Prima di sparare sull’euro e sull’Europa meglio riflettere. Anche l’economia, la matematica e le malattie non sono democratiche. L’imperizia è pericolosa

La Civetta di Minerva, 30 marzo 2018

C’è una grande necessità di serietà e capacità per salvare il welfare italiano. In grande pericolo quello siracusano, se consideriamo lo stato attuale delle strutture e la mancata realizzazione dell’ospedale.

Abbiamo bisogno che qualcuno ristabilisca regole chiare e cominci dalle piccole cose per restituire fiducia prima agli operatori sanitari poi, soprattutto, ai pazienti. Non c’è medico, infermiere, operatore socio-sanitario che affermi serenamente di fare al meglio il proprio lavoro. Si lavora con usura e stress, in piena conflittualità reciproca e con il cittadino utente. Quest’ultimo esce regolarmente sconfitto nelle sue aspettative di salute. Quando, come spesso accade, deve pure pagare cifre esose per vedersi applicare una medicina frettolosa, autoreferenziale, senza rispetto della sofferenza altrui, capisce che il welfare è finito. Pagando qualcosa in più la prossima volta troverà nel privato risposte migliori, maggiore rispetto, gentilezza, efficienza e pulizia.

Quando il privato va in agevole concorrenza con questo simulacro di sanità pubblica ecco che già s’infiltra il cancro nelle carni del Servizio Sanitario Nazionale. Continuando su queste tracce, in poco tempo si dissolverà. Giacché i morti non si resuscitano ancora, bisognerà pensarci bene. Innanzitutto perché il reddito dei cittadini siciliani è precipitato in basso, eroso alla base dalla scomparsa del lavoro e, lungo il percorso, da chiunque possa emettere bollette, multe, imposte, ticket, affitti, tasse universitarie e ogni tipo di balzello.

Se pensiamo al numero di esercizi commerciali scomparsi in questi ultimi dieci anni e a tutte le persone che traevano reddito dalle attività che vi si svolgevano, sappiamo già che gran parte dei cittadini non ha la possibilità di curarsi. Non voglio neanche considerare quali pensioni e sanità vedrà un giovane che non ha mai lavorato.

E’meglio specificare che le responsabilità non sono così facili da individuare. Far dirigere da un manager di altissime capacità un grande albergo senza assumere cameriere, cuochi, senza sostituire gli arredi disastrati o sporchi, senza investire in qualità, risparmiando sin oltre il massimo sulle attrezzature necessarie per il buon funzionamento di tutti gli apparati, non può che produrre il degrado e il fallimento delle attese dei clienti.

Il definanziamento progressivo della sanità pubblica, cominciato ben oltre il momento storico in cui si ufficializzò la crisi nel 2007, conduce a quel che viviamo ora.

IL CUORE DEL SISTEMA SANITARIO ITALIANO ANCORA BATTE - L’Italia ha avuto finora un atteggiamento politico e una flessibilità tale da adattarsi alla non sostenibilità del sistema in maniera veramente apprezzabile. Con tutte le carenze e i danni arrecati al modello pubblico universale, mentre alcune realtà regionali che partivano da una condizione di efficienza e servizi migliori hanno retto meglio al definanziamento, le regioni fragili, sguarnite, rapinate, male amministrate sono al lumicino. Quello che già prima zoppicava vistosamente ora ha buchi e disfunzioni paurose, tanto che lavorare in certe condizioni di disorganizzazione e mancanze di personale e mezzi diventa pericoloso, non solo per il cittadino ma anche per gli operatori sanitari.

In tutte queste difficoltà, con una migrazione sanitaria importante che ci depaupera ancor di più e rende l’aereo, piuttosto che l’ospedale, il presidio più efficace per il malato, non possiamo non citare un miracolo tutto italiano. Come si sa, sono stati scoperti, dopo decenni di ricerche, una serie di farmaci in grado di eliminare il virus dell’epatite C, una malattia pericolosa e molto diffusa in Italia e in Sicilia. I prezzi di questi farmaci sono astronomici. Nonostante le gravi difficoltà del paese e il definanziamento della sanità, grazie alla sensibilità del ministro Lorenzin e del governo, alla gestione impeccabile dell’Agenzia Italiana per il Farmaco, tutti i malati italiani, in ordine decrescente per gravità, hanno già avuto e avranno uno stanziamento di circa 4000 euro a testa, destinato ai farmaci antivirali per aver salva la salute e la vita.

Altro miracolo politico ed economico consiste nel riuscire a comprare e a praticare ogni anno i vaccini per tutti, anche quelli per malattie che prima non vaccinavamo. Nonostante l’onda di “fake news” ben orchestrata contro  questi presidi, siamo riusciti a coprire nuovi rischi e estendere a molti più cittadini queste preziose coperture. Ricordo che anche a Siracusa vi è una piccola epidemia di morbillo e che gli adulti rischiano molto se colpiti da questa malattia, altrove scomparsa. Persino insegnanti hanno dovuto essere ricoverati per il contagio.

Un privato avrebbe mai fatto un tale miracolo senza ricavarci nulla? Un privato si prenderebbe carico dei costi enormi delle malattie croniche, dei tumori, la cui sopravvivenza residua è ormai così alta da avvicinarsi a quella di una persona senza il tumore? Non vi è alcun dubbio che la conquista del sistema sanitario italiano, oggi quarantenne, non può essere perduta. A maggior ragione oggi che la popolazione invecchia e la gioventù non ha lavoro.

La sanità italiana si regge su incertissime risorse e, di fatto, a causa di un prodotto interno lordo troppo basso da undici anni, è sull’orlo del tracollo. Salvo che qualcuno non conosca un modo di far soldi vendendo parole, bufale, sparate a caso, allarmismi e giudizi su cose e persone un tanto al chilo, io suggerirei di stare molto  attenti a certe promesse prive di ogni copertura economica.

D’altra parte, poiché i soldi per pagare la sanità e le pensioni provengono dalle tasse, avrei ed ho una forte preoccupazione per il successo di forze politiche di estrema destra e populiste che sproloquiano di riduzione delle tasse a una popolazione di evasori manifesti, già tristemente noti per le multe che si sono fatte appioppare dall’Europa e che, poi, hanno scaricato sulla fiscalità generale quando erano al governo. Insomma quando la nave è vecchia e malridotta, le abilità dei comandanti devono centuplicarsi per non mandarci tutti a fondo.

I nuovi volti di chi sceglierà i comandanti non sono affatto rassicuranti. Eppure il popolo li ha scelti pur di liberarsi da una classe politica ormai francamente deludente e invisa ai più. Si sceglie sempre Barabba. Speriamo che il ragionare con la pancia e la mancanza assoluta di cultura e preparazione personale non rompano quel che resta di una creazione titanica che assicura salute e pensioni a chi ha debiti paurosamente elevati e non potrebbe permetterseli. Se qualche ottimista non ci crede, basta informarsi su quel che è avvenuto in Grecia: tagli ai diritti acquisiti, riduzione notevole delle pensioni, degli stipendi e delle prestazioni sanitarie.

Sembra che la nostra Sicilia abbia conti pericolosamente sballati e risorse minori della Grecia. In sostanza noi prendiamo pensioni e sanità solo se qualcuno ci finanzia il debito. Prima di sparare sull’euro e sull’Europa meglio riflettere.

Se prima ho dimostrato che la scienza non è democratica, non costringetemi a dimostrare che neanche l’economia, la matematica e la malattia lo sono. Siamo seri prima che sia troppo tardi!