La Civetta di Minerva, 16 marzo 2018

Nei giorni scorsi abbiamo avuto modo di vedere, in televisione o sui nostri computer, le immagini di quelle due gentili donne che picchiavano la vecchietta a Trapani, che sputavano nella sua minestra e tenevano il piatto della poverina accanto al sacco della spazzatura. Poi abbiamo visto le maestre picchiare e strattonare bambini di tre, quattro, cinque anni, all'asilo. Poi abbiamo rivisto Trapani, con una coppia che picchiava e maltrattava dei vecchietti, imbottendoli anche di sonniferi per renderli ancora più indifesi e meno rumorosi durante la notte.

Che dire? Questi elementi non meritano commenti: è gentaglia e speriamo che paghino tutte le loro colpe e brucino all'inferno per tutti i secoli dei secoli. E' gente malvagia, priva di una vera coscienza, della consapevolezza, di un minimo di umanità. Non serve apostrofarli con tutti i peggiori termini che ci vengono in mente, perché tutti quei termini non sarebbero comunque abbastanza.

E allora la mia attenzione questa volta va ai vicini di casa di quei vecchietti, alle colleghe di quelle maestre manesche. Ecco, ancora di più mi fanno rabbia queste persone: ancora di più perché vestono i panni di persone per bene, che queste schifezze non le fanno e che mai alzerebbero una mano contro i vecchietti o contro i bambini, ma non alzano la mano nemmeno per fermare gli aguzzini.

Questi soggetti, che sentono i vecchietti urlare e non intervengono, che sentono le loro colleghe aggredire i bambini e non le fermano... Ecco, questi soggetti devono vergognarsi di esistere. Perché il loro silenzio è complice, il loro silenzio consente questi soprusi. Sono loro, che non agiscono, che non chiamano i soccorsi, che non denunciano, che non si espongono a consentire a quegli animali di agire indisturbati ai danni dei più indifesi.

Ed infatti, se qualcuno interviene le sevizie si arrestano, le torture finiscono, i soprusi cessano. Questi delinquenti, seppure la giustizia non li ferma per sempre, perdono il loro potere: smettono di insegnare, smettono di uscire per strada, smettono. I loro volti diventano pubblici, le loro miserie vengono sbandierate ai quattro venti, le loro facce inondate di insulti, seppure virtuali.

Ma se nessuno interviene, se sentendo le urla e le richieste di aiuto i signori di Trapani hanno preferito tapparsi le orecchie e, magari, chiudere le finestre.... Bene, loro, col loro colpevole silenzio, hanno contribuito a queste torture e, se io fossi il magistrato inquirente, non mi fermerei a dire "non potevano non sentire", ma li chiamerei alla sbarra tutti, uno ad uno, e chiederei loro conto di questa omissione.

Io vorrei che fossero resi pubblici i volti di questi soggetti, come quelli degli aguzzini, perché anche loro hanno contribuito a rendere la vita di questi poveretti un vero e proprio inferno. E dire che non sono stati loro a colpire non significa niente perché la loro vigliaccheria ferisce alla stessa maniera, e forse anche di più.