Michela Italia, entrata nel carcere di Augusta da giornalista, ha subito pensato di dover aiutare i reclusi organizzando letture, teatro e passatempi

La Civetta di Minerva, 15 dicembre 2017

Il 6 dicembre, presso la Casa Circondariale di Augusta, Auditorium Enzo Maiorca, si è tenuto il primo progetto di integrazione tra ragazzi con disabilità e detenuti ristretti in regime di alta sicurezza. ”Smile and Fly” (Sorridi e Vola), questo il titolo del recital in dialetto siciliano tra le sbarre cha ha avuto come protagonisti i detenuti della casa circondariale di Augusta, diretta dal dinamico direttore dr. Antonio Gelardi, e i giovani disabili delle associazioni ASD Nuova Augusta e Progetto Icaro.

Ideatrice di questo laboratorio teatrale, unico in Italia, è stata Michela Italia, volontaria collaboratrice del direttore dell’istituto penitenziario megarese. E noi l’abbiamo intervistata.

Michela: ideazione, progettazione, testi e regia. Un talento poliedrico...

Beh, non esageriamo. I testi sono noti. Io ho soltanto cucito, messi insieme testi di Rosa Balistreri, di Ignazio Buttitta e della tradizione orale. Ho selezionato le musiche, ho inventato le scenette e i movimenti. E così ho confezionato un recital.

Ma come ci sei finita in carcere, chi ti ci ha condotto?

Ah, ah! Il microfono e la telecamera. Ci sono entrata per la prima volta nel 2011, come giornalista di Webmarte. Sono rimasta incantata e ho sentito di dover fare qualcosa per i reclusi. Quindi l'idea di un corso di lettura: “Read and fly”. Era rivolto ai detenuti di media sicurezza. Iniziammo con dottor Jekyll e mr Hyde. Fu strabiliante. Poi Amleto, Wilde, Pirandello.

Cioè, tu leggevi loro dei libri?

Leggevamo insieme e li commentavamo. Il dr. Gelardi, il direttore, mi diceva che era meravigliato  dal mio affabulare e dai silenzi dei detenuti. Il luogo scelto era la biblioteca del carcere. Poi il progetto lo abbiamo rivolto ai reclusi in alta sicurezza e alla lettura ho aggiunto il teatro con tre regie: una sul presepe, una sulla Doppia vita dei numeri, di Erri De Luca, e infine Smile and fly. Tra i miei esperimenti in carcere anche quello dei giochi di società. Ho scoperto che non li conoscevano. Loro di giochi conoscevano solo quelli d'azzardo. Per cui ho portato il “Dixit”, “Lupus in tabula” e il “Taboo”. Non ti dico la meraviglia: erano come i bambini che scoprono la bellezza della competizione, che è più gratificante dei soldi. E dopo i giochi di società l'idea del laboratorio allargato con i ragazzi disabili.

In quanti erano i partecipanti, di quale età media?

Partecipavano una ventina, a volte di più. Di età tra i 40 e i 50 anni. Di loro mi piace ricordarne alcuni: Vincenzo Scuderi un detenuto con un figlio disabile, persona molto sensibile; ("Addumannimi chiddu ca voi, iu pi sti picciriddi mi facissi ammazzari"); Piacenti, un recluso partenopeo ("Non mi sono mai emozionato così nella mia vita e chi mi conosce lo sa"). Ma anche i ragazzi diversamente abili: Marco Bella, molto affettuoso e simpatico, vorrebbe restare in cella con essi e aspetta la loro uscita per cenare insieme fuori; Micaela che realizza braccialetti per i suoi nuovi amici, come piccoli amuleti.

E tutte queste attività le hai svolte con associazioni, gruppi?

​No, sempre da sola. Avevo i detenuti ed erano abbastanza. Non mi serviva altro. E devo dire mai, ripeto mai, una parola di troppo.

Quindi nessun coinvolgimento associativo?

Collaboro con la Lilt, con l’associazione Progetto Icaro. Ma resto sempre molto autonoma. Diciamo che io ci sono per tutti, soprattutto per associazioni che operano sul sociale o per la salute. Io vengo da un anno come volontaria in servizio civile al Centro Siciliano Riabilitazione (Aias), con le associazioni ASD Nuova Augusta e Progetto Icaro abbiamo lavorato molto bene insieme al laboratorio teatrale. Ad Augusta ci sono tante altre realtà, alcune molto operose. Ma per mancanza di fondi e strutture si stenta molto. La nostra è una città senza teatro, senza cinema. Siamo una città dormitorio.

Non farai soltanto volontariato nella vita

Sono insegnante vincitrice di concorso in lettere in attesa di ruolo. Attualmente impegnata all’istituto Bianca Vittorini di Avola con una supplenza sul sostegno. Ma mi occupo anche di spettacolo e di cultura. Oggi 15 presenterò la VI edizione del Premio Letterario Luigi Pirandello (a Stefano Milioto, Mariano Rigillo, Anna Teresa Rossini) organizzato dall’Ersu di Catania, presso il rettorato dell’Università. Il 21 dicembre presenterò un libro, Diversamente Madre di Antonella Salamone, in collaborazione con la Mondadori e la Fidapa, presso l’UNUCI (Unione Nazionale Ufficiali in Congedo) di Augusta. E il 23 dicembre nella chiesa di San Francesco di Paola di Augusta presenterò la XXIII edizione del Gran Concerto di Natale della Corale Polifonica Jubileum diretta dal maestro Luigi Trigilio