Documento unitario: “Non c’è alternativa al ripudio della guerra, i docenti devono promuovere un percorso di consapevolezza della necessità della pace, unico vero antidoto per contrastare dispersione e fragilità”

La Civetta di Minerva, 19 gennaio 2018

Ecco il documento che i sindacati di base della scuola hanno diffuso appena si è appresa la notizia della visiva guidata degli studenti alla base di Sigonella.

E’ accaduto pochi giorni fa, quando gli studenti del II Istituto superiore “Arangio Ruiz” di Augusta sono stati condotti presso la base di Sigonella nell’ambito di un progetto finalizzato al contrasto della dispersione scolastica e all’inclusione di studenti con particolari ”fragilità”. Evidentemente, per qualcuno inclusione e intervento sulle “fragilità” dei nostri alunni sono compatibili con l’esaltazione della guerra e degli strumenti militari, strumenti di morte.

In effetti, la Marina Militare di Augusta, da tempo, ha intessuto stretti rapporti con le scuole sopperendo, spesso, con le proprie strutture ai deficit dei locali scolastici (palestre insufficienti, pareti da tinteggiare, giardini da curare). Quello che dovrebbe essere un diritto (quello allo studio), esercitato in condizioni dignitose, diventa così agli occhi di studenti e genitori  un “favore”. E poco importa se, in cambio di tale favore, alunni, genitori e docenti, in occasione della festa della Marina militare ad Augusta, siano stati chiamati, nella base di Terravecchia, ad ascoltare e intonare versi di “canzoncine” il cui valore educativo è oltremodo discutibile. Tranne che qualcuno sia in grado di spiegare cosa c’entrano con il ripudio costituzionale della guerra versi nei quali si afferma “Colpir e seppelir ogni nemico che s’incontra sul cammino! / E’ così che vive il marinar nel profondo cuor del sonante mar”!/ Del nemico e dell’avversità se ne infischia perché sa che vincerà! Per i più curiosi si tratta dell’Inno dei sommergibilisti di Mario Ruccione, l’autore di Faccetta nera.

Ma noi vogliamo essere ottimisti e pensare che agli alunni sia stata detta la verità sulla base di Sigonella. Che si sia parlato dei droni con i quali, essendo a pilotaggio remoto, senza alcun rischio vengono uccisi migliaia di civili, spesso indicati, nel freddo linguaggio militare, come vittime di errori delle cosiddette “armi intelligenti”. Peccato che si tratta di migliaia di persone. Che, più in generale, sia stato spiegato agli alunni a cosa servono le basi militari e che non ci può essere alternativa al fatto che la pace si costruisce con la pace, opponendosi alla crescente militarizzazione dei territori e dell’istruzione.

Da parte nostra la conferma che non c’è alternativa al ripudio della guerra, che la scuola deve promuovere un percorso di consapevolezza della necessità della pace, unico vero antidoto per contrastare dispersione e fragilità, che si “combattono” solo ampliando i diritti e costruendo relazioni sociali che mettano al centro dignità e rispetto reciproco”.