Da dove si arrivi nel comune montano, il profilo della città è “sporcato” da 28 torri eoliche alte 55 metri. Anche quando l’impianto è fermo, i gestori dell’energia pagano lo stesso

 

La Civetta di Minerva, 15 dicembre 2017

Con tutta l’energia che produciamo negli impianti termoelettrici del polo industriale siracusano non c’era alcun bisogno di martoriare il paesaggio ibleo con i parchi eolici. L’energia termoelettrica prodotta qui basta e avanza anche per Calabria e altre regioni del sud Italia. In termini di impatto ambientale abbiamo già dato abbastanza.

Ci hanno fatto credere che l’energia eolica, essendo rinnovabile, è vantaggiosa per l’ambiente. La verità non è così semplice come appare. Innanzitutto la scelta dei luoghi dove queste pale eoliche hanno trovato posto non sempre ha rispettato il paesaggio. L’impatto ambientale in alcuni casi è eccessivo e deleterio. Tanto per fare un esempio, esaminiamo l’impianto eolico di Buccheri. Ha letteralmente fagocitato il paesaggio della cittadina montana.

Da qualsiasi ingresso si arrivi, il profilo della città, con i tetti delle case, i campanili delle chiese barocche, i ruderi del castello e la cuspide di Monte Lauro, è “sporcato” da 28 pale che solo photoshop può cancellare da qualsiasi inquadratura. Collocate all’inizio del nuovo secolo, le torri sono alte 55 m e occupano tutto il crinale delle montagne tra Buccheri e Vizzini. Territorialmente sono ubicate in territorio del Comune di Vizzini, il cui centro abitato è talmente lontano (7 km) da non scorgere nulla, ma l’impatto visivo è tutto a carico della città di Buccheri che è vicinissima (2 km). Ovviamente al Comune di Vizzini vanno i benefit economici (le royalties), a quello di Buccheri nulla, “girano” solo le pale.

Al danno si aggiunge la beffa. Spesso le pale vengono bloccate, quindi deturpano il paesaggio e non producono un bel nulla. Questo impianto, così come tutti gli altri, talvolta viene spento per evitare la sovrapproduzione di energia elettrica che potrebbe causare gravi black out. In pratica si produce più energia di quanta la rete possa gestirne. E allora che l’hanno realizzato a fare? L’inganno sta nel fatto che, anche quando gli impianti sono spenti, l’energia che potrebbero generare viene ugualmente pagata ai produttori dai gestori (Enel, Iren Mercato, Illumia, Wekiwi, Eni Luce e Gas, Acea, Gas Natural, A2A, Sorgenia, Edison, Green Network, Heracomm, GDF Suez, Trenta, e-Light, E.ON, Aemme Linea, AGSM). Un affare d’oro! E a pagare è il comune cittadino tramite la bolletta.

La strana procedura è descritta nel Rapporto energia 2015: "L'energia che sarebbe stata prodotta dagli eolici spenti o limitati, calcolata con parametri statistici, viene comunque remunerata al produttore, sempre attingendo dalla tariffa elettrica nazionale". 

In Sicilia ci sono circa 1500 funghi eolici che producono quasi 2900 gigawattora. La continua nascita di parchi eolici regionali è favorita dalla mancanza di una mappa delle zone non idonee. O meglio, la legge c’è (Legge regionale 29/2015) ma manca la firma del presidente della Regione. Riuscirà il neopresidente Musumeci a firmare ciò che non ha fatto Crocetta? Finora si è andati avanti nel caos generale. E questi sono i risultati.