Antonio Ferrarini: “Abbiamo costituito gruppi di studio per programmazioni moderne”, “La funzione dell’istituto è agevolare la modernizzazione del sistema aziendale del territorio”

 

La Civetta di Minerva, 3 novembre 2017

Un nuovo sviluppo della società e un’idea di impresa etica con al centro i concetti di integrazione, sostenibilità ambientale ed inclusione. Ecco le chiavi di volta del Fermi, istituto tecnico tecnologico con il suo neo dirigente Antonio Ferrarini che ha già rivoluzionato l’istituzione che presiede in un paio di mesi. In questo scenario innovativo, tecnologico ma basato sull’etica si inserisce la convenzione firmata con l’Ufficio Esecuzione Penale Esterna attraverso la quale soggetti individuati svolgeranno lavoro di pubblica utilità non retribuita in favore della collettività presso l’istituzione scolastica.  

La comunità scolastica - ci spiega Ferrarini - si muove su due orientamenti: quello dell’innovazione tecnologica interna ed esterna. Abbiamo avviato la sottoscrizione di protocolli con il mondo dell’impresa e Confindustria perché il Fermi possa ridiventare luogo di riferimento per la riqualificazione e lo sviluppo socio-economico del territorio e soprattutto dar vita ad una riconfigurazione del quadro delle competenze indirizzato all’imprenditorialità, alla voglia e necessità di fare impresa, alla ricerca dei divergenti ed alla necessità di superare sul territorio la fase post industriale con l’avvento della digitale.

“Ma accanto a questo vi è la necessità di attivare ed indirizzare questo nuovo sviluppo della società verso principi etici e far sì che gli studenti non abbiano il concetto dell’impresa fine a se stessa ma di un’azienda orientata verso l’inclusione e l’integrazione. In questo quadro si inserisce il protocollo d’intesa firmato dal Fermi con l’ufficio penale esecuzioni esterne per favorire il recupero sociale di nostri fratelli che hanno sbagliato ma compreso il loro errore e che hanno la volontà di reinserirsi in modo completo nella società. Le possibilità che possono offrire con il loro lavoro socialmente utile all’interno di un’istituzione scolastica è un valore per la società, per i ragazzi che vedono gli effetti di un’inclusione benefica ed infine per i soggetti stessi che hanno la possibilità di offrire le loro competenze alla collettività nell’ambito scolastico”.

I soggetti individuati si occuperanno di piccola manutenzione, giardinaggio, pulizia degli spazi verdi e verranno scelti dall’ufficio penale esecuzione esterno tra i più idonei a svolgere questa attività in orario pomeridiano per evitare interferenze lavorative non compatibili con le attività scolastiche e didattiche. La convenzione attiva da subito (l’ufficio sta già predisponendo la selezione) si articolerà nell’anno scolastico 2017/2018 ma nulla toglie che potrebbe essere estesa e ripetuta.  “Sarà – spiega il dirigente - un’esperienza monitorata e, attraverso un’analisi attenta dell’inclusione ed integrazione biunivoca, ne coglieremo gli effetti ed i risultati. Valuteremo poi gli eventuali correttivi, miglioramenti o ampliamenti. La scuola deve essere nella pratica un portatore sano dei principi costituzionali ed avere un orientamento rivolto alle imprese eticamente sostenibili ed inclusive: in tal modo i giovani che faranno impresa impareranno a muoversi in questa direzione”.

La comunità scolastica del Fermi si è orientata verso l’innovazione tecnologica al fine di portare l’industria 4.0 (caratterizzata da imprese flessibili con capacità di internazionalizzazione, altissimo capitale umano e scarsi capitali finanziari) all’interno dei curricoli ordinamentali. Ne sono nati gruppi dediti ad attività specifiche. “Un gruppo di innovazione tecnologica – spiega il Dirigente - che ha il compito di studiare e pensare l’innovazione e di suggerirla all’interno delle unità di apprendimento e curricoli. Un altro gruppo, career point, per facilitare l’orientamento attivo dei ragazzi durante gli ultimi anni di studio”.

Ma la punta di diamante delle iniziative della comunità del Fermi è l’attivazione dell’apprendistato secondo le nuove direttive e modalità appetibili al sistema imprenditoriale e scolastico, indirizzato ai giovani tra i 18 e 25 anni, tipici Neet, che assunti dalle imprese possono conseguire il diploma mentre lavorano. Si tratta della tipologia di apprendistato che permette di acquisire una qualifica professionale triennale  - valida anche ai fini dell'assolvimento dell'obbligo di istruzione - o un diploma professionale. L’anno scorso a Pachino il dirigente Ferrarini è stato il primo ad attivarlo e quest’anno tocca al Fermi.

Stiamo poi attivando due corsi in lingua inglese – aggiunge Ferrarini - non modificando il curricolo italiano riconosciuto all’estero come uno dei migliori al mondo ma avviando un processo di internazionalizzazione. I due corsi (uno di indirizzo informatico, l’altro chimico) svolgeranno tutte le discipline (tranne l’Italiano) in lingua inglese da terzo anno rispettando i programmi ordinamentali previsti dallo Stato attraverso un orientamento a partire dal biennio. Un ulteriore gruppo sta studiando come introdurre nei curricula ordinamentali gli apprendimenti che sono richiesti per i tolc (Test Online Cisia ) F, I ed E rimodulando la programmazione (che tiene sempre conto del quadro ministeriale) ma con contenuti più facilmente spendibili per superare i test universitari. Inoltre riattiveremo a breve il corso di tecnico agrario riorientandolo verso l’agricoltura di precisione e sviluppo delle tecnologie più innovative ed un corso in biotecnologie sanitarie con possibili sbocchi in medicina, farmacia, infermieristica, scienze sanitarie tecniche”.

Una rivoluzione che però deve tener conto delle aziende reali e degli EE.LL del territorio siracusano. “Il mondo delle imprese – ci spiega il dirigente Ferrarini -  è  pre-tecnologico e la funzione del Fermi è agevolare la modernizzazione del sistema attuale verso l’industria 4.0. ripensando un nuovo quadro imprenditoriale che si basi su start up giovanili realizzate con i nostri ragazzi. In genere le grandi imprese come Google e Microsoft sanno benissimo che intercettare la creatività nel mondo della scuola serve per migliorare le produzioni. Ed è per questo che stiamo chiedendo di avere un rapporto attivo ed interattivo con le centinaia di piccole e medie imprese, con le attività artigianali, con gli ordini dei professionisti (abbiamo firmato con l’ordine degli ingegneri protocolli affinchè i nostri giovani possano verificare le modalità di lavoro come libero professionista) con i quali ci confrontiamo ed in questo momento abbiamo avviato un processo di riavvicinamento anche con le grandi industrie”.

Vi è poi il corso per adulti, prioritario per la comunità scolastica del Fermi perché l’apprendimento permanente prevede la riqualificazione delle competenze dei lavoratori attuali, i 40enni/50enni che sono inseriti nel mondo del lavoro ma che rischiano per le loro competenze pregresse di non essere allineati e di essere tagliati fuori e i Neet, che hanno compiuto il sedicesimo anno di età e che non sono in possesso del titolo di studio conclusivo del primo ciclo di istruzione o che non hanno assolto l’obbligo di istruzione e dunque sono fuori dal circuito lavorativo e formativo. Diversa situazione con l’ente provinciale, il cui personale mostra sensibilità e disponibilità nonostante l’attuale difficoltà in cui si trova. Sono stati erogati i 516 mila euro con i quali si ripristinerà il piano inagibile e si sta procedendo all’espletazione del bando di gara. Con l’amministrazione comunale il rapporto non è meno attento soprattutto sul tema della dispersione scolastica nelle prime fasi del biennio. E su questo argomento è chiaro che i dati nazionali ci danno addosso soprattutto sui tassi di abbandono scolastico.

“Sarebbe utile – aggiunge il DS - una reinterpretazione del concetto di dispersione andando a focalizzare la vera perdita di risorse che è l’abbandono precoce. Si verifica nei primi mesi del primo biennio in ragazzi che hanno già accumulato fragilità nel percorso primario per motivazioni socio-economico-culturali. Ho proposto al gosp, il gruppo operativo di supporto psico-pedagogico del distretto di Siracusa (che prevede la presenza di tutti gli istituti comprensivi e superiori) di attivare una informazione precoce ed anticipata con un portfolio della fragilità. Avere dalle scuole del comprensivo questa documentazione, fornita prima del completamento della secondaria di primo grado, consentirebbe di calibrare i progetti in modo oculato sulle difficoltà e spendendo le risorse in modo più attento”.

Insomma un Fermi attento alla realtà territoriale che cercherà di essere anello di congiunzione tra tutte le istituzioni scolastiche ed il mondo delle imprese in un territorio che avrebbe tanto da costruire.