Lettera alla Civetta dell’ex deputato regionale Enzo Vinciullo. E il nostro Carmelo Maiorca risponde per le rime 

 

La Civetta di Minerva, 25 maggio 2018

Egregio Direttore, ho letto l’articolo, apparso sul Suo apprezzato quindicinale, su presunte e, assolutamente, infondate “giravolte” da me messe in atto per assicurarmi un posto da Assessore nell’attuale Governo regionale. La notizia è del tutto destituita di ogni fondamento, cioè totalmente falsa, e si inserisce in un contesto di maledicenze quotidiane, tutte paesane, di cui è campione inarrivabile l’autore dell’articolo.

Io non sono abituato ad occuparmi dei fatti altrui, perché non provo alcun sentimento di invidia, mi piace, invece, raccontare ciò che faccio e il bicchiere, per me, è sempre mezzo pieno, mai mezzo vuoto. Il voler, a tutti i costi, ricoprire gli altri di ridicolo, il voler denigrare, in ogni modo possibile, gli altri, anche ricorrendo a menzogne facilmente smentibili, come in questo caso, nasconde problemi e frustrazioni che, prima ancora che politiche, sono umane e ciò mi dispiace profondamente.

Io, invece, nella mia vita, ho preferito percorrere altre strade che sono quella dell’onestà, della lealtà, della capacità legislativa e amministrativa, dell’umiltà, che non è mai troppa, sempre grato alla Provvidenza per quello che mi ha concesso di fare e di raggiungere. Convinto come sono che le regole vanno rispettate e che non occorre, necessariamente, farlo sapere in giro: fin dal 15 dicembre, primo giorno in cui, felice, sono ritornato a scuola, al mio lavoro, perché io ho studiato per avere un lavoro, la prima cosa che ho fatto è stata quella di togliere dalla mia carta intestata l’appellativo di ON. (solo fra centinaia di ex), non perché non mi spetta, ma perché non mi è sembrato opportuno continuare a fregiarmi di un titolo che i siracusani, anche in queste elezioni, mi hanno riassegnato, che la mia vita onorevole mi consente di utilizzare e che, invece, non ricopro solo perché sono stato onesto, ancora una volta, candidandomi nel partito in cui militavo, senza fare il saltabanchi, cioè il sautafossi, come decine di altri soggetti politici che, oggi, possono fregiarsi del titolo di onorevole, a prescindere dalla morale. Pertanto, non comprendo l’accanimento nell’articolo “sull’ex on.” che dimostra o assoluta malafede o assoluta ignoranza. Quindi due notizie, su di me, tutte e due false: la prima sul presunto incarico assessoriale, la seconda sull’utilizzo dell’appellativo di On. in modo improprio da parte mia, o, addirittura, dell’abuso di tale titolo. Concludendo, posso assicurarLe che coloro che mi conoscono e, in modo particolare, i miei ex alunni, di cui vado fiero, e, ovviamente, fra questi, Giovanni, sanno che la mia storia e la mia vita non è quella che tenta, da sempre, di descrivere, con malcelata acrimonia, il Suo collaboratore, ma è una vita fatta di lavoro, impegni, risultati e sacrifici per raggiungere i risultati sperati e, a volte, sognati, ma, soprattutto, l’esempio di una vita onesta che lascio in eredità ai miei figli.

Ringrazio per l’ospitalità che vorrà darmi e La saluto con il rispetto che Le è dovuto.

Vincenzo Vinciullo

 

 

Carmelo Maiorca: “Fu Palasciano a omaggiare il professore Vinciullo del titolo di On.”

Caro direttore,

non so Vinciullo cos’abbia messo nel suo bicchiere sempre mezzo pieno, ma di qualunque cosa si tratti dev’essergli andata malamente di traverso. L’articolo al quale fa riferimento (lo scrivo per i lettori cui fosse sfuggito) è stato pubblicato nella mia rubrica satirica “Il bar sotto il mare” dello scorso 27 aprile col titolo “Elezioni comunali: le giravolte di Vinciullo e degli ex grillini Russo e Napolitano”. Articolo al quale l’ex – o se preferisce “il non più” – deputato regionale non trova di meglio che replicare con una serie di contumelie, definendomi fra l’altro campione di maldicenze, bugiardo e affetto da problemi e frustrazioni umane. Insulti gratuiti - non è la prima volta che ne ricevo - che aggiungo alla voce “sugufinti ‘ncazzusi” della mia collezione quarantennale di giornalista e autore satirico.

In preda evidentemente alla confusione - accresciuta dall’uso abnorme di virgole che fa nella sua lettera - Vinciullo mi accusa di avere scritto, in malafede, che lui utilizza in modo improprio l’appellativo di onorevole, abusando di tale titolo. Minchiata che io non ho scritto da nessuna parte. Mi sono limitato a notare che non è più on. riportando un godibile passo dal foglio murale “Il Tamburo”, nel quale il professore Palasciano omaggiava il professore Vinciullo del titolo di On. sostenendo la sua candidatura a sindaco, “gradito” fra i siracusani come avrebbe confermato – a suo dire – un fantomatico sondaggio d’opinione. I due numeri quasi fotocopia della pagina murale pro-Vinciullo sono datati 30 marzo e 15 aprile, quando ancora pensava di candidarsi a sindaco.

Comunque, se non gli piace il termine “giravolta” ne scelga autonomamente un altro per definire la scelta di appoggiare il candidato a sindaco del centrodestra Reale, appena un pugno di mesi dopo la campagna elettorale per le Regionali alla quale Vinciullo aveva partecipato con la lista Centristi per Micari, il candidato del centrosinistra a presidente della Regione sconfitto da Musumeci. Il quale Fabrizio Micari aveva inserito pure Vinciullo nel suo cosiddetto “listino” (i sicuri eletti nel caso avesse vinto lui). Forse non sarebbe diventato assessore con Micari, forse non lo diventerà con Musumeci, ma perché non fare affidamento nella Provvidenza alla quale egli ammette di essere “sempre grato”?

Frattanto nella massiccia coalizione del centrodestra siracusano all’arrembaggio con Paolo Ezechia Reale, Vinciullo ha ritrovato Stefania Prestigiacomo, cinque anni fa artefice principale della sua cacciata in malo modo da Forza Italia-Popolo delle Libertà. Un giornale on line locale, di recente, ha titolato che sono andati a bere un caffè insieme. Lungo, ristretto, col latte? Non era specificato.

Certo Vinciullo non ha l’esclusiva delle giravolte politiche, ma non dia a me la responsabilità di certe figuracce. Ha provveduto benissimo da solo! Mediante Google o altro motore di ricerca, digitando “Vinciullo 11mila euro” compaiono decine di siti internet e i video della sua intervista che ricordano impietosamente quando, due anni fa, dichiarò che lo stipendio di deputato regionale - per l’appunto undicimila euro - non gli bastava ad arrivare a fine mese a causa delle tante spese, fra cui quelle dei regali per i numerosi matrimoni ai quali è invitato. Davvero inarrivabile!

 

Carmelo Maiorca