Facendoci rileggere criticamente la nostra e la vostra storia. Gli italiani abbiamo dovuto emigrare dappertutto, eravamo noi gli appestati e ce ne vergogniamo

 

La Civetta di Minerva, 22 settembre 2017

Ti voglio innanzitutto ringraziare per essere venuto a salvarci dalle idiozie dell’italiano medio. Non riuscivo più a sopportare la mediocrità ed arroganza di un popolo senza sogni e senza utopie. L’italiano medio è come un esercente che apre la saracinesca del suo negozio e la richiude di sera senza alcuna aspettativa, voglia di cambiare e dinamismo. Grazie a te sono esplose nel nostro paese tutte le velleità e ferocie da tanto tempo sopite e che non avevano trovato alcuno sfogo.

Grazie per averci fatto capire che gli italiani che vengono sfruttati al lavoro, disposti ad ore di straordinario gratis senza reclamare stipendio più congruo, autoschiavizzati e sottomessi da tempo, adesso invece aprono la bocca e da pezzenti della società dello spettacolo vedono nell’ultimo arrivato, cioè tu, tutte le cause delle proprie disgrazie.

Hai risvegliato in noi la voglia di capire chi siamo e dove stiamo andando. Noi popolo che è dovuto emigrare in ogni paese del mondo per il tuo stesso motivo ci vergogniamo del nostro passato quando eravamo trattati alla stregua degli animali, l’unico alloggio che ci davano era quello di una stalla. Anche sul nostro conto dicevano le stesse cose che adesso si dicono di te: che rubavamo le donne, che andavamo in giro col coltello, che puzzavamo, mafiosi, che non ci lavavamo e che potevamo solo fare un lavoro da stupidi vista la nostra razza inferiore.

Capita spesso nella storia che le vittime di allora, cioè noi, dobbiamo rifarci sugli ultimi diseredati arrivati, cioè su di voi. Perché voi ci ricordate quando eravamo gli appestati.

Grazie di averci ricordato che i governi del nord insieme alle loro oligarchie hanno così distrutto e depredato le vostre terre da costringervi ad andare via. Quando non eravate qui, questo lo ascoltavamo e lo vedevamo solo in televisione. Ma la televisione, si sa, è fiction ed era migliaia di chilometri lontano da noi. Oggi invece siamo costretti a rileggere criticamente la nostra e vostra storia. Possiamo parlare delle aziende italiane che hanno inquinato i vostri paesi, come la Nigeria per esempio, causando all’ambiente danni irreparabili, le nostre scorie inquinate che abbiamo abbandonato nei vostri paesi e le nostre armi che hanno fomentato ogni guerra.

Anche la geografia ci avete rinfrescato: adesso sappiamo che l’Africa non è un paese ma un continente. Siamo costretti infatti a differenziare gli stati ricchi da quelli poveri. Finora per noi eravate solo neri africani, ma adesso è importante sapere da quale stato scappate.

Mai avrei pensato che ci avreste aiutato a capire meglio l’Europa, la sua essenza. Alla costituzione della comunità economica europea ed in seguito l’introduzione dell’euro, alcuni di noi critici avevamo obbiettato che questa unione era solo l’unione del denaro e delle merci e che quindi nulla aveva a che vedere con un’Europa umanista delle genti. Ovviamente le nostre critiche non sono state ascoltate, noi spauracchio di ‟guastafesteˮ.

Avete messo questo sistema, l’Europa, in crisi. Ma ve ne rendete conto! Ogni forza politica delle sinistra europea aveva da decenni criticato e picchettato. Adesso arrivate voi e ci mostrate tutte le contraddizioni del nostro sistema economico feudale, dove per interessi economici si chiudono le frontiere, si negano accordi, ogni paese vuole scappare per difendere i propri interessi nazionali. Ci avete ricordato com’è stato possibile in Europa che si fosse formato il nazismo e perseguitato ed ucciso milioni di diversi: neri, ebrei, comunisti, omosessuali, handicappati, storpi, anarchici, ribelli etc. E’ stato semplice: milioni di persone hanno fatto finta di niente, hanno guardato dall’altra parte, chissà forse per paura o perché comunque per non sbagliare è sempre meglio andare con il più forte.

Oggi tutto questo sta succedendo di nuovo con massacri e guerre che dissanguano molti paesi e continenti. Ma noi, che avevamo detto mai più Olocausti in Europa, invece stiamo proseguendo a non vedere e farvi colpevoli delle vostre disgrazie.

La nostra vita dopotutto è già abbastanza stressante: le crisi di governo, le elezioni, gli stipendi bassi e quelli che non arrivano, l’affitto da pagare, i bambini da mandare a scuola.

E’ vero: state causando un po’ di onde razziste e fasciste. Ma almeno così vengono i nodi al pettine. Ciò che siamo dentro viene fuori. E solo raramente ci vergogniamo di prendercela con voi. Non sappiamo perché, ma è semplice. Abbiamo bisogno di una valvola di sfogo. Non abbiamo altrimenti il coraggio di reclamare i nostri diritti al padrone di turno. Preferiamo la sottomissione e forse ci siamo abituati, rassegnati ad essere trattati male.

Grazie per averci ricordato che anche noi un tempo con una valigia di cartone eravamo disposti a tutto, ad essere chiamati neri, sì come voi. Abbiamo addirittura raggiunto l'America in una stiva di quarta classe. E sì, allora sognavamo. Eravamo convinti di noi, che avevamo delle risorse e qualcosa da dire, da costruire. Ma adesso siamo rinchiusi nel nostro noioso quotidiano e ci accontentiamo della vita surrogata e delle briciole che il mercato ci getta durante il nostro tempo libero. E più compriamo, più siamo infelici. Abbiamo perso la bussola che ci conduce alla felicità

Grazie, grazie di cuore per averci messo in discussione.