Un caso unico nella storia dell’INDA. Quale fil rouge lega le rappresentazioni classiche in cartello? Cos’hanno in comune Edipo, Teseo, Eracle e Cleone?

La Civetta di Minerva, 11 maggio 2018

Al via il Festival del Teatro greco di Siracusa, le rappresentazioni classiche che fino al 18 luglio animeranno di poesia, di mito, di parola suoni e movimento l’antica cavea che era il cuore pulsante della polis fondata dai Greci di Corinto nel 734 a.C.

La 54esima edizione delle feste classiche vedrà in scena il Sofocle dell’Edipo a Colono, l’Euripide dell’Eracle e l’Aristofane de “I cavalieri”, quest’ultima mai prevista nella programmazione dell’INDA. Qual è il fil rouge che lega le tre rappresentazioni? Cos’hanno in comune Edipo, Teseo, Eracle e il demagogo Cleone? Cos’hanno da dire agli spettatori di oggi grazie al teatro, che per gli antichi era esercizio di democrazia oltre che spettacolo e rito religioso?

Risparmiai la terra patria, non ricorsi all’amara violenza e alla tirannide né macchiando né disonorando la mia reputazione, e non me ne vergogno: così, credo, maggiore autorità avrò su tutti gli uomini”: queste le parole del legislatore ateniese Solone. “Tiranno” è parola ambivalente, perché indica sia il pacificatore (quello che sarà il “dictator” romano, magistrato supremo nei momenti di crisi): quindi sta nelle diverse sfaccettature e storture del potere il nodo gordiano che avvinghia i protagonisti delle due tragedie e della commedia, monito e stimolo per la riflessione – di certo lo spettatore accorto saprà trovare gli intrecci fra le vicende teatrali e gli avvenimenti politici odierni.

La regia degli spettacoli sarà affidata rispettivamente a Yannis Kokkos – la Grecia della madrepatria nella Magna Grecia: come non pensare ad esempio all’inarrivabile Irene Papas, o alla Callas attrice per Pasolini? , a Emma Dante, coraggiosa e visionaria, e a Giampiero Solari, mentre le traduzioni sono di Federico Condello, Giorgio Ieranò e Olimpia Imperio.

Ficarra e Picone – un unicum nella storia dell’INDA – riproporranno per il secondo anno consecutivo la commedia di Aristofane “Le Rane” in 4 repliche a conclusione dell’intero ciclo firmato anche quest’anno dal regista Roberto Andò in qualità di direttore artistico (12-15 luglio).

Un momento particolare sarà quello da vivere l’11 giugno con Andrea Camilleri e la sua “Conversazione su Tiresia”, sempre per la regia di Roberto Andò: lo scrittore di Porto Empedocle rifletterà su un personaggio del quale può vestire perfettamente i panni sia per l’età che per la condizione di cecità, che per gli antichi – Omero docet – è uno stato di visione forse più profonda dell’essenza delle cose, non solo nemesi e castigo (pensiamo a Edipo e alla sua terribile vicenda).