Lorella Rossitto (100 Passi): “Mai come oggi le sue parole e i suoi pensieri devono essere di monito alle nuove generazioni”

La Civetta di Minerva, 11 maggio 2018

Il 9 maggio 1978 non è solo legato alla tragedia dell’assassinio di Aldo Moro, punto di non ritorno della nostra democrazia, ma anche alla morte di Peppino Impastato per mano mafiosa.

Per ricordare l’importanza di questo testimone coraggioso dell’opposizione – giovane, beffarda, dirompente – alla criminalità mafiosa, si è tenuto il sit-in al casolare dove è stato ucciso Peppino Impastato, con la partecipazione delle scuole aderenti al progetto “Diritti negati”, dei vespisti aderenti all’iniziativa “In VESPA contro la mafia”, mentre nel pomeriggio si è svolto il corteo dalla sede di Radio Aut a Terrasini a Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato a Cinisi, con concerto conclusivo serale. Ecco il link con le iniziative progettate per ricordare questo quarantennale così significativo: http://www.ilcompagno.it/9-maggio-2018-9-giorni-di-iniziative-per-ricordare-peppino-nel-40-anniversario-del-suo-assassinio/

La Civetta di Minerva ha contattato per voi Lorella Rossitto, che presiede l’Associazione 100 Passi, per saperne di più.

Cosa rimane a quarant'anni dalla scomparsa della testimonianza di Peppino Impastato?

Peppino Impastato è una figura importante e ancora oggi viene ricordato come un eroe che ha avuto il coraggio di combattere contro lo strapotere Mafioso. Lo ha fatto andando contro persino quello che c’è di più caro, la propria famiglia, e ricordare ancora oggi il suo coraggio è un dovere. Quello che ci resta di Peppino oltre il ricordo, il coraggio e le storie di chi lo ha conosciuto, è l’ideale di libertà e di giustizia sociale in cui credeva, mai come oggi le sue parole e i suoi pensieri devono essere da monito alle nuove generazioni e negli ultimi anni la società sembra aver preso coscienza di cosa è la MAFIA.

Il quarantennale della morte di Peppino arriva proprio mentre viene comprovata l'esistenza della trattativa Stato-Mafia. Che pensate di questa coincidenza significativa?

La sentenza sulla trattativa stato mafia deve essere considerata un fatto storico nel nostro paese, ma non è una vittoria definitiva e non bisogna abbassare la guardia. Tra i condannati vogliamo ricordare in particolare il Generale Subranni, coinvolto nel depistaggio sull’assassinio di Peppino Impastato. In tutti questi anni c’è chi ha fatto e portato avanti un lavoro egregio; va ricordato comunque che le persone che vogliono ripulire questo paese dalla Mafia continuano a vivere sotto scorta e chi viene condannato, invece, continua a stare seduto tra le più alte cariche dello stato e decide, ancora oggi, le sorti del nostro paese. Quindi siamo davvero sicuri di poter cantar vittoria? Penso proprio di no. Purtroppo i fatti di cronaca recenti ci portano alla luce come stato e mafia siano legate a doppio filo, ed è davvero difficile spezzare questo legame.

Presentatevi ai nostri lettori. Chi siete e quali obiettivi intendete perseguire?

L’associazione 100 Passi nasce dalla voglia di un gruppo di giovani siracusani di creare un luogo dove si potesse discutere di temi riguardanti l’antimafia, dove si potessero creare degli spazi di inclusione sociale, attraverso progetti e attività socialmente utili; abbiamo per anni portato avanti diversi progetti soprattutto nelle periferie della città, dove la criminalità ancora oggi trova terreno fertile. 

L’associazione ringrazia La Civetta di Minerva per lo spazio concessoci e approfitta di questo spazio per chiedere a coloro che il prossimo 10 Giugno si prepareranno a governare questa città di impegnarsi a creare spazi sociali e inclusivi nelle periferie, oltre che firmare dei protocolli sulla legalità, visto anche i recenti e preoccupanti atti intimidatori avvenuti nei confronti dei negozianti e delle attività commerciali.

Abbassare la guardia significherebbe arrendersi a volere di imbecilli che lavorano e guadagnano solo con la fatica di altri, capaci solo ad usare armi e intimidazioni. Forse pensano di essere invincibili ma di invincibile non hanno nulla, sta a noi prendere coscienza e fare del nostro meglio per migliorare la società in cui viviamo.

“La mafia uccide, il silenzio pure” (Peppino Impastato).