Intervista a l tecnico Danilo Garofalo: “Per allenarci dovevamo portare un bidoncino per il gruppo elettrogeno”. Ora alla griglia di partenza al completo, coi senior, gli under 17 e gli under 15

La Civetta di Minerva, 15 dicembre 2017

Nell’ultimo numero del nostro giornale, quello uscito in edicola venerdì 1 dicembre, lamentavamo il fenomeno dei pochi fedelissimi - 1800 - che mediamente accorrono al De Simone per sostenere la locale squadra di calcio, il Siracusa appunto, militante nella terza serie nazionale dello sport più popolare in Italia. E di conseguenza, se la matematica non è un’opinione, ci è venuto in mente che se anche nel calcio ci si lamenta della scarsa affluenza o comunque dello scarso appeal che la squadra cittadina esercita nell’opinione pubblica, allora negli altri sport, cosiddetti “minori” del siracusano, cosa vi sarà mai? La desolazione più assoluta? Il più completo menefreghismo? Il deserto dei Tartari?

Ed allora, questa settimana, il nostro giornale è andato in giro per la provincia per raccogliere testimonianze di esercenti e praticanti di quegli sport che non godono della massima popolarità, con la promessa di affrontare nei prossimi numeri anche altre e diverse realtà della provincia siracusana. Siamo così andati ad incontrare Danilo Garofalo, 36 anni, avolese (nella foto), tecnico nonché ex giocatore della società Pallamano Avola, che con la massima disponibilità e cordialità, ci ha fornito un quadro completo della loro esperienza in questo settore.

La società nasce dall’entusiasmo del padre di Danilo e cioè il sig. Pietro Garofalo, pensionato, che funge da Presidente e l’ha costituita insieme al suo vice, Giuseppe Caruso, e al dirigente accompagnatore,  Paolo  Antonuccio, impiegato, avolesi anche loro. Inizialmente, e più precisamente dal 2007, il sig. Garofalo collaborava col professore di educazione fisica Paolo Tiralongo, della scuola media Luigi Capuana di Avola, che nell’occasione entrava a far parte del consiglio direttivo della società, per partecipare solamente ai giochi studenteschi come scuola, prendendo in prestito il nome dell’Albatro, una società di pallamano siracusana, dove fra l’altro militava il figlio del Garofalo, per l’appunto quel Danilo che ci ha fornito la sua testimonianza.

Ma ottenendo da subito dei buoni risultati e presi dall’entusiasmo, decidono già dall’anno successivo di far partire una massiccia campagna d’informazione presso tutte le scuole della cittadina siracusana per “reclutare” quanti più appassionati di questo sport e mettere su in forma autonoma una società propria, denominandola appunto Pallamano Avola e scegliendo come colori sociali quel rossoblu presente pure sulle maglie della locale squadra di calcio.

I primi anni, fino al 2011, la società partecipa solo ai campionati senior, dal 2011 al 2014 anche alla serie B e alle giovanili, per altri tre anni solo con le giovanili, fino ad arrivare ai giorni nostri che li vedono alla griglia di partenza di nuovo al completo, e cioè coi senior, gli under 17 e gli under 15. La prima squadra ha come responsabile tecnico Vincenzo Milardo, mentre delle giovanili se ne occupa il nostro Danilo Garofalo, che nel frattempo - dopo aver giocato anche nel Rosolini e negli ultimi 4 anni a Scicli - ha smesso di giocare anche a causa di un fastidioso infortunio. E quindi adesso veste i panni di tecnico e supervisore degli under 17 e 15.

Pieno di entusiasmo ci snocciola i risultati fin qui ottenuti dai suoi ragazzi, che nello scorso 2 dicembre hanno dato battaglia in casa contro la favorita Scicli, perdendo solo per 25 a 18, mentre il pronto riscatto è avvenuto in trasferta, a Capo d’Orlando, conquistando un meritato pareggio, 24 a 24. Quindi dopo appena due giornate di campionato la compagine dei Garofalo marcia sull’onda dell’entusiasmo, avendo ottenuto più di quanto ci si poteva aspettare in un campionato difficile, dove per quanto riguarda i senior, militano anche la Villaurìa di Palermo, l’Esperia Orlandina di Capo d’Orlando appunto, lo Sporting Scicli e addirittura una squadra calabrese, l’Atletico Lamezia di Lamezia Terme. Nella squadra senior (vedi foto) possono far parte un massimo di 4 over 30, che sono in questo caso Ivan Sardo, Luca Greco e il portiere Pier Paolo Ragusa. Mentre l’unico più giovane è classe ‘91 e si chiama Sergio Prestìa.

Dopo averci ragguagliato sui risultati sportivi, Danilo non manca di raccontarci che ovviamente hanno prima dovuto affrontare tutti quei problemi e quelle difficoltà che una piccola società si trova a combattere in una realtà come la nostra, sia per le strutture, poche e fatiscenti, sia per la diffidenza dell’opinione pubblica, e soprattutto per quanto concerne i finanziamenti che occorrono per tutte le esigenze logistiche e materiali. Infatti il campo non è omologato e si deve giocare a porte chiuse, dal 12 gennaio scorso sono stati anche senza luce e dovevano fare di necessità virtù portandosi al campo di allenamento un bidoncino per alimentare il gruppo elettrogeno che ha consentito loro di allenarsi anche nelle ore serali, visto che d’inverno il sole tramonta presto e gli allenamenti iniziano alle 15.

Per di più - ci racconta amareggiato - quest’estate sono stati rubati tutti i sanitari del centro di addestramento, e addirittura 15 giorni orsono dei vandali si sono portati via tutti gli infissi, porte e finestre, fino ad asportare persino la griglia di scolo per il drenaggio dell’acqua piovana. In mezzo a tutte queste difficoltà, tutto lo staff tecnico e dirigenziale si è recato in agosto dal sindaco e dall’Assessore allo sport, per chiedere il ripristinao quanto meno dei servizi essenziali e necessari per potere andare avanti. E prosegue spiegandoci che inizialmente le autorità al riguardo nicchiavano ma che adesso sono riusciti a fare accorpare questi lavori nel pacchetto che il comune ha sovvenzionato per rinnovare tutta la struttura del Palazzetto di Avola, compreso il campo di calcio che verrà fatto in erba sintetica.

E quindi gli preme anzi di cogliere questa occasione che gli diamo per ringraziare il Sindaco che si è premurato finalmente di appoggiare la loro mission. E in più ci dice che sono riusciti a coinvolgere anche qualche piccolo sponsor che li aiuta nelle spese, che dapprima erano tutte a carico della dirigenza che si autotassava per mettere a disposizione dei ragazzi il materiale sportivo e le auto che servono per le trasferte. Trasferte che quest’anno sono diventate anche più impegnative, visto che domenica 7 gennaio il calendario li vede opposti alla compagine calabrese di Lamezia Terme, per raggiungere la quale la società sta pensando di noleggiare un paio di pullman a spese ovviamente proprie.

Ma il più è fatto, ci spiega, perché la diffidenza iniziale è stata superata e nota con piacere ed emozione che la sua squadra comincia ad avere un seguito positivo da parte della cittadinanza, dimostrando che se le cose vengono fatte con impegno, dedizione e soprattutto tanta passione, alla lunga i risultati si vedono.

In definitiva vorremmo che questo sia un monito verso l’opinione pubblica del capoluogo siracusano, dove invece tutto resta immobile, continuando a specchiarsi nell’antica gloria che fu. Ma del resto cosa potevamo aspettarci da un contesto cittadino dove addirittura - è notizia di questi giorni - si paventa la chiusura dell’Istituto comprensivo Salvatore Raiti a causa di una massiccia invasione di topi all’esterno e all’interno della struttura? Poteva lo sport, per giunta minore, costituire un’eccezione? Pura utopia!