“Per danni arrecati nel 1998 nel corso delle opere per l’ingresso ad Augusta”. L’ex sindaco preannuncia un altro incontro sulle autorizzazioni per nuovi impianti di smaltimento rifiuti

La Civetta di Minerva, 30 marzo 2018

Interessante la pagina del sistema di raccolta dei rifiuti solidi urbani che “da almeno 20 anni è in mano alla famiglia Quercioli di Siracusa, la quale è in rapporti da sempre con gli Amara”;  nonostante questo appalto fosse stato anche tra i motivi citati per lo scioglimento del Comune di Augusta esso è “continuato con i commissari e anzi si è rafforzato, con l’aumento di 600.000 euro l’anno concesso la vigilia di Natale del 2013 a cui la stessa commissione, di fatto, ha consentito di sfuggire alla tagliola del dissesto e alla falcidie del 40% a cui tutti i creditori oggi sono soggetti“. Questo sistema persiste tutt’oggi e “non posso non notare che da quando mi sono occupato di modificare lo status quo,  sono iniziate (sicuramente un caso) le mie difficoltà politiche amministrative e giudiziarie; appena iniziammo a preparare gli atti per cambiare la gestione della raccolta della spazzatura con una società mista, partirono gli anonimi”. 

La Procura di Siracusa il 18 Agosto 2004 aprì un fascicolo con titolare dell’inchiesta Maurizio Musco e l’iniziativa giudiziaria terrorizzò l’ambiente politico e paralizzò l’azione amministrativa, ingenerando in tutti il sospetto che si stessero facendo cose illegali; successe quello che voleva Amara:  bocciata la proposta di istituire una società mista per la gestione dei rifiuti, restò in piedi il vecchio sistema gestito dal Gruppo Quercioli, mentre la denuncia presentata alla procura contro i contenuti di un volantino anonimo viene archiviata su richiesta del PM Giancarlo Longo!

“A distanza di anni io parto da dati di fatto conclamati: i rapporti di frequentazione ed amicizia tra Musco e gli Amara e il rapporto solido tra questi ultimi ed i Quercioli”. “Oggi, alla luce dell’inchiesta di Messina, questi fatti messi uno dietro l’altro mi inquietano e mi fanno pensare ad un vero e proprio Sistema Amara”. Ma l’ex amministratore non si ferma e continua rivelando che “il 2.11.2017 la stampa riporta l’esistenza di indagini su Cassim - società del Gruppo Quercioli - da parte della Procura di Siracusa nell’operazione denominata “rifiuti zero” dove si ipotizzano reati di truffa, bancarotta e riciclaggio; tra gli 11 indagati vi sono anche Piero Amara e la di lui moglie; Cassim incassa 2.500.000 di euro dal Comune di Augusta su mandato del commissario ad acta mentre pare che il gruppo Quercioli abbia staccato bonifici sostanziosi per consulenze o servizi resi dalle società di Amara”; su questo le indagini sono tutt’ora in corso mentre, dal fascicolo giudiziario di Roma, emerge che l’Avv. Piero Amara è il legale di fiducia o abbia curato con le sue società di consulenza e servizi, gli affari della Ciclat, un colosso del mondo delle cooperative nel settore dei rifiuti e pulizie.

In particolare dall’OCC di Roma, nel capitolo riguardante la posizione del magistrato del Consiglio di Stato Riccardo Virgilio (socio in affari di Amara per 750.000 mila euro in una società di Malta), emerge che tra le sentenze o le ordinanze o i decreti cautelari sotto la lente di ingrandimento della Procura di Roma ce ne sono alcuni che avrebbero favorito per milioni e milioni di euro proprio la Ciclat, assistita dall’avvocato Amara o meglio dall’Avv. Attilio Toscano, professionista legato, vicino e socio di Amara.

Poi avanza sospetti sull’endorsement pubblicato sul Diario nei confronti della Di Pietro e dei 5 Stelle di Augusta affermando che “chi ha vinto ad Augusta l’appalto per 7 anni per 42 milioni di euro è proprio un’ATI (unica partecipante) in cui vi è l’immancabile presenza della famiglia Quercioli con  le società Pastorino ed IGM quali società mandatarie, con il know how dato dalla Ciclat. “Se io facessi politica chiederei al senatore Pisani, ex vice sindaco ed assessore proprio all’ambiente negli anni in cui si aggiudicava l’appalto, ex consulente del Sindaco, di cominciare la carriera parlamentare con una interrogazione parlamentare sul tema o chiedendo alla commissione parlamentare ambiente e rifiuti del senato di indagare visto che il catanese Pulvirenti evita sistematicamente di mettere il naso sulle questioni ambientali che questa città vive e non partecipi alle conferenze dei servizi per costruire nuove discariche ad Augusta o non proponga ricorso al TAR contro le autorizzazioni per costruire nuovi impianti di smaltimento rifiuti ma si occupi di questioni collaterali ai veri temi ambientali della città“

Con una punta di malizia segnala che, con delibera OSL del 29.1.2018 n.18, stanno per essere liquidati a Piero e Serafina Amara, figli di Pippo, circa 160 mila euro per i danni loro arrecati dal Comune a seguito della realizzazione dell’ingresso di Augusta avvenuta nell’aprile 1998. ”C’è da supporre che i 5 stelle siano davvero simpatici agli Amara”, dice Carrubba e conclude dando appuntamento a un altro incontro dove tratterà delle autorizzazioni per costruire nuovi impianti di smaltimento rifiuti.

Fin qui la conferenza stampa che abbiamo voluto riportare con dovizia di particolari e con molti estratti usando le parole dell’ex amministratore perché in esse si scorgono veri e propri atti di accusa che, se provati, riscriverebbero la storia politica della città degli ultimi 10 anni.

A margine della conferenza stampa sul tema rifiuti è doveroso registrare una presa di posizione dell’ex vicesindaco e assessore alle finanze Schermi che per avvalorare sospetti e compiacenze verso i gestori del servizio raccolta rifiuti afferma: “Le parole dell’ex sindaco Carrubba sollevano molti dubbi alla luce della mia esperienza da ex assessore al bilancio dell’Amministrazione in carica. Era l’estate 2015 quando, appena insediati, provai a rinegoziare i termini economici con i fornitori del Comune. Ci riuscii in larga parte per altri cespiti. Ma non riuscii a ridurre il costo del servizio raccolta rifiuti. Addirittura si pretesero gli arretrati per il servizio pulizia prestato al porto commerciale in occasione degli sbarchi liquidato per circa 32 mila euro, da settembre a dicembre 2015”. Schermi, quindi,  rammenta che l’utilizzo di un finanziamento europeo di circa 4 milioni di euro, concesso dalla Regione al Comune di Augusta per acquisto di auto compattatori che avrebbe consentito un cospicuo risparmio nell’assegnazione dell’appalto, fu rifiutato dal Comune per non cofinanziare la spesa con circa 700 mila euro.

Si arriva così al 18 febbraio 2016 quando, conclusa la gara,  venne  aggiudicato definitivamente il servizio di  raccolta differenziata. Dopo poche settimane l’assessore all’Ambiente e vicesindaco, Giuseppe Pisani,  rassegnò le dimissioni per motivi di salute. A fine agosto pervenne  ai miei uffici la richiesta di pagamento per un servizio raccolta rifiuti porta a porta che sarebbe partito solo a dicembre in maniera parziale. Obiettai che il servizio non fosse ancora partito, ma le vicende vollero che fossi sollevato dall’incarico di amministratore nel settembre del 2016”.

A questo punto è probabile che le cose non finiscano qui.