’inquilino che beneficerà di un canone inferiore ai valori medi di mercato. Tutti possono scegliere di andare o verso il libero contratto o optare per questo contratto che peraltro ha introdotto una nota di garanzia per entrambe le parti: la morosità incolpevole. Tutti quelli che perdono lavoro o hanno necessità particolari possono chiedere di accedere ad un fondo nazionale che copre fino ad 8.000 euro le famiglie che lo richiedono e che possiedono i requisiti”.

Insomma tenuto conto che a Siracusa il numero delle abitazioni è superiore ai residenti e che molte famiglie hanno difficoltà di acquistare un immobile o sono in dolce e paziente attesa di un’abitazione popolare ormai da decenni perché non supportare gli Accordi Territoriali e consentire a chi ha bisogno di vivere in una casa piuttosto che di speranze?