Intervista all’avv. Umberto Di Giovanni: “Fu il più fiero oppositore degli interessi del grippo Frontino”, “Dopo otto anni la giustizia si è espressa: il fatto non sussiste. Ma mio fratello era già morto”

 

La Civetta di Minerva, 30 marzo 2018

Avvocato Di Giovanni, recentemente, ricostruendo la storia del cosiddetto Sistema Siracusa, abbiamo voluto ricordare il coinvolgimento del tutto inaspettato di suo fratello, l'avvocato Ettore Di Giovanni. Vuole chiarire le connessioni tra quello che oggi definiamo "sistema" e quell’incriminazione nel 2009? Allora suo fratello era componente della Commissione Urbanistica.

L’accusa ingiusta mossa nel 2009 dall’allora pubblico ministero Maurizio Musco (già condannato per altre vicende con sentenza definitiva per abuso di ufficio)  era, inizialmente, quella di avere costretto il segretario della commissione  urbanistica a falsificare il verbale di seduta che riportava la relazione fatta dall’Ingegnere Borgione sulla sua attività, sfociata nella comunicazione di rigetto della richiesta del gruppo Open Land-Frontino di realizzare una costruzione per usi commerciali. Quell’accusa, ingiusta, lo ribadisco, e il processo che ne è seguito, conclusosi il 22 giugno 2017 con l’assoluzione di Ettore "perché il fatto non sussiste", vanno inquadrati nella battaglia politica che Ettore ha condotto da sempre, e per tutta la sua vita, per la tutela del patrimonio storico-archeologico di Siracusa e, specificamente,  della zona interessata dal parco delle mura dionigiane della zona dell’Epipoli, sottoposta a vincoli.

In quei luoghi si scontravano le esigenze di tutela e salvaguardia di quel territorio, inflessibilmente difese da Ettore, sia da consigliere comunale che nel periodo in cui fu vicesindaco ed assessore all’Urbanistica, dal 1994 al 1996, e i corposi interessi del gruppo Open Land-Frontino.

Oggi è stato possibile avere le pronunce che hanno accertato come la pretesa dei Frontino di costruirvi per uso commerciale fosse, in realtà, illegittima, così come sostenuto nella battaglia incessante e indomabile di Ettore, in consiglio comunale come sulla stampa e in tutti i suoi interventi pubblici.

Certo ora la luce che getta la scoperta del c.d. “sistema Siracusa” sulle accuse di rilevanza penale che venivano mosse a chi si opponeva alle pretese  dei clienti di Calafiore e  Amara rende da un lato ancora più inquietante la vicenda processuale nella quale fu trascinato, ingiustamente, Ettore  e dall’altro lato più luminosa la sua piena assoluzione, purtroppo intervenuta solo nel 2017 benché proprio Ettore avesse chiesto, già nel 2009, il giudizio immediato, forte della sua certezza di giustizia.

Può ricordare come sono andate le cose, che cosa veniva contestato a Ettore?

Ettore, nel condurre la sua coerente battaglia politica contro quegli interessi, che sapeva pregiudizievoli per il patrimonio culturale e paesaggistico della città, era ben cosciente di essere esposto a rischi di ogni genere, anche per “avvertimenti e consigli di prudenza” fattigli pervenire, ma lui non si è mai preoccupato del proprio interesse personale cui ha sempre anteposto il bene di Siracusa, a qualunque costo.

In quel momento, nel 2009, era particolarmente infuocato il clima di quella vicenda poiché il dirigente dell’ufficio tecnico aveva dichiarato pubblicamente, nel corso di una seduta della commissione urbanistica, di avere già notificato al gruppo Frontino l’atto di diniego del permesso di costruire perché non concedibile secondo legge e di averlo fatto entro i termini, mentre gli interessati sostenevano che la notifica di tale atto di diniego non era pervenuta loro nei termini. Assai singolarmente, mentre il dirigente, l'ingegnere Natale Borgione, in tutte le sedi ha sempre confermato di avere detto nella seduta della commissione urbanistica che l’atto di diniego era stato da lui notificato entro i termini, da parte dei giornalisti si ventilava che nel verbale sommario della seduta della commissione appariva scritto dal segretario che il dirigente avrebbe comunicato in commissione urbanistica di aver notificato il diniego “a termini scaduti” (il che era privo di senso perché in contrasto con il tenore complessivo delle dichiarazioni del dirigente inequivocabilmente nel senso di assicurare alla commissione urbanistica che l’ufficio aveva ritenuto non concedibile quanto richiesto, perché in contrasto con  le norme vigenti, e aveva notificato il diniego nei termini).

In una seduta successiva della commissione urbanistica, dedicata a tutt’altro, si era scoperto che il segretario aveva scritto nel verbale di cui si è detto “a termini scaduti”, e numerosi consiglieri, tra cui Ettore, avevano fatto presente che il segretario aveva, evidentemente, scritto il contrario di quanto aveva dichiarato l’ingegnere Borgione e avevano chiesto che si procedesse alla correzione del verbale (ovviamente nei modi di legge), riportando fedelmente la dichiarazione fatta dal dirigente di avere notificato il diniego nei termini di rito.

Il segretario della commissione urbanistica successivamente e per i fatti suoi aveva  corretto l’espressione (“a termini scaduti”) ma sovrascrivendoci “sempre nei termini prima della scadenza”.

Nulla pertanto che potesse configurare qualsiasi ipotesi di reato riferibile in alcun modo ad Ettore. Invece, improvvisamente, nel novembre del 2009, il pm dottor Musco incriminava il solo avvocato Ettore Di Giovanni per il gravissimo reato di falso in atto pubblico “perché, quale componente della commissione urbanistica del Comune di Siracusa, nell’esercizio di tali funzioni e con ruolo di istigatore, alterava falsificandolo il verbale della predetta commissione del 26 ottobre 2009, inducendo il segretario della commissione Serra Emanuele a modificare il periodo “intanto a termini scaduti viene notificato alla dottoressa Rita Frontino l’atto di negazione” nel seguente periodo “intanto sempre nei termini prima della scadenza viene notificato alla dottoressa Rita Frontino l’atto di negazione con l’aggravante  di cui al comma 2 dell’art. 476 c.p.”.

Ipotesi di reato punibile con pena fino a dieci anni!

Come l’ha presa Ettore?

Dinanzi a tale ineffabile incriminazione, Ettore ha respinto sdegnatamente le accuse e ha chiesto che si procedesse a giudizio immediato perché la giustizia conclamasse la sua innocenza, ma purtroppo il processo si è potuto celebrare solo dopo la sua scomparsa.

Avvocato, ma come poteva essere riferita a suo fratello l’ipotizzata falsificazione del verbale da parte del Serra?

Evidentemente in alcun modo, ma ciò avrebbe dovuto essere chiaro a tutti sin dall’inizio e, ovviamente, anche al dottor Musco. E’ inquietante il pensiero che i Frontino, per i quali inizialmente si preannunciava l’intenzione di costituirsi parte civile, fossero rappresentati da quell’avvocato Calafiore, oggi detenuto per il cd “sistema Siracusa”, che nell’inchiesta sul sistema Siracusa, insieme con l’avvocato Piero Amara (anch’egli detenuto per gli stessi fatti), è risultato condizionare pesantemente  l’azione della giustizia ottenendo o inducendo a incriminazioni contro gli oppositori agli interessi dei loro clienti, in particolare del gruppo Frontino, incriminazioni poi accertate come del tutto infondate.

Lasciamo parlare, comunque, la sentenza di assoluzione di mio fratello: “Orbene, sulla base di tale ricostruzione del fatto, e a prescindere da ulteriori valutazioni sull’elemento soggettivo, appare con evidenza come il Di Giovanni non abbia preso parte alla condotta di falsificazione. Ciò che il professionista chiedeva al segretario era di ripristinare negli atti quella che egli riteneva essere una verità fattuale. Orbene, la responsabilità tecnica per le modalità di una verbalizzazione o di una successiva correzione, compete interamente al segretario che vi provvede. Il Serra, invero, avrebbe dovuto redigere nuovo verbale aggiuntivo, ovvero annotare in calce al verbale precedente che alcuni consiglieri avevano riportato delle circostanze diverse. Avrebbe infine dovuto datare e sottoscrivere l’aggiunta nel momento in cui vi procedeva… il segretario Serra pertanto avrebbe ben potuto accondiscendere alle richieste del Di Giovanni, ma avrebbe dovuto procedere con diverse modalità tecniche, integrando il verbale anziché cancellando e sovrascrivendo. La scelta di modalità tecniche errate e non conformi al sistema normativo  appare imputabile solo al soggetto che vi provvedeva e che ne aveva la responsabilità tecnica. Appare invece evidente che la condotta del Di Giovanni fosse finalizzata a ripristinare la (sua) verità, ma non anche a dettare quelle specifiche modalità tecniche di redazione del verbale. Modalità nelle quali si è sostanziata la condotta incriminata. PQM, visto l’art. 129 comma 2 c.p.p (lo può riportare in stampatello per cortesia? - DICHIARA NON DOVERSI PROCEDERE NEI CONFRONTI DI  DI GIOVANNI ETTORE IN ORDINE AL REATO ASCRITTO IN QUANTO DAGLI ATTI RISULTA EVIDENTE CHE IL FATTO NON SUSSISTE”

Ciò che era evidente sin dal primo giorno è ora consacrato dalla sentenza costituente giudicato!

Ma chi ripagherà Ettore dell’ingiustizia subita? E qualcuno indagherà sulle possibili connessioni con il c.d. “sistema Siracusa”?

In nessun modo è possibile ripagare dell’ingiustizia, per tanto tempo sopportata da mio fratello, tanto più  dopo la sua scomparsa. Ma credo di dover dire che il fatto che Ettore non abbia mai desistito dalla sue battaglie indomabili per il bene di Siracusa e neppure dal 2009 alla sua morte nel 2014, dimostra che la sua forza morale era tale da vincere su ogni tentativo di intimidirlo. Certo, ritengo che sarebbe giusto che chi, come la Sicilia di Catania, sbatteva nella prima pagina nazionale e con foto a colori  “la notizia” dell’incriminazione pubblicasse oggi con la medesima foto la sentenza di assoluzione e si interrogasse  anche a tal proposito sul cd “sistema Siracusa”.

Ma ciò è prerogativa della stampa libera e l’autore del servizio sull’incriminazione è stato posto agli arresti domiciliari nell’indagine sul sistema Siracusa.

La città di Siracusa con il suo calore popolare ogni volta lo si nomini, e la stampa libera e i politici tutti che lo hanno conosciuto, siano essi amici o avversari, hanno dimostrato sia con le parole che con i fatti di averlo sempre saputo innocente e coraggioso e disinteressato difensore della città.

Quanto alla magistratura mi auguro che faccia piena luce anche sulla vicenda di questa assurda incriminazione ai danni del più fiero oppositore degli interessi del gruppo Frontino.