“I contenuti dei Vs interventi lasciano supporre che vi siate confrontati con un esperto in materie giuridiche, forse un Avvocato. Non sarebbe più trasparente rivelarne l’identità?”. Il direttore: “Qualche tempo fa, il sospetto dell’Assessore tarlò le menti anche dei dirigenti della Sai 8…”

La lunga lettera dell’assessore Rossitto, che pubblichiamo in questa pagina, termina con un post scriptum malizioso e vagamente offensivo: “I contenuti dei Vs interventi – vi si scrive - lasciano supporre che vi siate confrontati con un esperto in materie giuridiche, forse un Avvocato. Non sarebbe più trasparente rivelarne l’identità? Se così non fosse, chiedo perdono per il sospetto, vizio sul quale tornerò a farmi sentire più avanti, perchè sta pericolosamente inquinando la Ns comunità. Fermiamoci prima che sia tardi”.

Qualche tempo fa, il sospetto dell’Assessore tarlò le menti anche dei dirigenti della Sai 8 che, per contrapporsi alle documentate inchieste della Civetta contro la squallida gestione del servizio idrico, acquisirono mezza pagina del quotidiano “La Sicilia” per cercare di rintuzzare le nostre argomentazioni, tacciandoci persino di essere illetterati. Mal gliene incolse, perché nella nostra risposta confermammo con ulteriori particolari tutto quello che avevamo scritto e, in aggiunta, ci profondemmo in una breve lezione di italianistica con l’ausilio di testi pubblicati da importanti case editrici, tra cui (citato per ultimo, in fondo alla bibliografia) quello dell’autore dei nostri articoli. So per certo che l’irritazione di quei signori giunse all’acme quando il Nostro sviluppò sulla Civetta una completa analisi della sentenza del CGA. Ci piace ricordare che i quattro quinti delle motivazioni di revoca della concessione contenute nella delibera del commissario  Buceti sembrano mutuate dalle argomentazioni sostenute dal nostro collaboratore.  Non dubitiamo che il dott. Buceti sia arrivato da sé alla individuazione di tali motivazioni, pesanti come macigni, ma siamo orgogliosi del fatto che qualcuno nel nostro giornale tali argomenti li avesse già sviscerati. Correttamente.

In quell’analisi della sentenza e negli altri articoli il nostro collaboratore rivelava acume sottile e buone capacità di orientamento nell’interpretazione di norme del diritto amministrativo, che, unite al possesso di competenze, diciamo così, generali (in materia di macroeconomia, di diritto costituzionale e di altre bazzecole similari), ne fanno oggi un punto di riferimento per alcuni intellettuali siracusani che propugnano un radicale cambiamento delle politiche economiche del nostro Paese e dell’Europa.

Kramer contro Kramer! Già, perché anch’egli, come lei, si chiama Rossitto, Concetto per la precisione. Andato in pensione dopo molti anni di insegnamento di letteratura  e una decina d’anni di svolgimento della delicata funzione di dirigente scolastico, ha intrapreso una sua battaglia civica per la difesa dell’acqua e dei beni comuni, che lo ha visto approdare a una collaborazione costante quanto apprezzata con la Civetta, naturale esito di un impegno perfettamente in linea con l’orientamento del nostro giornale, dove si è occupato, numero per numero, della complessa questione del servizio idrico.  Servizio che, come il 97% degli italiani, egli ritiene e noi riteniamo debba rimanere pubblico di fatto e di diritto.

Già prima di lui (ed ancora oggi, in piena sintonia di orientamenti) di tale questione si è occupata e si occupa l’attuale vicedirettore della Civetta, Marina De Michele, una delle intelligenze più brillanti della stampa siracusana. Anch’essa impegnata nella scuola, insegnando nel liceo scientifico Corbino, anch’essa con una buona conoscenza di diritto amministrativo, particolarmente vocata al giornalismo d’inchiesta, la professoressa De Michele non ha mai deragliato al principio dell’acqua pubblica, nel rispetto di una volontà popolare chiaramente espressa nel referendum, aderendo pienamente ai valori e agli orientamenti condivisi dall’intera redazione, limitandosi di volta in volta a valutare, a suo giudizio, la coerenza o meno delle posizioni espresse sulla scorta di un principio di correttezza e oggettività giornalistica. 

Caro assessore, in questo nostro giornale non ci sono solisti discordi. Il cemento che ci rende uniti ed entusiasti (quel cemento che ci spinge ad affrontare continui sacrifici economici e rischi di denunce con richieste strumentali e minatorie di risarcimenti milionari) è la passione civica che ci fa aderire ai valori indicati nello statuto dell’associazione “Minerva”: legalità, salvaguardia dell’ambiente in senso lato, economia verde, democrazia partecipativa, welfare. Tali valori ci consentono di rimanere liberi e ci rendono insofferenti ad ogni sofisma che, con illusionismi verbali, voglia fare apparire bianco ciò che è nero.

Lei non poteva esserne a conoscenza: avrebbe dovuto seguire tutto il nostro percorso giornalistico prima su Il Ponte e poi sulla Civetta. Per cui faccio finta di non aver letto quella insinuazione offensiva su un avvocato suggeritore, che equivarrebbe a ipotizzare articoli eterodiretti. Accetto, pertanto, le sue scuse e sono pronto a pubblicare le sue rivelazioni sul “vizio che sta pericolosamente inquinando la nostra comunità. Ma non ci metta nel mezzo. L’unico vizio che abbiamo è quello di pensare con la nostra testa e metterci la faccia su ogni articolo che scriviamo. E’ forse per questo che il nostro piccolo giornale di una provincia periferica è stato citato due volte da Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera, due volte da Repubblica e siamo stati intervistati da RaiNews 24 e da Rai Uno. Di noi hanno scritto anche i giornali locali, spesso diffamandoci. Ma, valutando chi ne ha scritto, non ce ne cale granché.

Altrettanto cordialmente,

Franco Oddo