Intervista a Danilo Pulvirenti (Ambiente): “Più 28% rispetto a settembre. Per il sistema porta a porta la ditta deve ancora perfezionare qualcosa”. “In provincia di Siracusa non abbiamo nemmeno un impianto di compostaggio”

 

La Civetta di Minerva, 17 novembre 2017

È passato quasi un anno da quando ad Augusta è stato avviato il progetto di raccolta differenziata porta a porta, una vera rivoluzione per le abitudini dei cittadini in merito al conferimento dei rifiuti, che ha introdotto un sistema all’avanguardia grazie al quale sono stati eliminati buona parte dei cassonetti, migliorando l’ambiente urbano. Accolto con un misto di entusiasmo e scetticismo, il sistema è stato dapprima sperimentato solo nel centro storico, mentre a partire dai primi mesi del 2017 è stato diffuso anche negli altri quartieri della città. Proprio in questi giorni l’Assessore all’ambiente del Comune di Augusta, Danilo Pulvirenti, ha pubblicato un report riguardante i conferimenti della cosiddetta frazione secca, ovvero carta, vetro, alluminio, imballaggi in plastica, che per il mese di ottobre attestano un incremento del 28% rispetto al mese precedente. I dati pubblicati dall’Assessore registrano un aumento netto anche di quanto conferito da ciascun cittadino, un dato che è passato da 4,71 kg a 6,07 kg pro-capite.

Viene da chiedersi, però, se questi dati siano pienamente in linea con gli obiettivi fissati dall’amministrazione oppure se ci siano ancora dei passi in avanti da fare.

I risultati previsti nel capitolato non sono stati raggiunti, per diversi motivi riguardanti i tanti fronti aperti sul tema della gestione dei rifiuti – spiega l’assessore Pulvirenti - siamo comunque contenti della risposta della maggior parte dei cittadini di Augusta, che stanno partecipando bene a questo cambiamento sostanziale e quotidiano. Siamo contenti, perché il sistema di raccolta è all’avanguardia. L’azienda, anche se in maniera lenta, ha quasi completato la rimozione dei cassonetti dalla zona del Monte. Questi rallentamenti, insieme alla disorganizzazione nella raccolta rifiuti a livello ragionale, che non ci ha permesso di avere un impianto di compostaggio stabile in cui conferire l’umido, non ci stanno impedendo di portare a regime il nostro sistema di raccolta”.

Il nuovo sistema ha portato con sè tante novità, per i cittadini e per gli operatori, ma ci sono state anche diverse critiche.

“La macchina dei rifiuti è molto complessa. E’ facile raccoglierli quando non sono differenziati, basta svuotare i cassonetti la notte e portare tutto in discarica. La gestione del sistema porta a porta, invece, è più complessa e anche la ditta che se ne occupa deve perfezionare alcuni aspetti. Anche negli uffici pubblici è stata necessaria una riorganizzazione. I dipendenti comunali stanno rispondendo bene, pur dovendo gestire un contratto ben più complesso di quello precedente.

Tra l’altro, fare la raccolta di giorno permette ai cittadini di assistere alle procedure e di controllarle. A questo proposito, credo che la critica rivolta alla raccolta effettuata in orario diurno sia sterile, anche perché le difficoltà per il traffico sono legate ad altri fattori come le macchine parcheggiate male. La raccolta fatta la mattina ha molti vantaggi perché permette la partecipazione di tutti e tutti devono sapere che hanno un ruolo importante in questo processo. Tenendo conto del punto di partenza e delle difficoltà che abbiamo dovuto affrontare, compresi i problemi di conferimento dell’organico, possiamo dirci soddisfatti. Il dato di ottobre è incoraggiante”.

Il problema relativo alla mancanza di impianti di compostaggio in Sicilia è stato un limite per la realizzazione del progetto?

“E’ stato un problema per tutti i cittadini. Sin dal 2014 quando ero presidente della associazione “Rifiuti zero”, lanciai l’allarme sulla mancanza degli impianti di compostaggio. Avevo studiato i dati per ogni provincia confrontando la produzione di organico e la capacità degli impianti realmente aperti, per vedere quanti ne mancassero. Ebbene, dall’analisi di quei dati era evidente che mancasse circa il 50% degli impianti di compostaggio. In provincia di Siracusa, ad esempio, non ne abbiamo. Noi, infatti, ci serviamo di strutture collocate nella provincia di Catania”.

I problemi che si riscontrano nella gestione dell’umido riguardano anche la frazione secca?

“In questo caso il meccanismo è differente, infatti, è il Conai, con i vari consorzi di filiera, ad occuparsi di organizzare lo smistamento nei vari impianti. I materiali raccolti vengono poi venduti sul mercato e ai Comuni vengono riconosciute delle somme per ogni tonnellata di materiale conferito dalla vendita. A seguito dei nostri conferimenti, abbiamo emesso delle fatture, ma ancora, purtroppo, non siamo riusciti ad incassare nulla poiché ognuno di questi consorzi ha un metodo differente di gestione della fatturazione e i nostri uffici hanno grosse difficoltà nel seguire la fase di avvio della raccolta e la gestione degli aspetti contabili”.

In città c’è anche un problema riguardante l’abbandono di rifiuti, spesso immortalato in molte immagini pubblicate sui social. Quali sono le vostre iniziative per contenere il fenomeno?

“È innanzitutto un problema di inciviltà, che potrebbe anche essere correlato al fenomeno dell’evasione. Contro questo problema stiamo lavorando con la Polizia municipale e coinvolgeremo presto gli ispettori ambientali. Utilizzeremo anche le videocamere che i consiglieri di maggioranza hanno acquistato per il monitoraggio del territorio. Purtroppo, il problema dell’evasione è un fenomeno che riguarda anche realtà molto virtuose. Uno dei vantaggi del porta a porta è legato proprio all’emersione del sommerso, basti pensare che in questo anno abbiamo registrato oltre 500 nuovi utenti. Stiamo lavorando su molti fronti, l’organizzazione e l’avvio di questo nuovo sistema è davvero complessa. Il territorio di Augusta, inoltre, è molto vasto e forse non abbiamo il numero sufficiente di dipendenti per un monitoraggio completo”.