Molti giovani subiscono prepotenze più volte al mese. Varato un programma di sensibilizzazione ed educazione ai diritti umani nelle scuole

 

La Civetta di Minerva, 3 novembre 2017

In Italia, un ragazzo o una ragazza su due di età compresa tra gli 11 e i 17 anni ha subito atti di violenza o esclusione da parte dei propri coetanei, ovvero manifestazioni di bullismo. Un fenomeno purtroppo all'ordine del giorno tra i banchi di scuola, ma difficile da identificare da parte di insegnanti, ragazzi, genitori e personale scolastico. Il bullismo è a tutti gli effetti una violazione dei diritti umani che mina l'autostima e la dignità dei ragazzi e alla lunga può portare a situazioni di depressione e di ansia e a comportamenti autolesivi.
Per conoscere e prevenire gli atti di bullismo, aumentare la consapevolezza di ragazzi, insegnanti e personale scolastico su come questo si manifesti e combattere ogni forma di discriminazione e violenza, Amnesty International Italia lancia la campagna di raccolta fondi 'No al bullismo', con l'obiettivo di dare il via a un programma di sensibilizzazione ed educazione ai diritti umani all'interno delle scuole italiane. Fino al 13 novembre sarà possibile contribuire alla campagna con un sms o chiamata da rete fissa al 45542.
La fotografia scattata dall'ultima indagine Istat del 2015 è allarmante. In Italia più del 50% dei ragazzi e delle ragazze tra gli 11 e i 17 anni ha subito episodi di bullismo e circa il 20% ne è vittima assidua, cioè subisce prepotenze più volte al mese. In un caso su 10, inoltre, gli abusi si ripetono con cadenza settimanale. In particolare, il 16,9% degli 11-17enni è rimasto vittima di atti di bullismo diretto, ovvero da una relazione faccia a faccia tra la vittima e il bullo, e il 10,8% di azioni indirette, ovvero prive di contatti fisici.
Inoltre, nonostante il bullismo sia ancora considerato un fenomeno sommerso i nostri connazionali lo percepiscono come una grave violazione dei diritti umani. Secondo un'indagine realizzata quest'anno da Doxa per Amnesty International, infatti, per gli italiani - anche per il susseguirsi di numerosi fatti di cronaca e perché può esserne vittima qualunque ragazzo - il caso più eclatante di violazione dei diritti umani è proprio quello del bullismo, precedendo casi di interesse internazionale come i fatti drammatici del G8 di Genova.
Ragazzi e ragazze trascorrono più tempo a scuola di quanto non facciano in qualsiasi altro luogo al di fuori delle loro case. Ed è proprio tra le mura scolastiche che spesso assistono o sono vittime di forme non dichiarate o tollerate di violenza. Questa "epidemia silenziosa" si presenta sotto varie forme, da quelle più evidenti, come il bullismo fisico o verbale, a quelle meno conosciute come l'esclusione sociale o il cyberbullismo.
Forte il legame tra il bullismo e la discriminazione basata sul sesso, la razza, l'orientamento sessuale o altre caratteristiche uniche per l'identità di una persona. Molto spesso, inoltre, le vittime e gli spettatori sono restii a denunciare le violenze, mentre insegnanti e genitori non sempre possiedono gli strumenti e le conoscenze adatte per riconoscerle e contrastarle.