L’Istituto Tecnico Superiore, uno dei cinque in Sicilia, doveva essere un fiore all’occhiello per corsi di specializzazione, ma così finora non è stato. Ora riparte con nuovi locali all’Insolera e con un CdA blindato

 

La Civetta di Minerva, 19 gennaio 2018

Attivato dal 2010, con la partecipazione dell’IIS Filippo Juvara (scuola capofila), l’università di Palermo, il Libero Consorzio dei Comuni di Siracusa (quello che fu l'ente provincia), altri quattro istituti superiori e poi aziende e società nel campo dei Beni Culturali, l'Istituto Tecnico Superiore di Siracusa, Fondazione Archimede, ha forse trovato la strada per uscire dalla fase di stallo in cui si è trovato per mesi.

All'orizzonte alcune novità: intanto un decreto dell'ormai ex assessore Bruno Marziano che ne ha modificato la denominazione in "Istituto Tecnico Superiore Steve Jobs" e ha sancito il subentro allo Iuvara (istituto accorpato) dell'IIS Einaudi quale ente scolastico di riferimento della Fondazione ITS Archimede; e finalmente nuove nomine ai vertici dell'amministrazione, direttore e responsabile amministrativo, di cui però l'attuale presidente, l'ingegnere Andrea Corso, non vuole anticipare i nomi. Prossimo inoltre il trasferimento della sede, dagli umidi locali di viale Scala Greca a un’ala dell’Insolera: “L’affitto della sede (intorno ai 30mila euro annui), così come le utenze di luce e acqua (circa duemila euro all’anno), sono a carico dell’ex Provincia che, con un finanziamento iniziale di 50mila euro, è tra i soci fondatori ed è componente della giunta esecutiva - chiarisce la dottoressa Antonella Fucile che si occupa dell’ITS solo dall’ottobre del 2016 -. Ma la crisi economica che ha colpito le Province d’Italia, in seguito al maldestro tentativo della loro abolizione, ha portato, nel nostro caso, a porre in essere una “razionalizzazione” degli affitti con la conseguente dismissione di molti edifici adibiti ad attività scolastiche, e così anche per l’ITS è diventato necessario cercare locali che consentissero un risparmio e insieme che fossero assolutamente idonei. L’Insolera ci sembra una buona scelta”.

Nati in seno alla riforma della scuola per offrire percorsi di specializzazione tecnica post diploma, quindi proponendosi quale percorso alternativo a quello universitario, questi istituti (attualmente 5 in Sicilia, 87 in Italia) dovrebbero, avrebbero dovuto ovunque, costituire l'anello mancante nell'iter di ingresso nel mondo del lavoro. Un segmento di formazione intermedia strettamente connesso alle esigenze specifiche, e alla domanda, del territorio, con lo sguardo rivolto al mondo delle professioni non solo attraverso le competenze tecniche, ma studiandone meccanismi, innovazioni e immaginandone gli sviluppi. Insomma la possibilità per i più giovani di affrontare strade più agevoli e brevi per trovare un posto di lavoro, senza essere costretti a cercare altrove il proprio futuro. Un obiettivo che in linea di massima si può dire conseguito guardando al nord d'Italia, dove le statistiche segnalano che, entro l'anno dal diploma, almeno l'80% degli studenti ITS realizza le proprie aspettative.

Anche l'ITS di Siracusa (nostro articolo del 10 dicembre 2014), imperniato sulla "conservazione, fruizione e valorizzazione dei BB. CC. e del turismo", a due anni dalla sua costituzione, era partito sotto buoni auspici. Due corsi biennali per 2000 ore lezione "suddivise tra lezioni d’aula, laboratori, attività di squadra, project work e tirocini", una discreta partecipazione di studenti, tutto grazie a un finanziamento annuale, pubblico (MIUR e per il 30% Regione Sicilia), pari a circa 300mila euro ogni corso attivato.

E se solo uno è stato il corso del 2016, per il 2017 ne erano stati previsti due per il conseguimento del diploma di “Tecnico superiore per la gestione di strutture turistico-ricettive” (sede a Modica) e di “Tecnico superiore per la promozione e il marketing della filiera turistica e dell’enogastronomia” (a Siracusa). Corsi con selezione degli aspiranti studenti prevista per il mese di settembre e inizio ad ottobre. Sulla carta, perché in realtà, per mancanza di iscritti - dovrebbero esserci almeno 20 ragazzi per corso - nulla si è mosso, con il rischio di perdere importanti finanziamenti, sebbene il presidente Andrea Corso si mostri fiducioso per l'avvio, se non altro, del corso di Siracusa. Una paralisi motivata a quanto pare dalla mancanza di un'efficace capacità di auto promozione sul territorio dell'Istituto stesso e da alcune difficoltà nel rapporto tanto con le scuole, naturalmente il serbatoio privilegiato dell'istituto, quanto con il mondo imprenditoriale. “Certo si potrebbero migliorare molte cose – commenta la Fucile – ma purtroppo i ritardi e la vaghezza della Regione Siciliana rendono difficile la programmazione e danno a questa attività una alea di incertezza, per cui appare azione inconsistente definire e proporre azioni migliorative”.

Ma altre criticità, per le quali si auspica una svolta, sono state individuate in passato nelle modalità di selezione di tutor e docenti che, secondo il presidente Corso, devono essere ormai improntate a una piena trasparenza a garanzia della stessa qualità dell'offerta formativa e dei principi di meritocrazia. E d'altra parte occorrerà forse una più approfondita valutazione anche sugli obiettivi dell'Istituto, semmai attraverso proposte alternative di corsi di studio che meglio rispondano alle reali dinamiche di domanda e offerta occupazionale del territorio. Non può infatti non avere un peso il fatto che negli anni passati, come evidenziato dall'ingegner Corso, con l'inserimento di alcuni giovani nelle strutture ricettive disponibili si sia già raggiunta una sorta di saturazione delle stesse. Non c'è molto tempo dal momento che, con la nuova programmazione statale, si pensa di destinare 50 milioni al fondo nazionale degli ITS e di collegarli più organicamente alle cosiddette 'lauree professionalizzanti' (lauree brevi): un'opportunità per i giovani che sarebbe grave lasciarsi sfuggire e che, se non colta, costituirebbe l'ennesima prova dell'incapacità amministrativa e gestionale della nostra classe dirigente.

Nel prossimo numero de La Civetta l'intervista al presidente Andrea Corso.