Massimo Mauceri: “L’uso del dialetto non ha a che fare con lo stile di Camilleri. Cetti è bella ma ignorante…”

 

L’evento di domani 9 giugno (alle ore 19,30 presso il teatro dei pupi nella storica e splendida Giudecca di Siracusa) è l’occasione per vedere simultaneamente all’opera tanti talenti ed eccellenze siracusane: Simona Lo Iacono, magistrato e scrittrice, presenterà infatti il nuovo romanzo di Massimo Maugeri “Cetti Curfino”, uscito per i tipi de La Nave di Teseo; la storia della bella e sfortunata Cetti – woman is the nigger of the world, verrebbe da dire con le parole di John Lennon - sarà inscenata dai fratelli Vaccaro-Mauceri, eredi e continuatori della storica dinastia di pupari siracusani: la rappresentazione (inserita nella rassegna "Libri da bere, Vini da leggere" curata dalla Lo Iacono insieme ad Elena Flavia Castagnino, con la Fildis Siracusa) avrà come voci narranti Alfredo Mauceri e Arianna Vinci, mentre le coreografie e i movimenti di scena saranno a cura di Daniele Carrubba e Daniel Mauceri.

“La Civetta di Minerva” ha incontrato per voi Massimo Maugeri, che nel settembre 2017, nell’ambito di NaxosLegge, ha ricevuto il premio “Promotori della Lettura e del Libro”: il blogger catanese (suo è il fortunato “Letteratitudine”, che oltre ad avere un’appendice dedicata alle news culturali ha una propaggine radiofonica su Radio Polis; una nutrita selezione di autori, opere e discussioni ospitate è confluita in volume per Azimut, Historica e LiberAria), è autore, tra l’altro, di “Identità distorte” (Prova d'Autore, 2005 - Premio Martoglio - finalista al Premio Brancati), del racconto lungo “La coda di pesce che inseguiva l’amore” (Sampognaro & Pupi, 2010 - Premio “Più a Sud di Tunisi” 2011), scritto a quattro mani con Simona Lo Iacono; del saggio/reportage “L’e-book è (è?) il futuro del libro” (Historica, 2011); della raccolta di racconti “Viaggio all’alba del millennio” (Perdisa Pop, 2011 - Premio Internazionale Sebastiano Addamo - Selezione "Premio dei Lettori" di Lucca 2011-2012) e, per le edizioni E/O, del romanzo "Trinacria Park" (Premio Vittorini 2013 - finalista Premio Letterario Minerva "Letteratura di impegno civile" 2013 - Selezione "Premio dei Lettori" di Lucca 2013-2014), inserito da Panorama nell'elenco dei 10 migliori romanzi italiani pubblicati nel 2013.

Questo tuo romanzo ha una genesi "multimediale" potremmo dire: da racconto a testo teatrale a romanzo. Ti va di parlarcene?

È proprio così. Il personaggio Cetti Curfino appare per la prima volta in un racconto pubblicato all’interno della mia raccolta intitolata “Viaggio all’alba del millennio” (Perdisa Pop, 2011). Posso dire che, originariamente, la mia Cetti nacque nell’ambito di una specie di visione. Nella mia mente apparve l’immagine di questa bella quarantenne che, aggrappata alle sbarre della cella di una prigione, desiderava raccontare la sua storia: «Intanto per incominciare è meglio che chiariamo un punto», diceva. Chi era questa donna? Cosa voleva raccontare? E perché si trovava in prigione? Le diedi spazio, cominciai ad ascoltarla e a trascrivere la sua storia (che era frutto, ovviamente, della mia fantasia, ma che si dipanava sulla carta quasi come fossi sotto dettatura). Immaginai che Cetti volesse scrivere una lettera al commissario di polizia che l’aveva arrestata. Non tanto per giustificarsi, quanto piuttosto per mettere in risalto tutte le vicissitudini e le disgrazie che avevano preceduto il crimine che si era trovata a commettere.

Qualche anno dopo fui contattato dal regista Manuel Giliberti. Aveva letto il racconto e ne era rimasto molto colpito. Mi propose di adattarlo per una pièce teatrale. “Ho in mente l’attrice perfetta per questo ruolo”, mi disse. L’attrice in questione era Carmelinda Gentile. Aveva ragione. Carmelinda era (ed è) davvero perfetta per interpretare Cetti Curfino. Quando assistetti alla prima dello spettacolo ne rimasi così emotivamente travolto che decisi che la mia Cetti doveva avere altro spazio… perché aveva ancora molto altro da dire. Così mi buttai a capofitto nella scrittura di questo romanzo, coinvolgendo nuovi personaggi (in primis il giovane giornalista Andrea Coriano, che desidera raccontare la storia di Cetti in un libro) e proponendo nuove prospettive, nuove trame e nuove tematiche.

Il linguaggio utilizzato sia nel racconto che nella versione teatrale che adesso in quella "romanzesca" trova uno dei punti di forza nel linguaggio forte e dall'impronta dialettale cucito addosso a Cetti. Come hai strutturato il modo di parlare della tua protagonista? Molti critici storcono il naso di fronte a certo "camillerese": come ti poni a tal proposito scrivendo?

Cetti è bella, ma profondamente ignorante. Quindi la sua lettera al commissario non poteva non risentire di questa sua condizione linguistica e subculturale. Non c’è alcun riferimento allo stile narrativo del buon Camilleri, per la verità. Qui c’è una donna che si sforza di riportare in un italiano pasticciato e sgrammaticato espressioni che conosce in siciliano, nonché modi di dire comuni che ha appreso a modo suo e che trascrive sulla carta spesse volte storpiandoli. C’è un evidente contrasto tra la forte drammaticità delle dolorose vicende raccontate da Cetti e alcuni strafalcioni che spesse volte fanno sorridere. È il suo linguaggio. Il linguaggio di Cetti. Lo definisco come “cetticurfinese” ed è paradossalmente dotato di sue regole interne.

Sembra proprio che la tua Cetti sia legata a Siracusa – il premio internazionale Sicilia “Il Paladino”, i nostri attori e pupari Vaccaro Mauceri, i nostri attori Arianna Vinci e Carmelinda Gentile, straordinaria interprete quest'ultima – oltre ad essere una dotata interprete del teatro classico e contemporaneo e ad incarnare la Beba de “Il commissario Montalbano” - della Cetti "teatrale"... Qual è il tuo rapporto con la nostra Siracusa?

Cetti Curfino è senz’altro molto legata a Siracusa, così come lo sono io. Ho tantissimi amici che abitano in questa città, che è una delle più belle città d’Europa (non è un caso che, soprattutto da qualche tempo a questa parte, “esplode” di turisti). A parte l’amicizia che mi lega a te, Maria Lucia, e alla cara Simona Lo Iacono (che ha allestito il bellissimo spettacolo dove i pupi siciliani dei Vaccaro-Mauceri interpretano la storia di Cetti Curfino), oltre a già nominati Carmelinda Gentile e Manuel Giliberti, potrei citare tantissimi altri amici. Evito di farlo, per evitare di dimenticare qualche nome… ma sono proprio tanti. Spero di rivederli in occasione della presentazione siracusana di “Cetti Curfino”. Sarà una bella festa.