A Siracusa la mostra dell'artista australiana

 

Fino al 24 giugno (dalle 10 alle 13 e dalle 17,30 alle 20,30) sarà possibile visitare la mostra “Volare” dell’artista Liz Caffin, inaugurata il 2 giugno scorso e ospitata presso la sala Alexandria di via Cavour 57.

Un palazzo dalle stratificazioni incredibili – ebbene sì, sul portale c’è la famosa iscrizione del 1696 per il restauro della quale si stanno spendendo Antonio Randazzo, Ermanno Adorno e tanti siracusani di buona volontà -, l’accoglienza gentile di Enzo Pennone, instancabile organizzatore culturale (tra tutte le iniziative promosse ricordo ai lettori almeno i convegni dedicati a Sciascia e al nostro Vittorini, oltre a quello sui migranti) ed esperto appassionato di sport – il nostro giornale si è occupato di una sua recente e pregevole pubblicazione sugli sportivi siracusani, in primis gli antichi atleti che hanno reso grande la nostra città anche nel corso dei giochi olimpici.

E poi indoviniamo che la signora discreta e dallo sguardo dolce, che si scusa per il proprio Italiano e loda l’inglese che improvvisiamo per chiacchierare, sia proprio l’autrice delle opere delicate e misteriose che ammiriamo – incisioni, acquetinte, carboncino…  e poi il colore, delicato e mai chiassoso, morbido come le linee sfumate del disegno.

Si mescolano ricordo e sogno, realtà e mito – sì, i miti greci che occhieggiano dalle scene che ci riportano alla Zante di Foscolo, a Zeus e ai suoi mille amori metamorfici, ma anche a miti che vengono fuori dall’immaginazione dell’artista: ammiriamo un uomo-echidna, un ibrido affascinante tra uomo e una specie di ornitorinco tipica e specifica dell’Australia, terra novissima e lontana, primitiva e incontaminata da cui viene Liz Caffin e che l’artista sente come propria insieme all’Europa.

Vicoli, scorci, paesaggi – riconosciamo il nostro mare, quello che d’inverno frusta il lungomare, e poi Piazza Minerva, la Chiesa del Collegio… - si mescolano a visioni fantastiche: foreste e danze sacre, intrecci di rami, gatti e perturbanti silhouette umane su tetti ballatoi altane: ci tornano davanti agli occhi Escher e la sua geometria deformante, oppure i chiaroscuri del Rinascimento tanto amato dalla Caffin, ma qui c’è la mano di un’autrice che illustra anche libri per bambini e i suoi delfini sono creature gioiose che saltano fuori da un incantevole libriccino che si apre come una fisarmonica: qui e in altre piccole deliziose creazioni siamo di fronte ad oggetti artigianali oltre che ad illustrazioni o semplici disegni.

Per saperne di più e ammirare anche virtualmente le opere di Liz Caffin: https://volarelizcaffin.weebly.com/