Il prof. Roberto Burioni, docente di Microbiologia e Virologia a Milano, all’ex Iena Dino Giarrusso che pretendeva un confronto sui vaccini: “Va bene. Prima si specializzi e poi parliamo”

 

La Civetta di Minerva, 16 marzo 2018

Eccezionale, per i tempi che viviamo, è la figura del professor Roberto Burioni: professore di Microbiologia e Virologia a Milano, ha intrapreso quasi per gioco, all’inizio, un’impegnativa attività su Facebook per contrastare un flagello ancora non ben valutato e conosciuto: quello dei somari sapienti, voraci mangiatori di bufale propalate dalla Rete.

Meravigliato e preoccupato dalle reazioni violente e insultanti di persone che, pur dichiarandosi non esperte in materia, contestavano duramente alcune sue affermazioni sulla sicurezza dei vaccini, il professor Burioni ha trovato un metodo e un linguaggio adeguato alla virulenza del social media, difendendosi e attaccando come un leone. Il fatto che il professore fosse un esperto mondiale di virus, batteri e vaccini, non contava nulla rispetto ai convincimenti degli analfabeti di ritorno, ammaestrati dai falsi grossolani che circolano sulla rete e da un degrado dei costumi tale che un Masaniello da tastiera può sputare in faccia a un luminare.

Se il fenomeno non avesse raggiunto, in Italia, dimensioni tali che già si contano morti per mancata vaccinazione, poteva trattarsi di puro folclore. Il problema, come ormai noto a molti, sta nel fatto che il cittadino indifeso culturalmente, rassicurato dal coalizzarsi in associazioni e movimenti non cristallini, ormai ha perso il riferimento naturale dell’esperto e si fida solo di quello che corre sulla rete. Non essendo assolutamente in grado di applicare il metodo scientifico, ormai in molti sono preda dei malfattori del Web. Persino il Ministero della Salute, preoccupato dall’enorme quantità di notizie false date per certe sul web, ha attivato un sito per dirimere le più o meno raffinate bufale che inquinano la Rete.

Sembra che ormai la contaminazione della verità si sia spinta così oltre che più di metà delle notizie sanitarie circolanti in rete sono false e tendenziose.

La scienza è democratica perché non ammette scorciatoie. Bisogna studiare. Non contano il denaro o la posizione sociale. Servono rigore, metodo e dati validi. Poi, però, ci sono aspetti che non si discutono. Come dice Piero Angela, la velocità della luce non si decide per alzata di mano.

E nemmeno la validità e l’utilità dei vaccini!

Spassosa la risposta del professor Burioni a chi gli contesta l’uso troppo frequente dell’epiteto “somaro”. Anch’egli si dichiara un perfetto somaro in tanti campi che non sono oggetto delle sue competenze ma, chiaramente, è così saggio da averne consapevolezza sempre. Arrogante non è chi studia una vita prima di aprire bocca, ma chi pensa di poterla spalancare dopo cinque minuti su Google. All’ex Iena Dino Giarrusso (un personaggio che qualcosetta ha combinato a Siracusa, appena trombato nella corsa alla Camera con il movimento cinque stelle), che pretendeva un confronto sui vaccini, il prof. Roberto Burioni ha dato questa risposta esemplare, definitiva: «Se parliamo di vaccini ci sono due possibilità: lei si prende laurea, specializzazione e dottorato e ci confrontiamo. Oppure - più comodo per lei - io spiego, lei ascolta e alla fine mi ringrazia perché le ho insegnato qualcosa. Uno non vale uno».

A chi ritenga arrogante questa risposta ribadisco che è, tristemente per noi, rivoluzionaria: altrove nessuno si sognerebbe di andare in contraddittorio a qualsiasi titolo con un esperto, se non da pari. Davanti alla scienza, quindi, la democrazia non esiste, non siamo tutti uguali.

Molto rilevante mi è apparsa la risposta del professore, forte di 300.000 seguaci su Facebook e, quindi, un boccone appetitoso per chi fa politica, al Segretario PD Renzi che gli ha offerto un posto da senatore. Pur ritenendosi onorato dall’offerta, ha deciso di continuare a fare lo scienziato e il divulgatore della vera scienza, non risparmiando i suoi strali contro i cialtroni. Ricordando “Stamina” e Di Bella ha segnalato una deriva pericolosa da fermare al più presto.

Su queste tracce da molti anni anch’io, nel mio piccolo, provo sempre a contrastare il cialtronismo, spero con qualche minimo successo e tanti nemici. Pare che strombazzare e litigare sia la regola che porta al successo, persino defecare in diretta davanti alle Iene pare porti ai vertici dello Stato. Lo segnalo timidamente al presidente della regione Sicilia Musumeci, che ha pensato di valorizzare l’enorme patrimonio artistico siciliano affidandolo al disinvolto, educato e “civilissimo” defecatore.

ULTIME NOTIZIE! - Splendida vittoria della scienza non democratica e autoritaria! Oggi, 12 marzo 2018, l’Italia esce dalla vergognosa condanna internazionale per non aver raggiunto la percentuale (95%) di vaccinati, richiesta per garantire la cosiddetta “immunità di gregge”. Rimane da colmare un piccolo gap sulle vaccinazioni per il morbillo e potremo respirare e non attenderci ulteriori morti per questa malattia che pareva sconfitta. Ricordo a tutti che l’Italia aveva avuto negli ultimi anni un avvilente calo dei vaccinati in generale. C’è voluto un decreto legge per fare invertire la tendenza e, in pochi mesi ecco la vittoria. Ricordiamo bene i personaggi scesi in campo per insultare il ministro Lorenzin e il governo cha ha obbligato alla vaccinazione i genitori. E’sembrato un attentato alla libertà degli stupidi creduloni genitori italiani che, abboccando a tutte le bufale, hanno causato morti e invalidi che potevamo evitare.

Un esempio di come l’ignoranza e la presunzione possano uccidere. Soprattutto una conferma di come si sia involuta l’Italia. In pochi paesi, ormai, è necessario fare una legge per vaccinare i bambini: i genitori hanno il civismo di fare spontaneamente i vaccini, sapendo di proteggere così non solo i loro figli ma la società intera. La democrazia può essere pericolosa più spesso che non si dica. Non tutti comprendono che i doveri vengono prima dei diritti e che prima di sputare sul piatto o sul cuoco bisognerebbe imparare a cucinare.