L’attuale Venerabile Maestro della loggia di Siracusa era testimone d’accusa nella denuncia di estorsione (poi archiviata per “infondatezza di reato”) presentata dal pluripregiudicato sodale dell’avv. Piero Amara contro il direttore e il vicedirettore della Civetta

 

La Civetta di Minerva, 2 marzo 2018

Il 17 dicembre 2011, all’indomani della seconda puntata dell’inchiesta della Civetta “Le relazioni pericolose della Procura di Siracusa”, il settimanale Il Diario diretto dal giornalista Pino Guastella (oggi ai domiciliari in seguito agli arresti per il cosiddetto Sistema Siracusa), uscì con un titolo di prima pagina, sei colonne corpo quarantotto: “Oddo e De Michele accusati di estorsione da quattro imprenditori siracusani”. Si seppe poi, dopo qualche mese, che a presentare la denuncia contro il direttore e il vicedirettore della Civetta non erano stati quattro imprenditori ma un solo soggetto, peraltro vicinissimo all’avv. Amara, arrestato insieme a lui a conclusione delle recenti indagini della Procura di Messina: Alessandro Ferraro, pluripregiudicato. Si avviò così un procedimento penale contro i responsabili del nostro giornale, sulla base di una ricostruzione di fatti costruita a tavolino, che venne poi facilmente smontata dagli inquirenti dei tribunali di Catania e Messina, ciascuno dei quali concluse chiedendo l’archiviazione per “infondatezza di reato”.

Per fare emergere che il direttore della Civetta avesse chiesto soldi all’avv. Piero Amara e alle sorelle Frontino per non pubblicare le notizie in suo possesso, Alessandro Ferraro, detto Sandro Napoli, registrava le conversazioni e le telefonate ricevute dai soggetti che facevano parte del suo cerchio magico, con attenzione maniacale per il giorno, l’ora e il minuto in cui il telefono aveva squillato.

Ma abbandoniamo per un attimo il signor Ferraro. Giorni fa, il Comune di Siracusa ha intitolato una via della città all’avv. Brandino, ex presidente della Camera Penale. Alla cerimonia ha partecipato anche il sig. Alessandro Spicuglia, “venerabile maestro della loggia massonica” siracusana. E’ stata una sorpresa per noi scoprire che il pubblicitario de La Sicilia avesse un così alto incarico nella Massoneria. E spieghiamo perché, riportando parola per parola quanto è contenuto nell’atto “di opposizione alla (prima, ndr) richiesta di archiviazione del PM” circa l’accusa di estorsione, presentato dallo studio legale Lipera (atto stilato e firmato dall’avv. Giuseppe Lipera, difensore di Alessandro Ferraro), depositato presso l’ufficio del GIP di Siracusa in data 28 gennaio 2013.

Nelle pagine 7, 8 e seguenti si legge: <… I contenuti delle conversazioni intervenute in data 16 dicembre 2011 dimostrano, contrariamente a quanto affermato dal Pubblico Ministero, che la decisione del sig. Ferraro di denunciare i titolari della rivista “La Civetta”, lungi dall’essere stata premeditata, è frutto di un preciso accadimento avvenuto proprio in quella data. E’ la sequenza delle conversazioni avvenute il 16 dicembre 2011 ad evidenziare in modo chiaro che in quel giorno viene tradito un accordo che nel passato era stato raggiunto dal sig. Ferraro con il sig. Oddo. Ed infatti. Alle ore 9:13 il sig. Roberto Pannuzzo informa il sig. Ferraro che il suo nome era stato citato dalla rivista “La Civetta” che lo avrebbe indicato come “faccendiere”. Alle ore 9:16 il sig. Spicuglia telefona al sig. Ferraro il quale immediatamente gli dice: “sembra che il tuo amico Oddo parli di me”. Il sig. Spicuglia, facendo riferimento ad un precedente appuntamento, risponde “lui non si è fatto vedere, mi ha fatto la rottura stamattina, ora più tardi ci vado a scuola, perché non mi risponde nemmeno al telefono”.

<Dal tenore della conversazione – scrive l’avv. Lipera - si evince che tra i sigg.ri Spicuglia, Ferraro ed Oddo, almeno fino alla data del 16 dicembre 2011, esistevano dei contatti e delle interlocuzioni. Questo è il senso dell’affermazione “lui non si è fatto vedere, mi ha fatto la rottura” (rottura di precedenti appuntamenti). Ad un certo punto della conversazione, il sig. Spicuglia invita il sig. Ferraro di andare a cercare il sig. Oddo: “ora lo cerchiamo. Appare allora evidente che alla data del 16 dicembre 2011 il sig. Ferraro aveva certamente un’interlocuzione con il sig. Oddo, anche attraverso il sig. Spicuglia, tanto che lo stesso gli dice: “ora lo cerchiamo”. E’ il sig. Ferraro, invece, che sentendosi evidentemente tradito rispetto ad un precedente accordo violato, afferma: che lo cerchi a fare, compare, ormai non lo cercare”…

Nella successiva conversazione delle 9:35 il sig. Spicuglia ribadisce “se non si sta facendo trovare un motivo ci sarà”. Anche tale espressione indirettamente conferma che prima del 16 dicembre 2011 esistevano tra il sig. Spicuglia, il sig. Ferraro ed il sig. Oddo dei contatti e delle interlocuzioni. Alle ore 11:48 il sig. Ferraro scambia degli sms con l’avv. Amara (si tratta di sms non notati dal Pubblico Ministero).

La circostanza che attraverso la pubblicazione dell’articolo datato 16 dicembre 2011 il sig. Oddo volesse dare un avvertimento al sig. Ferraro è poi confermata da una successiva conversazione intervenuta tra il sig. Spicuglia (nuncius dei rapporti tra il sig. Ferraro e i sigg.ri Oddo e La Rocca) e lo stesso Ferraro. In data 20 dicembre 2011, infatti, il sig. Spicuglia comunica al sig. Ferraro che il sig. Oddo gli aveva riferito che, a breve, sarebbe ritornato alla carica nel prossimo numero con articoli ancora più aggressivi: Spicuglia: “Mi sono dimenticato a dirti stamattina ho visto là Oddo”. Ferraro: “eh?”; Spicuglia: “mi ha detto che nel prossimo numero torna alla carica in maniera prepotente, che ha altre cose”.

E’ lecito allora chiedersi: per quale ragione il sig. Oddo, eroico giornalista che combatte per la libertà, avverte l’esigenza di mandare al sig. Ferraro un messaggio pseudo intimidatorio; per quale ragione il sig. Oddo preannunciava il contenuto dei suoi articoli evidenziandone al contempo la forte carica aggressiva? E per quale ragione proprio al sig. Ferraro?>

Ancora più avanti, a pagina 12,

<Al fine di dimostrare che il sig. Franco Oddo ha ottenuto dal sig. Alessandro Ferraro la somma di euro 10.000, 00 ed ha tentato di estorcere un’ulteriore somma di denaro, chiede di assumere a sommarie informazioni testimoniali: …il sig. Alessandro Spicuglia, nato a Siracusa il 15 ottobre 1956, affinchè riferisca se è mai stato il tramite di messaggi inviati dal sig. Franco Oddo al sig. Alessandro Ferraro… la sig.ra Rita Frontino… l’avv. Giuseppe Amara… il sig. Agostino Fiore>.

Un altro documento (del 5 marzo 2015) è quello dello "Studio Amara-Mangione & partners - Opposizione alla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura generale presso la Corte d'Appello di Catania (ndr, sempre sull'accusa di estorsione) presentata dall'avv. Alessandra Geraci, difensore di fiducia del sig. Alessandro Ferraro”. Nelle pagine 4/5, ella scrive… “Al fine di dimostrare l’esistenza di una continua interlocuzione tra il sig. Franco Oddo ed il sig. Ferraro, sino alla fatidica data del 16 dicembre 2011, chiede di assumere a sommarie informazioni testimoniali il sig. Alessandro Spicuglia, nato a Siracusa il 15.10.1956, affinchè riferisca se è mai stato il tramite di messaggi inviati dal sig. Franco Oddo al sig. Alessandro Ferraro in relazione ai contenuti di alcune pubblicazioni del giornale La Civetta…”

Insomma, già dal 2011 fino al marzo 2015, il signor Alessandro Spicuglia, oggi Venerabile Maestro della loggia massonica Archimede di Siracusa, è stato in rapporti significativamente amicali con il signor Alessandro Ferraro. Noi non sappiamo quando il sig. Alessandro Spicuglia è diventato venerabile maestro della massoneria siracusana ma sappiamo che a tale carica si accede con un percorso lungo. Riteniamo pertanto che sia utile indagare se con questo punto di congiunzione anche la cricca del Sistema Siracusa abbia avuto in essa importanti agganci.