Il Rettore del Santuario, don Aurelio Russo, ha già scritto al Pontefice. Bergoglio divenne sacerdote nel giorno di santa Lucia ed è devotissimo alla Madonna. Due buoni motivi per essere qui l’anno prossimo

 

La Civetta di Minerva, 22 settembre 2017

Si sono da poco concluse le celebrazioni per il sessantaquattresimo anniversario della Lacrimazione del quadretto di gesso (29 agosto – 1 settembre 1953) raffigurante il Cuore immacolato e addolorato di Maria: il miracolo di via degli Orti di San Giorgio a Siracusa, commentato da Pio XII che si domandava quale fosse “l’arcano significato” di quelle lacrime e se gli uomini fossero capaci di comprenderlo, in sei decenni e rotti ha dato vita ad un flusso costante di pellegrini, alle missioni del Reliquiario (ultima ma non ultima quella a Castellammare di Stabia, che ha visto la partecipazione di più di tremila persone), al progetto – travagliato e poi finalmente realizzato – del Santuario, poi elevato alla dignità di Basilica mariana, ad una corrente di devozione incessante.

Secondo le parole di Anna Gioia, responsabile del gruppo mariano Apostoli del Cuore addolorato e immacolato di Maria, che ha ringraziato in particolare don Raffaele Aprile per l’accoglienza e la guida storico-culturale e spirituale dei pellegrini (non sempre in passato è stato così e non comunque con queste modalità: per usare ancora le parole dei pellegrini: “disponibilità”, “simpatia”, “entusiasmo”, “fede e devozione” traspaiono da chi, facendo da “cicerone”, attrae tanti smarriti di cuore), qualcuno ha visto la costruzione “come un’enorme lacrima discesa dal Cielo… mi piace pensare che sia proprio così: Il Cielo piange per questa umanità sofferente e sull’orlo del precipizio”.

Le celebrazioni dell’anniversario del 2017 sono state arricchite di una novità significativa nel senso dell’inclusione e della solidarietà: una rampa lignea ha permesso sia ai diversamente abili con difficoltà di deambulazione che agli altri fedeli e pellegrini di fissare lo sguardo in quello della Madonnina delle Lacrime contemplandola a una distanza e un’altezza ravvicinate, esperienza toccante – come testimoniato dal numeroso e composto cordone di folla che tra la fine di agosto e l’inizio di settembre ha visitato la Basilica.

Il cardinale Beniamino Stella, prefetto della Congregazione per il clero, oltre ad aver composto un’orazione per la Madonna delle Lacrime, ha chiuso i festeggiamenti il primo settembre ricordando il “genio tutto al femminile» delle donne sotto la croce, quella di Cristo e dei sofferenti di ogni tempo, bagnata da lacrime di dolore, di gioia e di attesa”.

Il rettore della Basilica-Santuario della Madonna delle Lacrime, don Aurelio Russo, con devozione e semplicità ha rinnovato il proprio invito al Santo Padre Francesco perché venga a Siracusa in occasione del sessantacinquesimo anniversario della Lacrimazione: scherzando, si è autodefinito uno “stalker” del Santo Pontefice, sia nel corso degli incontri personali che anche grazie alla cordiale intermediazione del cardinale Stella: ricordiamo anche che Jorge Mario Bergoglio è diventato sacerdote il 13 dicembre del 1969, quindi in occasione della festa di Santa Lucia. Un doppio legame spirituale con Siracusa, dunque, quello di Francesco: Maria – la devozione del papa, grazie anche a Nostra Signora di Bonaria o Madonna di Bonaria, cui è legata la fondazione di Buenos Aires, è ben nota – e Lucia, le “due donne che parlano con gli occhi”, aspettano il Santo Padre.