Storia di una siracusana trasmigrata di botto a 12 anni. “Da grande voglio aprire una pasticceria sicula”

La Civetta di Minerva, 25 maggio 2018

Benvenuta tesoro, si lo so non è giornalisticamente corretto iniziare l’intervista così, lo so, lo so, non è che quando ho intervistato Lorenzo Cherubini Jovanotti ho iniziato l’intervista con: oggi intervisto quel bonazzo di Jovanotti - Eppure lo pensavo...Ma oggi intervisto mia figlia che è il mio tesoro. Ne ho due di tesori, ma oggi tocca a Ginevra.

Nel 2010 si parte per la Svizzera, nuovo lavoro, nuova nazione , nuova lingua, nuova scuola, niente parenti, niente amici, niente mare, niente maritozzi e granite. Ginevra tu avevi 12 anni, com’è stato integrarsi?

Come tutti i nuovi inizi è stato difficile. Non sapendo una parola di tedesco dovevo comunicare in inglese, che allora non parlavo in modo così fluido da poter esprimermi al meglio. Penso che la cosa più pesante da affrontare sia stata proprio il fatto di non riuscire a comunicare. Poi c'è lo shock culturale, qui in Svizzera la gente non è così aperta ai cambiamenti, sono persone che vivono di abitudini e per i miei compagni di classe è stato anche difficile accettarmi. Ero un’ aliena per loro e ne è passato di tempo prima di riuscire a fare amicizie. Insomma diciamo che i primi anni in Svizzera non sono stati i più felici della mia vita, ma ora so che ne è valsa la pena.

E così hai scoperto come funziona la scuola svizzera, tu venivi da interi pomeriggi sui libri.

Qui si fa un quinto di quello che facevo in Italia. I compiti per casa? Quasi mai e se ce ne davano il professore ci diceva di fare al massimo un'ora di compiti, quello che arrivavamo a fare bene, il resto lo avremmo fatto il giorno dopo a scuola. Da un lato è un peccato perché vedendo i miei ex compagni di classe italiani studiare la prima guerra mondiale mentre io "studiavo" i romani con i fumetti di asterix e obelix,  devo ammettere che mi sono sentita molto sottovalutata. Dall'altro lato trovo che in Italia sia un'esagerazione, non mi sembra corretto dover passare interi pomeriggi sui libri a 10 anni. 

Dopo i sei anni di scuola elementare si passa alla Oberstufe, e poi?

Dopo l'elementare qui in base ai voti della pagella si viene divisi in due livelli scolastici: la Sek e la Real. Alla Real vanno i bambini con voti mediocri che non mostrano molto interesse nello studio, per questo la scuola è più centrata sulla ricerca del lavoro e le cose basilari. La Sek dà la possibilità di entrare al Ginnasio dopo aver superato un esame, quindi si studia più teoria. Io sono finita alla Sek, ma anzichè andare al Ginnasio, ho deciso di entrare nel mondo del lavoro a 16 anni. 

Ottenere una Lehre (apprendistato) e quindi un diploma. Bella lotta! Cosa hai dovuto fare?

Trovare un apprendistato a 16 anni è molto difficile. Non perché non ci siano abbastanza posti di lavoro, anzi. Il problema è capire cosa si vuole nella vita e a quell'età si cambia idea molto facilmente. Ho dovuto aspettare due anni dopo la fine dell'Oberstufe: il primo anno ho fatto un lavoretto in una caffetteria, una sorta di preparazione al mondo del lavoro, mentre il secondo mi sono iscritta ad  una scuola d’arte privata. Nel frattempo ho fatto vari colloqui come: igienista dentale, moderatrice in una radio e assistente in un asilo (ovviamente titoli che avrei ottenuto solo dopo i tre/quattro anni di apprendistato). Nessuno di questi colloqui è andato a buon fine ed ora so perchè: io ero la prima a non essere convinta di volerlo fare.

La prova di questa mia teoria arriva poco prima del mio diciottesimo compleanno quando decido di smetterla di fantasticare e concentrarmi su ciò che veramente mi piace fare. Mi è bastato un colloquio per ottenere il posto di apprendistato che ho ora.

Che lavoro fai adesso e cosa pensi ti riserverà il futuro?

Da agosto 2017 lavoro come Pasticciera-Panettiera e sono convinta di aver trovato la mia passione. Il punto è che i posti di lavoro dopo l'apprendistato scarseggiano ma ho sia un piano B che C: voglio fare la maturità, esame che posso fare solo ad apprendistato terminato e che mi aprirebbe le porte all'università, mal che vada, posso sempre riprendere lo studio e cambiare totalmente lavoro. L'altra mia idea (che tutta mia non è, vero mamma?) è di aprire insieme alla mia famiglia una caffetteria qui in Svizzera con prodotti siculi e fare esclusivamente cose che possono mangiare tutti, quindi con farine alternative dato che io stessa soffro di intolleranza alla farina bianca e ho sempre difficoltà a trovare qualcosa di buono da mangiare fuori casa. 

Torneresti in Italia, in Sicilia?

Mai. Per quanto la Sicilia rimarrà sempre una parte importante di me, non riesco ad immaginarmi di tornare, non ora che ho finalmente trovato la mia strada. 

 

Grazie Ginevra, non hai accennato al fatto che spesso ti alzi alle 5 per andare a lavorare, che ti stimano al lavoro per la tua precisione e serietà e che hai degli ottimi voti, e che sei la più bella fornarina di Schaffhausen, ci ho pensato io a rendere pan per focaccia, ops, la mamma sicula…