A seguito dell’intervento della magistratura c’è una situazione di stallo che genera non poche preoccupazioni. ”Durante il periodo estivo, la discarica di Fornellaro-Vitellaro, ancora piena, è stata attraversata dal fuoco, ma tutti fanno finta di nulla”

 

La Civetta di Minerva, 22 settembre 2017

Tarda a concretizzarsi l’obiettivo dell’amministrazione giudiziaria cui è sottoposta la Cisma a seguito del sequestro degli impianti disposto dal gip. La Regione, a quanto risulta, non ha ancora proceduto alla nuova valutazione di impatto ambientale nonostante sia stata sollecitata in tal senso. Impossibile quindi utilizzare il secondo bacino (proprio quello oggetto di contestazione perché “totalmente in violazione di legge”) fino a quando non saranno soddisfatte tutte le prescrizioni imposte dal gip che richiederebbero tra l’altro importanti investimenti. Da qui la situazione di compromesso: l’impianto, per non venir meno ai contratti già stipulati, e per salvaguardare i livelli occupazionali (all’attenzione degli stessi magistrati), riceve in via provvisoria i rifiuti della zona industriale ma, non potendo trattarli in attesa che si chiarisca come garantirne la stabilizzazione né quindi tenerli in deposito in assenza dell’idoneità, li avvia verso altre discariche.

Una situazione di stallo che genera non poche preoccupazioni di cui si fa portavoce l’ex consigliere Antonio Annino: “Dopo gli avvenimenti giudiziari sembra che sia caduto il silenzio sulla discarica Cisma. Il comune di Melilli non solo si è fatto rigettare la richiesta di costituzione di parte civile, cosa grave di cui qualcuno dovrebbe chiedere scusa, ma continua a far finta di non vedere ciò che è ormai sotto gli occhi di tutti. Nessun intervento di bonifica è stato attivato nei bacini della Cisma di Contrada Bagali e cosa ancor più grave la discarica Cisma Fornellaro-Vitellaro è stata attraversata dal fuoco durante il periodo estivo. Ma tutti fanno finta di niente. Mi chiedo quale sia il motivo di tanta indifferenza e superficialità della nuova amministrazione Carta nei confronti del nostro territorio e di un aspetto così importante per la salute della cittadinanza”. Ha chiarito infatti il sostituto Vinciguerra in audizione: “Siamo di fronte sia alla cultura mafiosa che alla mafia nel senso puro del termine, e purtroppo vi sono addirittura delle ipotesi che non abbiamo potuto contestare perché prescritte. Facciamo riferimento ad una vicenda che riguarda sempre questo procedimento, perché questa discarica in contrada Bagali che hanno i Paratore è la seconda: la prima era la discarica di Formello Vitellaro. E la seconda discarica viene ottenuta dai Paratore dopo aver siglato l’accordo con il Comune per svuotare la prima, delocalizzare e portare in questa seconda nuova discarica. La situazione invece oggi è che quella prima discarica è ancora piena, non è mai stata svuotata, nulla è stato delocalizzato, è stata chiusa e non si sa nemmeno se la gestione post mortem sia fatta in modo conforme oppure no (purtroppo parliamo del 2004, quindi molto tempo fa). Questo per dirvi in che tipo di cultura e di situazione è cresciuta la Cisma”.