L’AZZECCAGARBUGLI - I candidati non cedono alla scaramanzia e non si preoccupano affatto che con le loro immagini si possano fare bamboline voodoo o bersagli per il gioco delle freccette

La Civetta di Minerva, 2 febbraio 2018

Come avrete sentito dire, a Marzo si celebreranno le elezioni. L'11 febbraio, invece, sarà carnevale. Tra tutte le sfortune che ci potevano capitare, succede pure che carnevale è prima delle elezioni sicché le miriadi di volantini pubblicitari, di facsimili, di cartelloni, di faccioni, sorrisi e profili di candidati non potranno essere utilizzati per farne coriandoli. Ci toccherà, come ogni volta, trovarceli sotto i tergicristalli (anteriori e posteriori), nella cassetta della posta, ad intasare i tombini, a sporcare le strade.

Ad occhio e croce, non mi pare che sia cambiato nulla, e quindi sarei pronta a scommettere che il "nuovo che emerge" non farà che ripetere i medesimi comportamenti del "vecchio rottamato" (e resuscitato o, comunque, in rianimazione), con grave dispendio di energie e costi a carico di tutti noi per ripulire tutto e riparare i danni.

E' di solare evidenza che i nostri candidati non cedono alla scaramanzia, e non si preoccupano affatto che con le loro immagini si possano fare bamboline voodoo o bersagli per il gioco delle freccette. Però non vedo altro modo di utilizzare questi volantini, perché tra le poche certezze che ho una è incrollabile: non sono i volantini a convincermi di votare Tizio o Caio.

La scelta si deve fare tenendo ben presente qual è il programma politico, qual è il grado di credibilità di chi lo propone, quali sono le conseguenze ed i costi (anche sociali) del suddetto programma. Facciamo un esempio. Se il candidato Tizio negli ultimi anni è rimbalzato da un partito all'altro, sposando tutto e il contrario di tutto, sostenendo la privatizzazione degli spazi pubblici e la pubblicizzazione degli spazi privati, la lotta all'inquinamento e il rilancio delle industrie, l'opposizione alla svendita di Ortigia e la promozione di spettacoli di mangiafuoco e funamboli alla Giudecca, beh qualche dubbio dobbiamo porcelo.

Se il candidato è stato al governo della città fino ad ieri ma non lo avete mai visto tra la gente o impegnato a risolvere i moltissimi problemi di questa sciagurata città, allora le promesse che questi potrebbe fare dovrebbero, quantomeno, farci sollevare il sopracciglio. Se il candidato non vi ha mai rivolto il saluto, ed oggi improvvisamente vi mette la mano sula spalla allora, fidatevi, è meglio se vi spostate. Perché la mano che non vi ha sollevato negli ultimi anni è la stessa che adesso vi porta a braccetto e domani sparisce di nuovo.

Dovremmo fare uno sforzo e, finalmente, guardare negli occhi i candidati, tutti, nuovi e vecchi, e scegliere quello che ci pare abbia più voglia di lavorare, di essere presente, di farsi carico delle tante criticità della città, di occuparsi ogni giorno del nostro territorio. Sperando che poi non ci deluda, e che non sporchi la nostra città con un milione di volantini. Con i quali, purtroppo, non possiamo fare neanche i coriandoli.