Quesiti sulla trasparenza della Fondazione. Prontamente risposte dettagliate. E comunque: “Sul sito trovate tutte le informazioni”. Ne prendiamo atto

 

La Civetta di Minerva, 22 giugno 2018

Sarà che abbiamo una fissa, o semplicemente che a noi piace osservare le cose che ci circondano, curiosare e porci domande. Specie per ciò che non sempre appare trasparente, funzionale, efficiente. E quindi può capitare che, dopo aver assistito agli spettacoli classici al Teatro Greco, ti viene più che naturale chiederti come mai il personale che ti noleggia il cuscino al costo di € 1,50 non ti rilascia lo scontrino, allo stesso modo di chi ti vende il libretto col testo. Spontaneamente ti poni la domanda: questi soldi che fine fanno? Vanno all’Inda o rimangono al tizio preposto? E l’Inda come fa a sapere se l’incasso è quello giusto se non esiste documento contabile? Fiscalmente, è tutto regolare? Come vengono calcolate e versate eventuali imposte sugli incassi? È tutto legale o in nero?

Per non parlare poi del personale, specie quello dell’accoglienza che, seppure selezionato a sorteggio, sembra ogni anno (quasi) lo stesso. E soprassediamo sulle competenze e capacità (abbiamo assistito a dialoghi con stranieri in una lingua inglese molto surreale e fantozziana). Poi ti accorgi che mentre raggiungi l’uscita queste domande se le pongono un po’ tutti. Se ti trovi a parlarne e a discuterne anche fuori, avverti che si tratta del segreto di Pulcinella, nel senso che sono domande e dubbi molto diffusi nell’opinione pubblica.

Siccome noi non vogliamo far parte del circolo del pregiudizio o della malizia, ma ci interessa sempre e comunque ricercare la verità, abbiamo pensato di rivolgere le nostre domande direttamente alla Fondazione Inda (Istituto Nazionale Dramma Antico):

Quanti dipendenti fissi lavorano all'Inda (nelle varie articolazioni, Fondazione, ecc.)?

I dipendenti fissi della Fondazione Inda sono 7.

In occasione delle rappresentazioni classiche, quanti collaboratori stagionali vengono assunti e per quali mansioni?

Nel 2017 nel periodo delle rappresentazioni classiche, i collaboratori stagionali (coinvolti a seconda del ruolo per periodi differenti) sono stati 167 (vedi nota integrativa di bilancio 2017) nelle varie mansioni (operai specializzati, sarte, personale d'accoglienza, artisti, ecc...). I collaboratori stagionali vengono assunti solo attraverso graduatorie determinate con bando pubblico.

Questi stagionali sappiamo che vengono scelti a sorteggio, pur tuttavia gira voce che ai sorteggi vengono estratti sempre le stesse persone. Si possono fornire chiarimenti in merito?

Mediante sorteggio viene scelto solo il personale destinato all'accoglienza in teatro. Tutte le fasi del sorteggio, sia quelle preparatorie che il sorteggio vero e proprio dei nominativi, sono supervisionate dalla Guardia di Finanza ed avviene in base a un bando pubblico (disponibile sul sito della Fondazione). Il bando prevede per il personale d'accoglienza due categorie, una delle quali è riservata ai senior che hanno già maturato tre anni di esperienza perché la gestione degli accessi è una funzione delicata che richiede persone preparate. Per quest'ultima categoria le domande ricevute sono poche decine rispetto ai 20 posti disponibili, quindi la probabilità di essere estratti molto più elevate che per la categoria dei “nuovi addetti” per la quale le richieste sono centinaia.

I servizi collaterali agli spettacoli, tipo Book shop, noleggio cuscini, biglietteria ed eventualmente altro (per es. parcheggi, punto ristoro) sono gestiti in house dall'Inda o affidati a terzi? In questo caso, secondo quale procedura: gara d'appalto o affidamento diretto? e quale ritorno economico v’è per l'Inda?

I servizi di Book Shop e noleggio cuscini sono gestiti in house dall'Inda con personale stagionale. Il servizio biglietteria è esternalizzato tramite gara ad una società terza. L’Inda non si occupa di ristoro né di parcheggi.

Esiste un albo di fornitori? I soggetti/ditte preposti ai servizi collaterali sono autorizzati alle attività affidate, sono iscritti presso i previsti Enti? Rilasciano scontrini, sono obbligati alla tenuta di registri contabili, bilanci, al pagamento imposte?) Vengono svolti controlli in merito?

L'albo fornitori esiste ed è pubblicato sul sito dove è anche possibile aggiungersi all'elenco per poi essere invitato quando sono necessarie delle forniture. A tutti i fornitori la Fondazione Inda richiede il Durc e il rilascio di regolare fattura. La Fondazione effettua gli acquisti e gli appalti in base ad un regolamento di Amministrazione ed acquisti disponibile sul sito della Fondazione. I bandi di gara e i risultati sono pubblicati sul sito. Nel 2017 hanno partecipato alle procedure di acquisto con evidenza pubblica dell’INDA circa 400 fornitori.

Sul nostro sito istituzionale, www.indafondazione.org, nella sezione Amministrazione trasparente, potete trovare tutte le informazioni legate alla gestione della Fondazione.

I tempi ristretti non ci hanno consentito di richiedere un’intervista classica (questo è l’ultimo numero prima della pausa estiva); su suggerimento dell’addetto stampa, Gaspare Urso, abbiamo inviato i quesiti tramite mail. Gaspare Urso, che ringraziamo per l’assoluta disponibilità, ha quindi girato il tutto al Consigliere Delegato Pier Francesco Pinelli che ha prontamente e gentilmente risposto in tempo record.

Pur tuttavia appare evidente che a certi quesiti non è stata fornita risposta e su altri si è sorvolato o generalizzato (gli incassi di cuscini e libretti? Regolari o in nero? Questioni contabili, fiscali e legali? Esistono controlli?). Pertanto sempre via mail abbiamo voluto rimarcare le interrogazioni. Ancora una volta la risposta è stata immediata:

Ecco l'ulteriore precisazione che ci chiedete. I libretti di sala vengono venduti con registratore di cassa e viene quindi rilasciato lo scontrino. I cuscini non sono in vendita ma a noleggio e viene rilasciato anche in questo caso lo scontrino fiscale. Ogni giorno viene poi compilato un cedolino con l'incasso di giornata da cuscini e libretti e tutti i ricavi sono regolarmente riportati in bilancio. 

Che dire, prendiamo atto di questa ulteriore precisazione. Evidentemente nel nostro caso il registratore di cassa non funzionava (per entrambe le tragedie). Forse i nostri interlocutori ricordano male, così come i nostri amici a cui abbiamo chiesto se fosse stato rilasciato scontrino fiscale.

Era giusto, per noi, togliere ogni dubbio e non dare spazio alle male lingue. Consapevoli che la massima istituzione culturale della Città, sotto i riflettori del mondo e dei media internazionali, non può permettersi il rischio di dare la sensazione di gestire eventi di altissimo livelli a mo’ di sagra paesana.