La Civetta di Minerva, 6 ottobre 2017

Per la presentazione delle liste dei candidati alle elezioni regionali siciliane, come dicono i croupier al tavolo della roulette: les jeux sont faits, i giochi sono fatti. E mutu cu sapi u iochu!

I sondaggi continuano a dare in testa nella competizione per la presidenza il camerata Nello Musumeci l’onesto, onusto di alleati disinteressati e prontissimi a salire sul carro del vincitore annunciato, ormai diventato un carrozzone superaffollato e trasudante umori vari, compresi gli inconfondibili olezzi di minestra riscaldata.

Siracusa, come sempre, sta dando un bel contributo alla causa del rinnovamento co sgricciu, del cambiamento rivoltato alla siciliana, degli uomini politici buoni per tutte le stagioni. Così nella lista dell’Unione di centro schierata con Musumeci troviamo il deputato regionale uscente e speranzoso-rientrante Pippo Sorbello da Melilli, di cui è stato più volte sindaco, e il notaio messinese trapiantato ad Augusta Giambattista Coltraro detto Cultraru, eletto 5 anni fa all’Assemblea siciliana col Megafono del compagno Rosario Crocetta. Sia Sorbello che Coltraro nelle scorse settimane erano dati anche come eventuali candidati del centrosinistra: e possiamo solo immaginare quale travaglio interiore ed esteriore essi abbiano dovuto affrontare, posti dinanzi al dilemma di scegliere a quale dei due schieramenti donare il proprio bagaglio di idee, principi, ideali e pacchetti di voti immacolati lavati col sapone di Marsiglia a forza di olio di gomiti.

Non meno prestigiosi i candidati schierati da Forza Italia con in testa il commissario provinciale del partito, ovvero “l’unica… Bandiera”: che sarebbe il nuovo strabiliante gioco di parole ideato da Edy Bandiera, raffinato autore di calembour che cinque anni fa da candidato alla Regione, allora con l’Udc, utilizzò l’originalissimo slogan “cambiAMO la Sicilia”. Nella legislatura che sta per finire Bandiera è stato deputato regionale “a trasi e nesci” complessivamente per un anno e mezzo, nell’ambito di un lungo contezioso a colpi di ricorsi incrociati con il già citato Pippo Sorbello, che in un primo tempo sembrò soccombere per via di una condanna giudiziaria subita in primo grado.

Sempre con Forza Italia è candidato il sindaco di Priolo Antonello Rizza, già da un mesetto in campagna elettorale campeggiando da maxi manifesti murali, pur senza alcun simbolo di partito (come oggi è uso fare da parte di molti candidati) con lo slogan “Basta con le chiacchiere” accanto alla sua foto gigante. Sinceramente non siamo aggiornati su eventuali procedimenti penali a suo carico, ma ricordiamo molto bene – e tanto ci basta e ci assupécchia – l’incondizionato e pubblico sostegno di Rizza alla candidatura a premio Nobel per la letteratura del professore dell’università re pignatéddi e direttore-editore del foglio murale Il Tamburo, Stefano Palasciano.

Nella medesima lista forzaitaliota made in Siracusa spicca altresì la presenza di Franco Zappalà, democristiano di lungo corso e di successive varie avventure politiche, da un po’ di mesi ritornato in consiglio comunale dove è subentrato ai consiglieri dimessisi dal gruppo quasi estinto di Progetto Siracusa. Sbattendosene allegramente di Ezechia Paolo Reale e compagnia civica senza numero, Zappalà è tornato a navigare a vista riscuotendo la giusta considerazione che merita un fuoriclasse del salta-fossismo in alto e in lungo come lui. A presenziare all’annuncio ufficiale della sua candidatura c’erano l’ex ministra e berlusconiana della primissima ora Stefania Olivia Prestigiacomo e Gaetano Armao, fondatore del movimento da fermo Sicilia Nazione. Andando a ritroso nel tempo, Armao è stato politicamente vicino a Lombardo, a Cuffaro e prima ancora democristiano di sinistra. Insomma un vero campione del rinnovamento al top del top, su cui potrà senza dubbio contare Musumeci per fare diventare più che bellissima la Sicilia, e mentre che ci siamo anche la Calabria e il Tavoliere delle Puglie.

Che poi a partecipare alla presentazione della candidatura di Franco Zappalà ci fosse pure Rino Piscitello, braccio destro e sinistro di Armao e dell’indipendentismo sicano-siculo-trinacrio, tale circostanza rende ancora più gustoso il tutto all’insegna dell’usato garantito di provenienza sinistra-centro-destra di sopra, di sotto e per tutte le ruote.

Senza dimenticare i giovani, poco importa se figli d’arte come l’avvocato Paolo Cavallaro figlio di Mario Cavallaro ex presidente della Provincia e missino ante-post marcia. Cavallaro junior nel siracusano è il candidato di “Diventerà Bellissima” la sigla dei seguaci doc di Nello Musumeci, confluita per l’occasione nella lista dei candidati nostrani dell’Alleanza tra Fratelli d’Italia e Noi con Salvini: i primi dichiarati nazionalisti di destra, i secondi ascari siciliani reclutati nelle file dei separatisti leghisti dell’immaginaria nazione padana. Altro che Catalogna e Spagna! Da noi resiste il motto “Franza o Spagna purché se magna”.

2 – continua. Prossima puntata: la sinistra delle meraviglie e altri mondi s/conosciuti.