In quasi tutta la città, tranne le frazioni di Cassibile e Belvedere e la zona costiera di Ognina e di Fontane Bianche. Ma dappertutto viene pagata la stessa tariffa. In altre città, per casi simili, gli utenti hanno adito i tribunali ottenendo rimborsi e lo sconto del 50%: le sentenze 

 

La Civetta di Minerva, 17 novembre 2017

“L’acqua distribuita dal civico acquedotto può essere utilizzata per tutti gli usi alimentari e di cucina ma, a causa delle elevate concentrazioni di cloruro di sodio, esiste una controindicazione relativa per i cardiopatici e gli ipertesi e per tutti i soggetti da patologie soggette a restrizioni del regime dietetico del sale. La superiore controindicazione non riguarda le utenze delle zone di Belvedere, Cassibile, Fontane Bianche e Ognina.”

Questo è l’avviso (avvertimento?) che leggiamo da qualche tempo sulle bollette che la Siam, la Società di gestione delle acque, ci invia chiedendoci il pagamento. E bene fa la Ditta ad avvisarci (avvertirci) e la ringraziamo per le utili, preziose informazioni che ci fornisce riguardo alle “controindicazioni” (per alcune patologie) derivanti dall’uso dell’acqua che essa (Siam) ci eroga.

L’avviso sembra chiaro (a parte il bisticcio tra soggetti e soggette) e abbastanza eloquente. Ma fino ad un certo punto. A volersi soffermare a riflettere, infatti, ci sorge qualche domanda a cui, speriamo, qualcuno possa prima o poi risponderci.

Cosa significa esattamente (testuale) “esiste una controindicazione per… “i cardiopatici, gli ipertesi e tutti i soggetti a restrizione del regime dietetico del sale” (sempre testuale) non la devono né bere né usare per cucinare? La devono prima fare bollire? Ne devono usare poca? E poca quanta? Un giorno a settimana o al mese? E la doccia, invece, la possono fare? I denti li possono lavare facendo attenzione a non ingoiarne qualche goccia?

Inoltre: cosa si intende per cardiopatici, ipertesi e tutti i soggetti a restrizione del regime dietetico del sale? Quelli certificati da apposite attestazioni sanitarie o anche quelli che momentaneamente hanno la pressione alta oppure un leggero scompenso cardiaco? E la pressione alta a partire da quanti mmHg? Oltre 140? 150 o 160? Ma soprattutto, quelli che non sono né cardiopatici, né ipertesi, né… al sale, possono diventarlo consumando acqua dal rubinetto?

E ancora: di preciso cosa potrebbe succedere a chi, cardiopatico, iperteso e… al sale, ha consumato per anni (consapevolmente o meno) l’acqua distribuita dal civico acquedotto?

Si ammalerà? È già ammalato? Potrà guarire? E se non guarisce potrà essere risarcito? E se sì, sarà risarcito dal Comune o dalla Siam? (ex Sai 8, ex-ex Sogeas)

E infine (last, but not least): ma se l’utilizzo dell’acqua marca Siam (ex marca Sai 8, ex-ex marca Sogeas) è controindicata in alcune zone (la maggior parte del territorio urbano) perché la si deve pagare allo stesso prezzo di chi, invece, riceve acqua di qualità migliore e non rischia conseguenze dannose?

A proposito di qualità e a proposito di prezzi. Non diremo certo una novità se l’acqua che fuoriesce dai nostri rubinetti non è di qualità, né che il prezzo (se non troppo alto) non è di certo corrispondente al servizio reso. Numerose sono state negli anni le polemiche, le critiche, le proteste in merito. La Civetta se ne è occupata spesso, così come altri media. Eppure, nonostante di acqua ne sia passata sotto i nostri ponti e dai nostri rubinetti, l’acqua rimane controindicata, dunque non potabile, il servizio complessivo scadente, le tariffe alte. E il cittadino se lo dimentica e intanto se la beve. Con tutti i rischi delle controindicazioni.

Ma perché? Come mai non si interviene, come mai si subisce questa palese ingiustizia passivamente? La rassegnazione sarausana sembra caratterizzare sempre più il nostro popolo, assieme al tradizionale sciass e all’atavica apatia. A parte qualche articolo di stampa, qualche timido allarme dall’associazionismo e una non ancora incisiva presa di posizione del M5S, niente sembra smuovere l’Amministrazione (o la Siam) per intraprendere azioni di rimedio, se non di riduzione delle tariffe. Perché è appunto un obbligo di legge applicare la riduzione del 50% allorquando si fornisce acqua non potabile. E in materia c’è ormai abbastanza giurisprudenza, con sentenze sparse più o meno in tutta Italia. Noi abbiamo condotto una banale ricerca semplicemente cliccando su Google e abbiamo trovato vari articoli riportanti sentenze a favore di ricorrenti e di Amministrazioni che, lamentando la scarsa qualità dell’acqua, ottengono giustizia. Elenchiamo, tanto per fare esempi, alcuni dei link trovati con la ricerca:

http://www.lacivettapress.it/it/index.php?option=com_content&view=article&id=916:tariffa-al-50-sel-acqua-non-e-potabile-che-succedera-a-siracusa&catid=46&Itemid=157

a)Direttiva CEE N.80/778; b)D.P.R. n.236/88 Art.21, Comma 1;c) D.L. n.66/89; d)Art.13 del provvedimento C.I.P. n.26/75 (riduzione canone 50%).

http://www.lanuovasardegna.it/olbia/cronaca/2017/03/18/news/acqua-non-potabile-m5s-tariffe-ridotte-1.15054141

articolo 13 provvedimento Cip n.26/75 che riconosce in caso di non potabilità dell’acqua, una riduzione del 50%

                                                                                                                                    

http://www.gazzettadelsud.it/news/messina/173031/L-acqua-non-e-potabile-.html

(Giudice di Pace di Patti, Messina, Sentenza n.30/09 e Giudice Sezione Civile di Patti, Comune di Gioiosa Marea condannato a risarcire)

http://it.blastingnews.com/cronaca/2015/12/se-l-acqua-non-e-potabile-e-legittimo-richiedere-il-rimborso-della-relativa-bolletta-00698127.html

Se l’acqua non è potabile è giusto richiedere il rimborso (Corte di Cassazione, sentenza n.25112/15)

Fossimo stati in un'altra città, forse si sarebbe già manifestato, predisposta una protesta, magari una Class Action. Fossimo stati in altri tempi (io me li ricordo) si sarebbe scesi in piazza, organizzato cortei, sit in e raccolta firme.

Davvero a Siracusa non si indigna più nessuno? Siamo veramente così rassegnati?

Vabbè che proveniamo dalla Magna Grecia e che  ci piace l’arte e la filosofia ma duole constatare che non ci sono più i Movimenti di una volta. Manco le Manifestazioni e nemmeno le Piazze. 
Forse ci siamo evoluti e trasformati in moderni rivoluzionari ma solo su Facebook, dove abbondano e imperano strillatori della tastiera, specializzatissimi su tutto.

Tanto, beviamo acqua minerale. Alla salute!