Cosa si deve chiedere al futuro sindaco per tutelare la salute dei siracusani. Le cinque proposte dell’esperto del nostro giornale

La Civetta di Minerva, 13 aprile 2018

Nella corsa affannosa di una moltitudine di soggetti che si propongono come sindaci o consiglieri, convinti di poter dare una svolta a questa città, mi pongo tanti quesiti e, quasi, mi piacerebbe poter dire la mia. Con più di quaranta anni di professione alle spalle, potrei illudermi di capire certi meccanismi che giocano il proprio ruolo nel campo della salute. Non è certo che questo pedigree garantisca buone idee e soluzioni efficaci. Oggi basta un leone da tastiera, che non ha mai terminato gli studi, per dettare proclami e definire strategie migliori. Quando, quasi fosse un contrappasso divino per tappare le bocche dei somari, poi, arriva a Siracusa un’epidemia di morbillo che falcidia grandi e bambini, il leone da tastiera, che voleva convincere noi medici che i vaccini facevano male e danneggiavano i bambini a beneficio delle multinazionali del farmaco, si caga sotto e chiede se può fare subito il vaccino per il morbillo.

Proprio per tentare di mettere un punto fermo, prima che altri pluri-laureati su Google ci dettino il programma per tutelare la salute dei siracusani, consentitemi di esprimere alcune considerazioni.

Mi piacerebbe che il futuro Sindaco prendesse sul serio il suo ruolo di prima autorità sanitaria della città. Siracusa ha bisogno di cure particolari e di moltissima attenzione.

Per esempio, ha necessità assoluta di un nuovo Ospedale, se ne parla da più di venti anni e ancora non si vede neanche la sede dove dovrebbe nascere.

Un sindaco per bene non potrà non vedere le nuove e vecchie povertà che incombono prepotenti. Non potrà far finta di non sapere che a Siracusa la sanità è negata dalle liste di attesa, che senza denaro dato al privato non c’è speranza di curarsi in tempo. Che continua lo scandalo dell’”intramoenia”, per cui solo chi paga il triplo salta le liste di attesa.

Magari, qualora avesse un po’ di fegato, potrebbe procurarsi una valutazione delle azioni promosse dai manager generali e sanitari dell’Azienda Sanitaria Provinciale locale per capire come la città rimanga immobile mentre tutti fanno credere di raggiungere obiettivi e successi quotidiani.

Quanto mi piacerebbe un sindaco che dia voce a quelle verità ignobili che ogni siracusano conosce e sconta sulla propria pelle quando è malato!

Se poi questo Sindaco che verrà volesse farsi amare non solo dai concittadini di quest’epoca ma anche dai siracusani che devono ancora venire al mondo, fino al prossimo secolo, dovrebbe intestarsi a combattere e sconfiggere cinque grandi ipoteche sul futuro dei cittadini siracusani:

  • La presenza in mare di enormi quantità di mercurio, sversate impunemente sottocosta dalle industrie chimiche.Bisogna mettersi in testa che se non cerchi malattie rare non le trovi. E’ immediatamente necessario un Monitoraggio prospettico degli effetti a distanza del mercurio nell’ambiente e sulle persone.
  • La presenza nel territorio di una fabbrica dismessa di materiali in amianto e di molti manufatti ancora facenti parte di costruzioni o dispersi come rottami sul territorio, che ci impongono interventi di grande impatto per prevenire tumori che impiegano venti o trent’anni per insorgere e che non danno scampo.
  • La presenza di uno sversamento pluridecennale di un depurato di pessima qualità nel bacino del Porto Grande, zona di enorme interesse naturalistico, destinata alla riproduzione di vegetali marini, pesci e molluschi. Bisogna al più presto interrompere il flusso dentro il porto grande e promuovere il monitoraggio dello stato di salute e riproduttivo della popolazione esposta a grandissime quantità di farmaci e sostanze chimiche presenti nel depurato, proveniente da un impianto obsoleto e inefficace. Insomma, alfine, suvvia… bisogna smettere di dire che abbiamo uno dei mari più belli d’Italia, un porto meraviglioso che sarà il nostro futuro! Bisogna sbracciarsi immediatamente per salvare quello che resta di un patrimonio di bellezza che ci stiamo mangiando, togliendolo ai nostri figli e nipoti!
  • La presenza d’impianti industriali obsoleti e inquinanti a nord della città e tutela della salute di tutta la cittadinanza in caso di nubi tossiche provenienti da incendi ed esplosioni di gas o carburanti, in assenza di vie di fuga.
  • La presenza di un alto rischio sismico con tutto quello che ne consegue.

Gli ultimi due punti mettono fra le necessità di salute pubblica la costruzione immediata delle vie di fuga dalla città. L’ospedale deve stare proprio dove le vie di fuga consentono un trasporto veloce, immediato e agevole delle vittime di eventi tragici.

A distanza di cinquant’anni non vedo nulla di tutto ciò non solo realizzato ma neanche ipotizzato. Ne deduco che il sindaco, in questa città, sarà il primo a essere indagato in caso di calamità per non aver predisposto nulla a tutela della salvezza dei cittadini.

La moltitudine dei concorrenti ha considerato tutto ciò? Dal momento che troveranno solo debiti quando s’insedieranno, sono certi che valga la pena rischiare? Quanti, dei volenterosi salvatori della città, hanno la stoffa degli eroi? O non sono, piuttosto, eroi i poveri padri e madri di famiglia che remano ogni giorno controcorrente per portare a termine il loro compito di genitori, lavoratori, cittadini ligi e responsabili, in una città che ha perso da qualche tempo il volto della vivibilità?

Insomma siamo partiti dalla salute per parlare di eroismo! Direi con Bertolt Brecht, “Sventurata la terra che ha bisogno di eroi!”

Post scriptum. 1) Al primo ottuso ottimista che grida all’allarmismo ingiustificato in questo mio scritto, prometto una tirata d’orecchie in piazza Duomo, a mo’ di esecuzione su pubblica piazza di borbonica memoria. Si può essere liberi di non studiare e di vivere alla giornata ma tutte le situazioni qui citate sono oggetto di processi e di denunce a tutti i livelli. La colpa non sta nel descrivere e denunciare ma nell’ignorare. Spero sia chiaro a tutti.

2) Ho sentito per caso il programma in sanità di un candidato di vecchia esperienza politica. Pur di dire la sua e di impedire alcuni ventilati abusi di concorrenti politici nella scelta del terreno su cui costruire il nuovo ospedale, propone un luogo scontato perché gratuito (apparentemente), già imbottigliato fra i condomini selvaggi nati dappertutto per soddisfare le voglie di imprenditori rapaci che hanno fatto scempio del territorio siracusano. Un nuovo ospedale che serva veramente ai siracusani deve essere servito da vie d’accesso e di fuga talmente grandi e veloci che consentano di salvare le vite e di non far morire gli ammalati o i feriti nelle ambulanze imbottigliate nel traffico.