“E’ lui che stila il profilo di responsabilità dei clienti e il grado di conoscenza e vicinanza ai nostri valori”, “Fondamentale per l’impresa richiedente un reale impatto positivo per la collettività e nei territori in cui opera”

 

La Civetta di Minerva, 27 aprile 2018

"Banca Etica è la prima banca italiana che si è dotata di un'istruttoria socio-ambientale all'interno della valutazione di merito creditizio. Si tratta di un'analisi finalizzata a raccogliere e valutare le informazioni di natura sociale e ambientale relative alle imprese che chiedono un finanziamento. Nello specifico questa istruttoria integra e completa l'analisi economico-finanziaria, fornendo elementi di conoscenza sul valore sociale dell'attività da finanziare, sulla coerenza con i valori di riferimento della banca stessa e sulla credibilità del soggetto affidatario, rappresentando inoltre l'occasione per comunicare e trasmettere i valori della finanza etica e dell'economia civile".

Questo è quello che leggiamo sul sito della banca, ma parliamone con Luigi Latina coordinatore del GIT (gruppo di iniziativa territoriale dei soci) della Sicilia sud est che comprende la provincia di Siracusa e Ragusa e la cui sede è all'Arci di Siracusa, in piazza Santa Lucia.

Questa istruttoria socio-ambientale a chi è affidata?

Al Valutatore Sociale, egli ha il compito di: ricercare e raccogliere informazioni sull'organizzazione richiedente il finanziamento; compiere la visita presso il cliente che chiede un affidamento; poi chiedere un parere al GIT nell'esaminare e rispondere se è a conoscenza di qualcosa in merito a quell'impresa. Infine termina il suo lavoro con la compilazione di un report completo di giudizio finale che sarà inviato alla filiale di riferimento.

Chi svolge questo ruolo abbastanza delicato?

È eseguito da un socio volontario, che viene scelto fra i membri del GIT. Il socio deve superare il percorso formativo di accreditamento e avere buone capacità relazionali e sociali. Per Banca Etica il processo di Valutazione è uno dei principali strumenti che contraddistingue il suo modo di fare banca rispetto a quello del sistema finanziario tradizionale. Inoltre, vogliamo ricordare che in Banca Etica contano molto i soci, che non sono solo dei semplici azionisti di un'impresa cooperativa. Bisogna considerare che l'Istruttoria Socio - ambientale che va a valutare il profilo di responsabilità socio-ambientale dei clienti e il loro grado di conoscenza e vicinanza ai valori promossi da Banca Etica, porta a evitare, almeno nella maggioranza dei casi, i rischi di stima e considerazione derivanti nell’affidamento a imprese che mettano in atto comportamenti contrari ai valori che la Banca promuove.

In sintesi qual è il processo creato da Banca Etica per la richiesta di crediti?

È un processo che si articola in tre principali momenti: le imprese che richiedono un finanziamento compilano un questionario che contiene un set di domande (quali governance, trasparenza, pari opportunità, ambiente, salute e sicurezza), in base alla specificità dell'impresa (ONG, Fondazioni, Cooperative, Cooperative Sociali, Ditte individuali, ecc.). C'è poi l'analisi sociale del bilancio con gli addetti fidi di Banca Etica che analizzano i bilanci delle organizzazioni richiedenti, rilevando elementi di criticità sia sul piano economico sia sociale; infine, avviene la valutazione socio-ambientale, in cui entra in gioco il valutatore sociale, che si basa su un’intervista al cliente a proposito degli aspetti socio-ambientali più rilevanti della sua attività. Poi, dopo l'intervista realizzata nei locali dell'impresa e la richiesta di eventuali osservazioni al nostro GIT, il lavoro del valutatore si conclude con la compilazione di un report completo di giudizio finale che sarà inviato alla filiale di riferimento.

La formazione che riceve il Valutatore Sociale è adeguata?

Certamente, perché essa non termina mai. Dopo quella iniziale vi sono altre durante il suo percorso fra incontri nazionali e d'area e anche online.

Ma finora quale risultato ha portato questo modo d'operare di Banca Etica?

Ci ha consentito di finanziare soltanto imprese che producono bene comune e abbiano un reale impatto positivo per la collettività e nei territori in cui svolgono la loro attività. Una prova tangibile proviene dai dati che dimostrano la validità di questo sistema, uno per tutti è quello che Banca Etica ha livelli di sofferenze, quindi di finanziamenti non restituiti, ben al di sotto della media del sistema creditizio tradizionale.

Come si può constatare la valorizzazione del ruolo del valutatore?

La nostra valorizzazione è di avere sempre più soci, perché è dal denaro delle azioni dei soci che la banca può emettere fidi; noi non eseguiamo nessuna operazione di speculazione. Per questo chiediamo nelle imprese richiedenti finanziamenti il diventare soci da parte dei lavoratori, dirigenti dell'azienda.

Il gioco in borsa, la speculazione finanziaria, le tante operazioni spesso illecite sono oramai prassi quotidiana per la maggioranza delle banche con i risultati catastrofici che conosciamo, avere tanti istituti di credito a rischio. Leggiamo che perfino il "Sole 24 ore", giornale della confindustria, dichiara che mantenere tutto il denaro su un unico conto corrente in un’unica banca è molto rischioso, perché dopo l’approvazione della legge sul bail-in c'è il rischio che la liquidità dei correntisti può essere utilizzata per gestire il risanamento dell'eventuale banca in crisi a prescindere dalla tutela dei depositi fino 100 mila euro. Sono necessari, continua il giornale, degli accorgimenti come la verifica della solidità finanziaria dell'istituto (parametro CET 1).

All'opposto in Banca Etica tutto è trasparente e il percorso del proprio denaro è online in tempo reale.

Perché Banca Etica già alla sua fondazione quindici anni fa…

Affermò di muoversi con la netta distinzione da quelle d’investimento, dette anche banche d’affari, che oggi sono la grande maggioranza, i cui risultati diventano quelli di arricchire la speculazione finanziaria e impoverire i risparmi di tanti piccoli correntisti.