Utilizzando la legge 30. Risposta della Presidenza del consesso a Salvatore Castagnino. Unica assunta post nomina Simona Princiotta

 

La Civetta di Minerva, 2 marzo 2018

L’amministrazione comunale di Siracusa ha subito negli ultimi due anni un attacco mediatico terribile. Si è intenzionalmente infangato l’operato politico e amministrativo della città. Il consiglio comunale tutto, senza aver distinto tra mestieranti della politica e persone per bene, è stato esposto alla berlina in tutta Italia. “La città più indagata d’Italia”, strillavano le Iene, guidate dal pifferaio Dino Giarrusso, amico degli avversari dell’amministrazione cittadina. Allora è tempo di fare chiarezza.

Uno dei decani del consiglio comunale, Salvatore Castagnino, ha voluto interrogare la Presidenza del Consiglio Comunale circa la presenza di consiglieri comunali dipendenti da enti pubblici o privati, per i quali il Comune di Siracusa è impegnato al rimborso degli stipendi dovuti alle società datrici di lavoro dei consiglieri stessi. Va da sé che un consigliere che non lavora presso l’azienda presso cui è stato assunto sia un costo insostenibile. Ecco che la legge interviene rimborsando l’impresa per lo stipendio corrisposto al lavoratore consigliere.

Il 20 febbraio scorso la Presidenza del Consiglio Comunale ha inviato una risposta precisa e circostanziata. Sui 40 consiglieri comunali, sono 13 quelli che, dipendenti di società private, impongono al comune l’esborso di rimborsi relativi ai loro stipendi. Dunque, ai costi relativi alla gestione del consiglio comunale, ad esempio i gettoni di presenza (ricordiamo ai lettori che nello scorso numero abbiamo riportato il costo annuale del consiglio comunale, pari a 258.000 euro) vanno aggiunti, per gli aventi diritto, i costi degli stipendi elargiti.

I tredici consiglieri comunali sono i signori Acquaviva A., Aloschi L., Armaro S., Burti C., Casella G., Cavarra S. (dimesso), Di Lorenzo E., Grasso A., Impallomeni G., Minimo F., Princiotta S., Sorbello S., Sullo L.

Con dovizia di particolari, è stata descritta la società datrice di lavoro e la data di assunzione di ogni consigliere. L’interrogazione del consigliere Castagnino era infatti orientata all’accertamento, oltre che delle aziende alle quali il comune eroga il rimborso dello stipendio, anche alla correlazione tra data di assunzione e nomina di consigliere comunale. Sicuramente possiamo affermare che su 13 consiglieri comunali impiegati in aziende private, un solo consigliere è stato assunto dopo la nomina di consigliere comunale. Trattasi della consigliera Princiotta S.

 

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